F1; trionfo di Vettel a Budapest, in una gara d’altri tempi. La Mercedes sbaglia tutto

TRIONFO- una magia di Sebastian Vettel, su una pista dove non aveva mai vinto, regala alla Ferrari, nel giorno in cui la F1 si stringeva intorno a Jules Bianchi, il secondo successo stagionale, in una gara pirotecnica nella quale è davvero successo di tutto. Si sapeva che il circuito di Budapest, per le sue caratteristiche di pista lenta e con scarse esigenze motoristiche, e le temperature di solito elevate, che alleviano i problemi della rossa di mandare in temperatura le gomme, era uno dei pochi rimasti dove era pensabile cogliere la vittoria, ma dopo l’ennesima prima fila tutta Mercedes, e dopo le grandi difficoltà manifestate nelle prove del venerdi, solo parzialmente risolte il sabato, in pochi credevano nel grande risultato, che invece è arrivato, grazie ad una grande partenza, favorita anche dal fatto che entrambi i ferraristi partivano dal lato pulito della pista, e dagli errori in serie di Lewis Hamilton, che dopo uno start a rilento non ha saputo controllare i suoi istinti, e per ben due volte è scivolato indietro, per altrettanti fuoripista e/o incidenti, ai quali è seguita anche una penalizzazione; l’inglese, che si è scusato via radio con il box, può considerarsi fortunato ad aver chiuso in sesta posizione, davanti a Rosberg, ed avendo quindi aumentato il vantaggio in classifica sul compagno, portandolo a 21 lunghezze. Paradossalmente, alla Ferrari il risultato va addirittura stretto, perché senza il problema alla parte elettrica della PU capitato a Raikkonen, era realistico ottenere una doppietta, e l’avvento della Safety Car, in seguito allo sbriciolamento in pieno rettilineo dell’ala anteriore di Hulkemberg, ha penalizzato i ferraristi, che erano primo e secondo con un largo vantaggio sugli avversari grazie ad un bilanciamento perfetto con i pneumatici soft. La vittoria di Vettel, va detto, pur netta e meritatissima, è stata favorita anche dal grave errore del muretto Mercedes, che inspiegabilmente, a 25 giri dal termine ma con almeno davanti 5-6 giri con la safety car (quindi con soli 20 giri reali da compiere, con pista gommata e macchina leggera), ha montato le gomme medie a Rosberg, in occasione del suo secondo e ultimo pit-stop, anziché le soft; in questo modo, Nico si sarebbe trovato nell’ultima parte di gara dietro a Sebastian con un pneumatico ben più performante del rivale (che invece, da regolamento, doveva montare per forza le medie avendo usato fin lì solo le soft), e lo avrebbe quasi certamente superato; invece si è trovato a combattere con Ricciardo, che aveva le morbide, e da questo duello è nata la collisione che ha causato la foratura al tedesco della Mercedes, costringendolo all’ottavo posto. In sintesi, grande gara della Ferrari, su una pista che minimizzava il gap con la casa stellata, la quale conferma di trovarsi a disagio se messa sotto pressione, sia per quanto riguarda i piloti, che a livello di muretto e strategie. Meravigliosa la gara del tedesco della Ferrari, senza una sbavatura, una partenza fenomenale e una costanza nei tempi sul giro degna di un computer. Sfortunato Raikkonen, di certo meno brillante di Vettel nell’arco della stagione ma al quale non è andata bene una, e che teneva un buon ritmo fino al calo di potenza che alla fine lo ha costretto al ritiro. Da capire se, dopo questa gara, la Ferrari eserciterà l’opzione su di lui che scade il 31 luglio, o se, come molti danno per certo, la lascerà cadere avendo già l’accordo con l’altro finnico Valtteri Bottas (parere personalissimo; se si vuole scaricare Raikkonen, e ci può stare, in giro c’era di meglio di Bottas, Hulkemberg su tutti).

PROSPETTIVE– E’ improbabile che questa fantastica giornata, in normali condizioni, possa ripetersi da qui a fine anno, per le caratteristiche dei circuiti rimanenti, quasi tutti veloci o medio veloci e che esaltano quindi la superiorità del motore Mercedes, e perché si correrà ben due volte in notturna, quindi con temperature relativamente basse e con conseguenze, per le gomme, contrarie a quelle di oggi in Ungheria. Ma in ogni caso, due vittorie ed otto podi rappresentano, per la casa di Maranello, un bottino già ora superiore alle attese di inizio stagione, anche se non si è mai stati davvero in lotta per il mondiale (come nessun’altra scuderia, del resto). E non sarebbe nemmeno molto sensato, a questo punto, investire tante energie sullo sviluppo della vettura 2015. Se capiteranno altre occasioni (a Spa la pioggia manca di rado, cosi come è uno spauracchio in Brasile, Singapore dopo tutto è una pista cittadina con tutte le incognite del caso), la Ferrari deve farsi trovar pronta, ma senza, a questo punto, l’ansia del risultato ad ogni costo. Le Mercedes, che può contare ancora su una netta superiorità in termini di prestazioni, e anche di affidabilità, deve interrogarsi sulla propria capacità di reagire nelle situazioni difficili, e sull’esuberanza di Lewis Hamilton, che ancora fa fatica a controllare i suoi istinti quando capita un imprevisto, e che sembra avere nella partenza (che dalla prossima gara non sarà più assistita dall’elettronica) un inatteso tallone d’achille; e magari, aggiungiamo, a tacere anziché parlare a sproposito, come ha fatto recentemente Niki Lauda.

ALTRI- a causa degli innumerevoli episodi, tra ritiri, incidenti, safety car e penalizzazioni, e sommando tutto questo alle particolari caratteristiche della pista, la classifica finale del GP di Ungheria è molto diversa da quelle che siamo abituati a leggere; nessuna Mercedes sul podio (non succedeva da 29 gare), dove invece ritroviamo ben due Red Bull, che come era facile prevedere hanno esaltato su questa pista il loro carico aerodinamico e la loro efficienza nelle curve, mentre si sono viceversa minimizzate le carenze del motore Renault, che porta addirittura 3 macchine nei primi 4, con il ragazzino terribile Verstappen al quarto posto (peccato per il ritiro dell’altra Toro Rosso di Sainz) . Deludenti, per le ragioni opposte alla Red Bull, le Williams, che mal digeriscono una pista “da telaio” come questa, ed entrambe finite fuori dei punti. Probabile che, fin dalla prossima gara a Spa, dopo la sosta estiva, si ritorni ad una situazione simile a Silverstone. Una buona notizia per la F1 è l’arrivo a punti di entrambe le McLaren (prima volta nella stagione), con Alonso vero gladiatore nell’artigliare un insperato quinto posto; risultato comunque, anche in questo caso favorito dagli errori e ritiri altrui, perché il distacco in prova dai primi era di quasi due secondi, e Button ha visto  sabato l’ennesimo motore Honda andare in fumo. Deludenti le Force India ( e anche pericolose, visti i cedimenti di Perez in prova, e di Hulkemberg in gara) e le Lotus, nonostante il motore Mercedes, con Maldonado che ne ha davvero combinate di tutti i colori

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