Forever Aquile: Roberto Bordin, il Capitano

napoli-roberto-bordin-172-merlin-calcio-94-italian-serie-a-football-sticker-46805-p

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Per il nuovo capitolo della rubrica si torna al calcio giocato e lo si fa parlando di un giocatore molto noto nel panorama calcistico italiano, soprattutto negli anni ’90, in cui è stata una presenza costante sui campi della serie A, in particolare con le maglie di Cesena, Atalanta e Napoli, e che allo Spezia è andato, praticamente, a chiudere la sua onorevole carriera, regalando diverse stagioni ad un livello tale, pur essendo alla soglia dei 40 anni, da renderlo uno dei giocatori più amati della storia del club ligure. Stiamo parlando di Roberto Bordin.

Image and video hosting by TinyPic

LA LUNGA CARRIERA E LA VITTORIA NELLA BATTAGLIA PIU’ GRANDE – Roberto Bordin nasce a Ez Zauia, in Libia, dove il padre era impegnato come meccanico, il 10 gennaio 1965, ma ben presto torna in Italia con la famiglia, trasferendosi a Sanremo. Lì comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, entrando nelle giovanili della Sanremese. Raggiunge la prima squadra, che milita in C1, nella stagione 82/83, in cui mette insieme una decina di presenze, prima di divenire titolare in quella successiva, in cui, assieme alle 32 presenze stagionali, mette in archivio anche i suoi primi 3 gol. Bordin, infatti, è un centrocampista difensivo veloce e con grande senso della posizione che gli permette un ottimo tempismo negli interventi in chiusura, ma anche dotato di grandi doti aeree, nonostante un fisico brevilineo, che sa sfruttare al meglio tanto negli interventi difensivi che negli inserimenti offensivi, in cui talvolta riesce a rendersi pericoloso, se non a realizzare la marcatura personale. Così, nell’84/85 arriva la chiamata di una squadra di B, il Taranto, con cui mette insieme 33 presenze e 1 gol, non riuscendo, però, ad evitare la retrocessione. La stagione successiva passa al Parma, che al tempo milita in C1, allenato da Arrigo Sacchi. Anche qui è tra i titolari (29 presenze, 1 gol) e, stavolta, si toglie la soddisfazione della promozione, conquistando la B. In seconda serie disputa la stagione successiva, ma non con la maglia dei ducali, perché, a ottobre, passa al Cesena, dove, in una stagione per lui molto prolifica, in cui le 31 presenze sono impreziosite da 6 realizzazioni personali, conquista la sua prima promozione in serie A, dove giocherà le due stagioni successive, con la maglia bianconera, conquistando altrettante salvezze. Nel 1989 passa all’Atalanta, con cui disputa 4 campionati in massima serie, mettendo insieme 122 presenze e 4 gol, prima di passare al Napoli, all’inizio della stagione 93/94, richiesto da Marcello Lippi, che lo aveva già diretto a Bergamo. In maglia azzurra disputa 3 stagioni da titolare, poi, prima dell’inizio della quarta, gli viene diagnosticato un tumore alla tiroide, le cui cure, che avranno un esito assolutamente positivo, lo terranno fuori dai campi di gioco per la prima parte della stagione 96/97, in cui disputerà, infatti, solo 17 partite. A fine stagione lascia il capoluogo partenopeo, chiudendo con 108 presenze e nessun gol segnato, per passare al Piacenza, con cui disputa la sua ultima stagione in A, contribuendo alla salvezza degli emiliani. Nella stagione 98/99, infatti, decide di scendere di categoria, accettando la proposta della Triestina, che milita in C2, con cui disputa nuovamente una stagione da titolare fisso, con 31 presenze e 1 gol, giungendo ad un passo dalla promozione, fallita alla finale play off. Per la stagione successiva arriva la chiamata dello Spezia.

