L’Inter non digerisce il cibo cinese

Non c’è che dire: la scampagnata cinese dell’Inter non sarà uno dei momenti più memorabili della fase di avvicinamento al prossimo Torneo di Serie A. Tre sconfitte, senza neppure un gol segnato, non rappresentano il miglior biglietto da visita per una squadra che vuole riemergere dal pantano della scorsa stagione e dimostrare di poter tornare ad essere grande. Eppure Mancini ha sempre saputo cogliere il lato positivo da ciascun impegno.

Image and video hosting by TinyPic

IL PRIMO PASSO FALSO – Intanto c’è da dire che i veri dominatori della tournée cinese sono stati il caldo e l’umidità. Nella prima partita, quella con il Bayern, quest’ultima faceva segnare un valore di 90%. Sul campo, poi, la partita l’hanno fatta i tedeschi: dopo una prima occasione di Hernanes, i bavaresi hanno preso possesso del campo, dominando sulla linea mediana, ed hanno cominciato a mettere in seria difficoltà i nerazzurri, che hanno, comunque, saputo mantenere il risultato sullo 0-0 per tutto il primo tempo, un po’ per l’imprecisione degli avanti teutonici, un po’ per la buona vena della terza linea, protagonista di qualche buona chiusura. Nella girandola di cambi che ha snaturato le squadre nel secondo tempo, nel Bayern è entrato Gotze, peraltro, al tempo, da poco entrato nell’orbita di mercato juventina, che, a 10′ dalla fine, ha segnato il gol vittoria. La differenza di preparazione tra le due squadre è apparsa fin da subito evidente, con i tedeschi molto più avanti. La squadra ha sofferto molto e il centrocampo è stato nettamente surclassato, con Kondogbia che ha dovuto sudare sette camicie. Nonostante la sconfitta, Mancini ha visto la sua squadra disputare una buona partita, ha definito apprezzabile la prestazione, nonostante gli errori fatti, soprattutto in fase offensiva, ed ha trovato nella differenza di preparazione una valida giustificazione, definendo il Bayern una squadra, al momento, di un livello superiore. Appuntate la prestazione positiva di Murillo e le fatiche di Kovacic e Kondogbia, ha chiuso con l’ammissione di una necessità di crescita di gioco e risultati.

Image and video hosting by TinyPic

IL DERBY DEI GIOVANI DECISO DA UNA PRODEZZA – Il secondo impegno è stato quello del derby contro l’amico Mihailovic. Difficile fare una valutazione, soprattutto alla luce della scelta di Mancini di giocare per due terzi di gara con le seconde linee, cominciando a schierare titolari solo nel finale. Partita equilibrata e con poche emozioni finché in campo ci sono i baby nerazzurri, poi dopo la girandola dei cambi, Bacca ha fatto il mattatore e il Milan ha trovato il vantaggio grazie ad una prodezza di Mexes sugli sviluppi di un angolo, mentre in casa nerazzurra si sono sprecate diverse occasioni, mostrando una certa disorganizzazione offensiva. Anche in questo caso il Mancio ha visto del buono nella sconfitta, apprezzando i miglioramenti della sua squadra. Ha giustificato la scelta delle seconde linee con la necessità di preservare i giocatori da possibili infortuni, avendo due impegni ravvicinati nel giro di 48 ore ed ha promosso anche il 3-5-2 schierato negli ultimi minuti di gioco.

Image and video hosting by TinyPic

LA DISFATTA COL REAL – Il terzo impegno è stato quello di ieri con il Real. L’Inter è partita bene, creando qualche buona occasione, non sfruttata dai suoi attaccanti, apparsi piuttosto opachi, poi è uscito il Real che ha preso possesso della partita, nonostante il centrocampo nerazzurro sia riuscito a macinare un gioco interessante, soprattutto con un Kovacic ispirato. Nel primo tempo è arrivato il gol di Jesé, poi nel secondo, in mezzo alla solita girandola di sostituzioni, quelli di Varane e James Rodríguez con una perfetta punizione. Stavolta il Mancio ha espresso la sua soddisfazione per la prestazione nel primo tempo. Anche se i risultati sono stati negativi, lui ha visto dei progressi come squadra e non si è definito preoccupato neppure dei gol non segnati perché è sicuro che quando conterà, l’Inter ci sarà.

Image and video hosting by TinyPic

A VOLER TIRARE DELLE CONCLUSIONI… – Mancini ha fatto perfettamente il suo lavoro, ovvero quello di trarre degli spunti dalle prestazioni, su cui poter lavorare nel resto della preparazione. Certo, non fa piacere a nessuno perdere partite su partite, ma di tempo ne esiste in abbondanza e, se davvero queste prestazioni servono come base per impostare il futuro, ben vengano, se davvero il Mancio vi ha trovato in mezzo alle trame del gioco cosa va e cosa non va e quale può essere la chiave di quest’Inter, non saranno certo tre partite perse in un afoso luglio a condizionare la stagione. Intanto è apparsa chiara una cosa: nonostante là davanti ci siano i pezzi forti  dell’Inter, quelli su cui ha potuto contare per quasi tutta la scorsa stagione, è necessario dare una registrata al reparto, perché nessun gol in 3 partite non è un dettaglio da passare sotto silenzio. E l’arrivo di Jovetic pare una manna in questo senso. Ora lavoro lavoro e ancora lavoro, lasciando poco spazio alle chiacchere da bar, che riempiono le bocche in estate e lasciano il tempo che trovano in inverno. Un anno fa eravamo qui a sgranare gli occhi per quanto fosse bella l’Inter estiva di Mazzarri che incamerava risultati di prestigio. Come è andata poi lo sappiamo tutti. E questo, i tifosi nerazzurri non lo hanno dimenticato di certo e alle sconfitte di oggi danno il giusto peso…

Image and video hosting by TinyPic

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *