Bologna, il punto sul mercato; il cantiere comincia a prendere forma

DIFFERENZE- la prima cosa che balza agli occhi, in questo primo mese da neopromossa, è ll netto cambio di strategie societarie. Esiste, finalmente, un progetto di ampio respiro, che punta alla valorizzazione del marchio Bologna in modo che, in prospettiva, possa vivere del suo patrimonio e del suo fatturato. Il proprietario Saputo è consapevole che sono serviti, e serviranno, grossi investimenti per trasformare una società piena di debiti e senza alcun patrimonio, tecnico ed immobiliare, in una compagine capace di competere in serie A e di camminare con le proprie gambe, ma i segnali di una filosofia nuova, disponibilità economica a parte, sono chiari e tangibili; dalla ristrutturazione dello stadio per renderlo simile alla maggior parte degli impianti europei e farne una fonte di introiti, alla nuova comunicazione con tifoseria e stampa per dare risalto alla “bolognesità”, alla ricerca, sul mercato, di giocatori giovani che possano rappresentare un investimento per il futuro, anziché andare sui parametri zero e sui nomi altisonanti in cerca di riscatto (o di un contratto); più in generale, a fare le cose per gradi, usando parole misurate, senza promettere la Luna ma operando su base pluriennale, creando anche dei mugugni nella tifoseria, una parte della quale era forse convinta che fosse arrivato un emulo degli sceicchi del PSG o del Manchester City. Saputo ha già messo una cifra consistente (qualcuno dice 25 milioni, qualcun altro 40), per ripianare le perdite delle disastrose gestioni precedenti, e almeno altri 15 per il mercato, tenendo però presente di non voler presentare una perdita di esercizio, e quindi cercando di differire, per quanto possibile, i costi per i cartellini. Inoltre, il Bologna ha poco tempo a disposizione (comunque meno della concorrenza) per fare la squadra, e deve anche prevedere un budget (come opportunamente l’Ad Fenucci ha già fatto) per pagare gli ingaggi degli esuberi, altro lascito della gestione Guaraldi, cioè quei giocatori con ingaggi altissimi, come Bianchi e Acquafresca, quasi 3 milioni lordi in due, che anche se saranno ceduti quasi certamente saranno a titolo gratuito e anzi bisognerà pagare una parte dell’ingaggio. Ebbene, con tutte queste difficoltà, la società sta operando con competenza e serietà, senza farsi prendere per la gola da procuratori a caccia di commissioni o società indebitate e bisognose di soldi cash, che offrono giocatori ogni giorno, e senza farsi condizionare dalla fretta, pur consapevole della necessità di fare tanto ed in tempi brevi.

TRATTATIVE- come si diceva, la filosofia societaria finora è quella di formare un nucleo di giocatori giovani, in maggioranza italiani, per creare una forte identità e provare a valorizzare la rosa. Il tecnico Delio Rossi ha già preannunciato che giocherà con la difesa a 4 e il centrocampo a 3, poi davanti dipende anche da chi si riesce a prendere. La difesa è, finora, il reparto più coperto. Mirante e Da Costa la coppia di portieri, un giusto mix di esperienza e talento. Al centro è arrivato Rossettini dal Cagliari, che si va ad aggiungere a Gastaldello, Maietta ed Oikonomou, quest’ultimo corteggiato però dal Napoli. Sulle fasce, si punta su Mbaye e Masina, mentre è da capire il destino di Ceccarelli, Morleo e Garics( forse verrà preso un terzino destro, viste le caratteristiche poco difensive del colored senegalese) . A centrocampo, mentre ritarda il rinnovo di Matuzalem, sono per ora arrivati Crisetig e Rizzo, mentre sembra molto vicino il ghanese Duncan; 67 anni in 3. Il trio della mediana sarebbe fatto, ovviamente serve gente per la panchina (si parla di Nocerino, Marchionni e Brighi), possibilmente di esperienza, considerando il rientro di Zuculini ad ottobre ,mentre il colpo più ad effetto di Corvino, è stato l’arrivo, in prestito con diritto di riscatto, del 22enne trequartista colombiano Quintero dal Porto. Giocatore di sicuro talento ed avvenire, che può solo migliorare e costituire le basi, o di un arricchimento tecnico, oppure di una ricca plusvalenza. L’attacco è invece ancora un cantiere aperto, e risente della presenza di tanti esuberi; oltre ai citati Bianchi ed Acquafresca, bisogna anche piazzare Cacia, che ha mercato in B, e Mancosu, anch’egli richiesto da diverse squadre ma con un ingaggio (450.000 euro l’anno) fuori portata per quasi tutta la B e buona parte della A. In attesa di chiudere con l’attaccante francese del Cesena Defrel, grazie agli ottimi rapporti tra Corvino e Foschi (ma sul giocatore ci sono anche Torino, Palermo e Sampdoria, e il Cesena vuole 6 milioni di cui almeno la metà subito, il Bologna al massimo ne darebbe 2), sono tanti i nomi che si fanno per i ruolo di punta centrale. Da Okaka ad Abel Hernandez (quest’ultimo il favorito di Delio Rossi), da Niang a Borriello, quest’ultimo disposto, pare, a ridursi considerevolmente l’ingaggio per vestire il rossoblu, mentre Destro sembra una chimera, e potrebbero crearsi occasioni a fine mercato con gli esuberi delle grandi (Matri?), ma senza alcuna garanzia. In attesa di sviluppi, la tifoseria comunque, nonostante qualche mugugno, risponde bene; in attesa dell’apertura ai nuovi abbonati, quasi 8000 appassionati hanno rinnovato la tessera in due settimane. Una bella iniezione di fiducia per la nuova società, finora ben meritata, anche se il mercato finisce il 31 agosto e li si potrà davvero giudicare il lavoro di Pantaleo Corvino

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