Image and video hosting by TinyPic
Bordin esultante ai tempi del Cesena, assieme al compagno Rizzitelli

LA PRIMA STAGIONE IN MAGLIA BIANCA, DA RECORD – Lo Spezia della stagione 99/00 è una squadra che milita in C2, ma con tantissime ambizioni: la nuova società decide che è il momento del salto di qualità, quindi ingaggia un tecnico dalle forti ambizioni, come l’emergente Mandorlini, e allestisce una squadra perfetta per la categoria, con un giusto mix di giovani di buone prospettive e di giocatori esperti e di categoria superiore a guidare i vari reparti. In attacco arriva Agostini, a centrocampo c’è Salsano e per la difesa viene chiamato, appunto Bordin, che nel corso degli anni ha arretrato sempre più il suo raggio d’azione, divenendo un ottimo centrale difensivo, in grado di dare i tempi giusti a tutto il reparto. E, dato che Mandorlini ne riconosce fin da subito le doti di leader, gli affida anche la fascia da Capitano. L’esordio ufficiale in maglia bianca avviene in agosto, nel turno eliminatorio della Coppa Italia di C, con il Sassuolo battuto per 3-1. Poi Bordin gioca anche le restanti 3 partite del girone (2 pareggi, 0-0 a Imperia e 1-1 a Sanremo e la vittoria interna col Modena 2-1) che sanciscono il passaggio del turno, ma la competizione non durerà molto più a lungo per la squadra aquilotta, visto che nei sedicesimi verrà eliminata dalla Carrarese: vittoria in trasferta per 2-1 che il Capitano gioca e sconfitta al Picco per 3-2 in un match che, guarda caso, Bordin salta. In campionato, invece, l’esordio ufficiale è alla prima giornata, contro il Castelnuovo, in casa, con una secca vittoria per 4-1. Da lì comincia un’autentica cavalcata della squadra aquilotta, che macina risultati su risultati, dominando in modo netto e inequivocabile il proprio girone, tanto da chiudere il discorso promozione con un abbondante anticipo e senza nessuna sconfitta in campionato, tanto da balzare agli onori delle cronache nazionali. Bordin può considerarsi uno dei primattori di questo show, visto che gioca 31 delle 34 partite del torneo, guidando la difesa in modo impeccabile, tanto che i gol subiti a fine stagione saranno solo 17, miglior difesa in assoluto (la seconda miglior difesa, quella dell’Alessandria, ne avrà subiti 8 di più), e condendo le sue prestazioni anche con 4 gol, tutti al Picco: alla 3^ giornata apre le marcature nel 3-0 al Novara, all’11^ fa lo stesso nel 2-1 all’Imperia, alla 14^ segna il gol partita, tra l’altro al 1′, nel match col Mantova, e alla 23^ segna il momentaneo 2-1 nel 3-1 alla Sanremese. Lo Spezia chiude primo con 76 punti, 15 in più della seconda, l’Alessandria, frutto di 21 vittorie, 13 pareggi e, come detto, nessuna sconfitta, così che Bordin può mettere in bacheca un’altra promozione. L’ultima presenza stagionale è nell’amichevole, organizzata per celebrare lo 0 nella casella delle sconfitte, contro un’altra illustre imbattuta della storia, il Milan, in una partita che, in un bagno di folla, vede gli uomini di Mandorlini trionfare per 4-1.

Image and video hosting by TinyPic
Una formazione dello Spezia 99/00, Bordin è il primo da sinistra degli accosciati

PRIMO ASSALTO ALLA B – Lo Spezia comincia la stagione successiva sulle ali dell’entusiasmo. La rosa subisce, ovviamente, solo pochi ritocchi, quelli che possano consentire di, almeno, ben figurare, senza porsi limiti a quello che possa arrivare a fine stagione. Bordin è ancora lì al centro della difesa e ancora con la fascia di capitano al braccio. La stagione comincia, come al solito con la Coppa Italia di C. Anche stavolta lo Spezia supera senza problemi il girone eliminatorio, con 4 vittorie in altrettante partite, contro Carrarese (5-2), Mantova (3-1 in trasferta), Fiorenzuola (1-0) e Cremonese (2-1 a Cremona). Bordin gioca solo le due in casa, e salterà a piè pari anche i sedicesimi, dove lo Spezia incontra ed elimina la Lodigiani (2-2 in trasferta e 5-0 al Picco), e gli ottavi, dove fa lo stesso con la Lucchese (1-0 al Picco e 2-0 a tavolino a Lucca, con la partita sospesa per intemperanze del pubblico di casa sull’1-0 per gli aquilotti), tornando a giocare solo nei quarti, col Prato, subentrando sia nella partita d’andata, vinta 2-1 al Picco, che nel ritorno, in cui l’1-0 interno del Prato regala la qualificazione ai toscani. In campionato è, invece, presente fin dal passo d’avvio, lo 0-0 in trasferta a Lumezzane e, in stagione regolare, metterà insieme lo stesso numero di presenze della stagione precedente, 31, mettendo a segno, stavolta, soltanto un gol, pur se fondamentale, visto che è il gol partita nella trasferta di Alzano alla 9^ giornata. La stagione del ritorno in C1 è comunque molto positiva: lo Spezia lotta fino all’ultimo nelle posizioni di testa, chiudendo la stagione regolare al 5° posto, l’ultimo buono per i play off, con 52 punti (22 in meno del Modena, promosso diretto) frutto di 22 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte, di cui solo 1 al Picco, con 39 gol segnati e, stavolta, 32 subiti, quasi il doppio della stagione precedente. Nella semifinale play off gli aquilotti sono attesi dal Como di Preziosi, che ha chiuso la stagione con 20 punti in più, e che in stagione regolare ha ottenuto due vittorie, e la differenza si fa valere anche in sede di spareggio, visto che i lariani vincono 1-0 al Picco e conservano lo 0-0 casalingo che significa finale, dove poi trionferanno, conquistando la B ai danni del Livorno. Bordin le gioca entrambe ma non riesce ad evitare l’irreparabile.

