Mercato Bologna; tra nuove regole, mancati arrivi e qualche mugugno, si tenta di costruire una rosa competitiva

Jesse Marsch, left, and Montreal Impact owner Joey Saputo attend a news conference in Montreal, Saturday, November 3, 2012, where it was announced that Marsch will no longer be head coach of the Impact. THE CANADIAN PRESS IMAGES/Graham Hughes.

CALMA- Nella settimana dei vergognosi tafferugli in occasione dell’amichevole Bologna-Spezia (!!), con bambini costretti a rifugiarsi al coperto e genitori che scappano a gambe levate, cioè esattamente il contrario di ciò che dovrebbe succedere (attirare allo stadio le famiglie), il mercato rossoblu, al netto della consueta ridda di voci, rileva due nuovi innesti, e due battute di arresto. Purtroppo, per buona parte della tifoseria, contano solo le ultime, mentre i primi vengono considerati quasi un ridimensionamento delle ambizioni. Gli arrivi del 34enne Matteo Brighi, e del 36enne Franco Brienza, vengono visti come un ritorno alle malsane abitudini delle precedenti gestioni societarie; senza un euro da spendere, ed essendo pieni di debiti, si andava su svincolati ultratrentenni, che ormai avevano già dato e che venivano qui essenzialmente per strappare un contratto a fine carriera. Noi riteniamo invece che Brighi e Brienza possano dare una grossa mano al Bologna. Non saranno titolari fissi, e forniranno quell’indispensabile quota di esperienza, sia in campo che nello spogliatoio, in una squadra che presenta parecchi elementi giovani. Chiaro che non sono nomi che scaldano la tifoseria, in buona parte convinta che non sia arrivata una dirigenza seria e solida, con ottime disponibilità economiche ma che vuole agire in base ad un progetto pluriennale, che ha già ripianato debiti per decine di milioni, e che intende costruire una società autosufficiente, che viva in prospettiva del proprio patrimonio, e fatturato, ma piuttosto lo sceicco del PSG o del City e si aspetta quindi un budget quasi illimitato da spendere sul mercato. I suddetti arrivi, sommati con i mancati acquisti di Quintero e Duncan, dati per certi ed invece ormai sfumati, hanno moltiplicato i mugugni ed i commenti negativi sul web. C’è da capire una tifoseria da anni costretta ( nella migliore delle ipotesi) a salvezze risicate, con società povere di liquidi e senza progetti veri, o addirittura gestite da incapaci e malintenzionati. Ma, lo ribadiamo per l’ennesima volta, Saputo, Fenucci e Corvino, nella diversità dei loro ruoli, hanno ereditato una società senza patrimonio, né tecnico né finanziario, piena di debiti, in serie B e con una rosa che, per la A, era totalmente inadeguata, e quindi da rifondare. Il tutto avendo poco tempo, essendo il BFC l’ultima delle 20 di A ad aver avuto la certezza della categoria. C’è ancora oltre un mese di tempo, qualche obbiettivo è stato raggiunto, qualche altro è sfumato. Ma questa società merita, come minimo, di essere lasciata lavorare fino a fine mercato; se per allora la rosa non sarà all’altezza, saremo i primi a sottolinearlo.

ORGANICO- Entrando nel merito delle trattative, ricordiamo che da quest’anno le rose per il campionato non potranno superare i 25 elementi, di cui, per la sola stagione 15-16, 8 giocatori cresciuti nel vivaio o con almeno 3 anni di esperienza in Italia, mentre possono essere liberamente tesserati gli under 21 alla data del 31 dicembre 2014, senza distinzioni di nazionalità. Attualmente la rosa del BFC consta di 21 elementi, oltre agli under 21, ma considerando che serviranno, come minimo, altri 4-5 acquisti, il BFC, al di là di esigenze tecniche, dovrà liberarsi di almeno 2-3 calciatori (comunque ci sono società con rose molto più ampie e quindi più difficili da sfoltire). Oltre agli attaccanti attualmente disponibili, che potendo verrebbero probabilmente venduti tutti, ma a causa dei loro alti ingaggi, sproporzionati al loro rendimento recente, verranno, se va bene, ceduti in prestito pagando una parte di ingaggio (Bianchi e/o Acquafresca) o usati come pedine di scambio con società di serie B (Cacia e Mancosu), ci sono anche altri elementi che non rientrano nei piani tecnici, come Abero, Garics Pulzetti e Yaisien, quest’ultimo essendo comunque un under 21. Tenendo conto di queste valutazioni, e considerando quindi che è rischioso fare mercato in entrata con 4 attaccanti da piazzare, e comunque non meno di 2, il mancato arrivo di Quintero e Duncan complica non poco le cose a Corvino, che pensava di aver già sistemato difesa e centrocampo. Per il trequartista colombiano, il ds rossoblu ha fatto benissimo a non accettare il gioco al rialzo del Porto, non nuovo a queste manovre, per una questione di principio, e perché 20 milioni per riscattare, l’anno prossimo, un ragazzo che comunque ancora deve dimostrare di essere un fenomeno, sono decisamente troppi. Per Duncan, il Bologna risente invece della necessità di dilazionare i costi dei cartellini; zavorrato dallo sforzo profuso per ripianare i debiti, Saputo ha fornito un budget relativamente limitato per questa sessione di mercato, e Corvino è costretto a chiedere di acquistare con prestiti onerosi, e successivi diritti, od obblighi, di riscatto. Il Sassuolo, società ricca e senza debiti pregressi, ha invece potuto proporre alla Samp di pagare il ghanese in un’unica soluzione. Stessa situazione per Defrel; il Cesena chiede 6 milioni, ma di cui almeno la metà subito, Corvino, conti alla mano, non può andare oltre i 2, e cosi il Palermo pare ora la destinazione più probabile per l’attaccante francese, che invece preferirebbe lo sbarco sotto le due torri. Corvino si è buttato sul giovane talento argentino Villalba, offrendo al San Lorenzo 4 milioni, anche qui dilazionati, ma c’è la concorrenza del Betis Siviglia. Nel reparto offensivo, quello più bisognoso di interventi, i nomi sono sempre gli stessi; Hernandez, il preferito di Delio Rossi ( ma col nodo-ingaggio attualmente fuori dei parametri), Pellè, Borini, Borriello, Okaka. E servono, come minimo, anche un centrocampista e una seconda punta, ammesso che arrivi Villalba, che può giocare come mezzapunta o trequartista, senza contare che l’unico terzino destro vero in rosa è Ceccarelli, e a sinistra non si può dare per certa l’esplosione di Masina. Il Napoli, a condizione di dargli Oikonomou, offre in un colpo solo De Guzman e El Kaddouri; operazione da valutare, anche se cedere il centrale greco non sembra coerente col progetto rossoblu di puntare sui giovani. Il Bologna è attualmente un cantiere aperto, le difficoltà sono evidenti ma il tempo è sufficiente per costruire una rosa competitiva, almeno per una salvezza tranquilla, l’obbiettivo dichiarato di questa stagione.

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