Image and video hosting by TinyPic
Una formazione dello Spezia 00/01, Bordin è al centro degli accosciati

LA BEFFA PIU’ COCENTE – Se la stagione precedente poteva essere considerata di transizione, la 01/02 viene considerata quella matura per il salto in B. La società è forte e allestisce una rosa all’altezza, con innesti di categoria, il timone è sempre nelle mani di Mandorlini, le cui ambizioni sono sempre più forti e comincia anche a sentire i richiami di società di categoria superiore. Bordin, che sembra il prolungamento sul campo dell’ex interista, è sempre saldamente al suo posto, al centro della difesa. Come sempre, si parte con la Coppa Italia di C, con la fase a gironi. Per il terzo anno consecutivo, lo Spezia vince il suo, stavolta con 2 vittorie (Reggiana e Brescello) e 2 pareggi (Carrarese e Fiorenzuola), delle quali il capitano salta solo la terza, quella interna col Brescello. Poi le cose nei turni successivi vanno decisamente meglio delle stagioni precedenti, perché stavolta gli aquilotti arrivano ad un passo dalla fine, superando il Rimini ai sedicesimi (vittoria 1-0 in trasferta e 2-1 al Picco, Bordin gioca solo il ritorno), il Treviso agli ottavi (0-0 in casa e 2-1 in trasferta, e, anche in questo caso, è presente solo al ritorno), il Lumezzane ai quarti (3-3 in trasferta, 1-0 al Picco, giocate entrambe) e fermandosi solo di fronte all’Albinoleffe in semifinale (vittoria 1-0 in casa e sonante sconfitta 3-0 in trasferta, ma stavolta il Capitano salta tutt’e due). Il campionato è sicuramente il primo obiettivo della società bianca, ma le cose non sembrano semplici per il livello delle squadre che compongono il girone e le loro aspirazioni. Nonostante questo lo Spezia gioca una stagione di altissimo livello, in cui è protagonista di un testa a testa fino all’ultima giornata con il Livorno, quasi le altre squadre non esistessero, come dimostrerà anche la classifica finale. Bordin è lo specchio perfetto della stagione, tornando nuovamente ad esprimersi ad un livello superiore: 32 presenze su 34 partite, difesa blindata che, con soli 20 gol subiti sarà la migliore del torneo (il Livorno ne subirà 21) e, nuovamente, 4 gol realizzati: alla 4^ segna il gol del pareggio nell’1-1 interno col Varese, alla 10^ segna il definitivo 2-0 nel match al Picco con l’Arezzo, alla 20^ apre le marcature nel 2-1 casalingo con l’Alzano e alla 28^ segna il primo dei 4 gol rifilati a domicilio alla Reggiana, primo gol in trasferta segnato dal Capitano. Il tira e molla tra le due squadre di testa, che vede lo Spezia disputare uno straordinario girone di ritorno, finisce a favore del Livorno, che chiude primo, con 73 punti e sale diretto in B. Lo Spezia arriva secondo, con 70 punti, frutto di 19 vittorie, 13 pareggi e 2 sconfitte, entrambe in trasferta, con 53 gol fatti (secondo miglior attacco dietro i 62 del Livorno) e, appunto, 20 subiti. I distacchi dalle altre partecipanti ai play off (14 su Lucchese e Treviso e 17 sulla Triestina) sembrerebbero disegnare un esito a senso unico. E, invece, contro ogni pronostico, in semifinale, la Triestina, con un 2-0 a Trieste a cui lo Spezia risponde solo con un 1-0 casalingo (il Capitano è in campo in entrambe), conquista la finale dove poi, superando la Lucchese, conquisterà anche la B. A questo punto il giocattolo sembra davvero rotto: l’ambiente accusa pesantemente il colpo, la società perde parte dell’entusiasmo che l’aveva motivata negli anni passati e Mandorlini decide di accettare le lusinghe del Vicenza, in B. E, nel far questo, decide di portarsi dietro il suo luogotenente, convincendo Bordin a seguirlo. I due, che, peraltro, incontreranno la loro ex squadra proprio all’esordio stagionale, nell’incontro della fase a gironi della Coppa Italia (3-0 al Picco per i biancorossi), condurranno i veneti ad un 8° posto finale e Bordin metterà insieme altre 31 presenze, senza gol, in seconda serie.

Image and video hosting by TinyPic

IL RITORNO – Lo Spezia chiama, Bordin risponde. La squadra aquilotta, che la stagione precedente ha fallito per un soffio l’aggancio ai play off, sente di avere nuovamente bisogno del suo leader e lo richiama alla base. Bordin che a La Spezia ha preso casa e messo su famiglia, non può far altro che accettare l’invito e guidare ancora dal campo i suoi compagni. E, stavolta, la guida dal campo si rivela indispensabile, visto che la guida tecnica in panchina continua a fare acqua: dopo i 3 tecnici della stagione precedente, stavolta ad alternarsi sulla panchina sono in 2, Stringara prima ed Alessandrini poi. Nessuno dei due riesce però a dare una svolta alla situazione e a dare un’identità precisa alla squadra, così che, nonostante fosse partita con qualche ambizione, la squadra vive una stagione tribolata, costellata di errori banali e leggerezze che gettano al vento i risultati. Il nuovo esordio aquilotto di Bordin avviene nel solito girone eliminatorio di Coppa Italia, nella vittoria per 3-1 a Pistoia, dove apre le marcature, segnando il suo primo e unico gol in questa competizione, ma, poi, metterà insieme una sola altra presenza, alla seconda, la sconfitta interna col Castelnuovo per 2-0, mentre non giocherà né nelle vittorie in trasferta per 3-0 con l’Aglianese, e nel debordante 7-0 rifilato alla Carrarese, né nelle due partite valide per i sedicesimi di finale, dove lo Spezia verrà eliminato ad opera della Sangiovannese (sconfitta per 2-0 in trasferta, vittoria per 3-1 al Picco). In campionato il nuovo esordio è alla prima giornata, nel pareggio casalingo per 0-0 col Lumezzane, la prima di un’altra stagione giocata a livello altissimo dal difensore, che sembra non cedere al peso degli anni, né nel fisico, né nelle motivazioni, cosa che lo rende un autentico idolo per la Curva aquilotta: 32 partite su 34, difesa guidata in modo tale che, a fine stagione, i 33 gol subiti saranno in linea con tutte le squadre approdate ai play off, e, ancora, 4 realizzazioni personali, ovvero il gol del 3-0 finale al Novara in casa, all’8^, l’unico gol nella sconfitta casalinga con la Pistoiese all’11^, il decisivo 2-1 nella sfida interna con l’Arezzo alla 21^ e il gol del pareggio a 2′ dalla fine nell’1-1 a Varese. Le incertezze, gli errori, le ingenuità e un attacco asfittico (solo 35 gol) portano ad una nuova beffa, con lo Spezia che arriva 6°, con 51 punti frutto di 13 vittorie, 12 pareggi e 9 sconfitte, ad un solo punto dalla Lucchese, cioè dai play off.

Image and video hosting by TinyPic
La rosa dello Spezia 03/04, Bordin è il primo seduto da sinistra

L’ULTIMO TROFEO ALZATO – Gli entusiasmi vanno sempre più calando, tanto che la stagione 04/05 rappresenta l’ultima della proprietà Zanoli, però lo Spezia vuol provarci ancora. La promozione diretta non appare alla portata, ma almeno l’ingresso nei play off è un obiettivo possibile. Le difficoltà maggiori stanno nella nuova divisione dei gironi che vedono l’Italia separata da una linea verticale, così che, per la prima volta, gli aquilotti devono confrontarsi con squadre del Sud, sottoponendosi ad inedite e lunghe trasferte. In panchina è riconfermato Alessandrini, ma, dato che non riesce a venire a capo degli evidenti limiti della squadra, a metà percorso viene avvicendato da Dominissini, che, in campionato, non riesce, comunque, a dare una svolta decisa. Anche stavolta, benché alla soglia dei 40 anni, Bordin è in campo dal primo minuto, esordendo alla prima giornata, nella vittoria a Sassari con la Torres, e, ancora una volta, gioca 32 delle, stavolta, 36 partite del torneo. La difesa risponde parzialmente alla sua guida, tanto che le reti subite alla fine saranno 38 (anche se, in realtà, la Cremonese, promossa diretta in B, ne subirà appena 2 in meno), mentre lui il suo gol stagionale lo segna anche stavolta, alla 12^, quando realizza il momentaneo 2-2 nel 3-3 casalingo con la Sangiovannese, che schiera in campo Ciccio Baiano. Alla fine, in campionato, è un mezzo fallimento, visto che lo Spezia chiude 7°, fuori dai play off, con 52 punti, frutto di 13 vittorie, 13 pareggi e ben 10 sconfitte, a 7 punti dal Frosinone, l’ultima squadra qualificata agli spareggi. Decisamente meglio la situazione in Coppa Italia di C. Superato senza problemi il turno a gironi, arrivando secondo nel suo grazie a 2 vittorie casalinghe (Carrarese 2-0 e Massese 1-0) e due pareggi esterni (Reggiana 0-0, l’unica che Bordin salta, e Sassuolo 1-1), lo Spezia macina risultati su risultati anche nella fase ad eliminazione diretta: ai sedicesimi supera il Castelnuovo (0-0 in trasferta, 3-0 al Picco), agli ottavi la Lucchese (1-1 al Porta Elisa, 1-0 in casa) e ai quarti l’Ivrea (1-0 in trasferta e 1-1 casalingo). Le cose sembrano interrompersi dopo l’andata della semifinale, con la sconfitta per 2-0 a Cittadella. A questo punto, però, anche Dominissini capisce che l’obiettivo è troppo vicino e schiera in campo Bordin nel ritorno al Picco, prima partita per il Capitano nella fase ad eliminazione: 3-0 e qualificazione per la finale. Qui gli aquilotti incontrano il Frosinone e Bordin guida i suoi dal campo: vittoria esterna 1-0 al Matusa e 1-1 al Picco per la prima affermazione dello Spezia in questa competizione, con il Capitano che può alzare il suo primo trofeo a centrocampo. Questo sarà anche il canto del cigno per lui, che, a fine stagione, dopo un totale di 186 presenze nelle varie competizioni e 15 gol in maglia bianconera, deciderà di dare l’addio allo Spezia e al calcio in generale.

Image and video hosting by TinyPic

LA NUOVA CARRIERA – Appena appese le scarpette al chiodo, Bordin si butta a capofitto nella nuova esperienza in panchina, anche se mai come primo allenatore, ma sempre come vice e, finora, di un unico tecnico, colui che più di tutti, lungo la sua carriera, ne aveva riconosciuto le doti di allenatore in campo: Andrea Mandorlini. Entra, infatti, fin da subito, nello staff dell’ex interista nella sua esperienza al Bologna e da lì lo segue in ogni suo spostamento: una stagione in rossoblu in B, nel 2005/06, con un 8° posto finale; una stagione a Padova, in C1, conclusa col 7° posto; l’inizio della stagione 07/08 al Siena, in A, prima di venire sostituiti dallo staff di Beretta; un’altra stagione in B, al Sassuolo, con il 7° posto finale; una stagione all’estero, la 09/10, in Romania, al Cluj, molto soddisfacente per i due, visto che si chiude con la vittoria di campionato, Coppa e Supercoppa di Romania; infine, nelle ultime 5 stagioni, sulla panchina del Verona, preso quando la squadra militava ancora in Prima Divisione Lega Pro e portato prima in B (10/11), poi in A (12/13), dove è stata conquistata una duplice salvezza. A fine stagione appena conclusa, il decennale sodalizio si è separato.

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *