Forever Aquile: Luca Saudati

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In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Si resta nell’ambito del calcio giocato e, in questa puntata, ci si occupa di un giocatore discretamente conosciuto per la carriera dipanatasi in diverse squadre di Serie A (soprattutto in Empoli e Atalanta) tra la fine degli anni ’90 e il primo decennio del 2000. Uno che nello Spezia ha chiuso la carriera, in modo talmente anomalo e improvviso, che, a differenza di buona parte dei giocatori presi in considerazione in questa rubrica, è divenuto un giocatore poco gradito alla Curva bianconera. Resta comunque un giocatore, che dalla Serie A è arrivato a vestire la maglia bianca e, quindi, questa puntata è dedicata a Luca Saudati.

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LA CARRIERA DAL MILAN ALL’ALTALENA TRA EMPOLI E ATALANTA – Saudati nasce a Milano il 18 gennaio 1978 e cresce calcisticamente nella sua città natale, prima nella ACP Gobetti, squadra dilettantistica, e poi sulla sponda rossonera del Naviglio. Qui fa la trafila delle giovanili e raggiunge la prima squadra nel 96/97, con cui esordisce in A nell’unica presenza stagionale. Comincia, quindi, il giro dei prestiti per farlo maturare: 4 presenze nel Lugano (1 gol), 4 nel Monza, 22 nel Lecco, in C1, in cui segna i suoi primi gol da professionista in Italia (8), poi il Como nel 98/99, con cui gioca da titolare (30 presenze), segnando 11 gol che consentono alla sua squadra di approdare ai play off, dove però fallisce l’aggancio alla B, fino alla stagione 99/00, in cui arriva, per la prima volta, all’Empoli, in B, dove disputa 29 incontri, aumentando esponenzialmente le reti segnate (18). A questo punto torna a casa Milan, ma non per rivestire la maglia rossonera, perché passa subito, in comproprietà, al Perugia, in A, dove gioca la sua prima stagione tra i titolari in massima serie, mettendo insieme 25 presenze e 7 gol, di cui una proprio ai rossoneri. A fine stagione viene riscattato dai rossoneri, ma lascia, comunque, definitivamente Milano, perché è acquistato dall’Atalanta, con cui disputa una stagione in A da 20 presenze, senza segnare, però, neppure un gol. Da qui comincia un’altalena tra Bergamo ed Empoli: nel 02/03 va in prestito alla squadra toscana, con cui, però, si infortuna gravemente dopo 7 partite (2 gol), perdendo tutto il resto della stagione; nel campionato 03/04 gioca in B con l’Atalanta, contribuendo al ritorno in A, dove gioca l’inizio della stagione successiva prima di tornare, a gennaio 2005, ad Empoli in prestito fino a fine stagione (19 presenze e 3 gol); ad inizio stagione 05/06 è di nuovo a Bergamo dove, però, dopo 12 presenze e 3 gol va di nuovo in prestito, anche se, stavolta, a Lecce, dove, però gioca solo 4 partite, perché, dopo un mese, rescinde il contratto. All’inizio della stagione 06/07 viene acquistato dal “suo” Empoli, in cui disputa 4 stagioni, equamente distribuite tra A e B. La migliore è sicuramente la prima, in cui lui realizza 14 gol in massima serie, contribuendo al 7° posto finale e, soprattutto, alla storica qualificazione in Uefa. Meno bene il successivo, in cui, all’eliminazione dal primo turno nella coppa europea, fa seguito anche la retrocessione in B a fine stagione. Altre due stagioni in serie cadetta, quindi alla fine della stagione 09/10, dopo 107 presenze e 23 gol, lascia Empoli, restando momentaneamente senza squadra. Per mantenersi in forma sui allena con la Pistoiese e lo fa fino ad ottobre 2010, quando viene messo sotto contratto dallo Spezia.

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LA TRAVAGLIATA ESPERIENZA AQUILOTTA – Lo Spezia in cui approda Saudati è una squadra che sta risalendo la china dopo il fallimento e la retrocessione tra i Dilettanti, ma che con la spinta e l’entusiasmo della nuova società sta bruciando le tappe. Nella stagione 10/11 è una neopromossa del campionato di Prima Divisione Lega Pro. L’allenatore è Fulvio D’Adderio, lo stesso della promozione. La società vuole ben figurare (anche se la filosofia di questi anni resta la stessa: noi vediamo, intanto, di far bene, poi se arriva qualcosa in più è tanto di guadagnato) ed allestisce una squadra di categoria. Nonostante questo, la partenza non è delle migliori: 5 punti nelle prime 4 partite, frutto di 2 pareggi nelle prime 2 giornate (in casa con l’Alessandria, in trasferta a Reggio Emilia), una sconfitta in trasferta a Pavia e una vittoria casalinga col Gubbio (che poi, comunque, vincerà il campionato). Così, la sconfitta in Trentino col Sudtirol alla 5^ risulta fatale al mister che viene esonerato, a favore di Alessandro Pane, che esordisce con un pareggio casalingo col Como e mette insieme 3 pareggi e 1 sconfitta nelle prime 4 partite dirette. Nel frattempo la società vuol provare a raddrizzare la nave, cercando di dare una maggiore verve ad un attacco un po’ asfittico e prova a rivolgersi al mercato degli svincolati, dove trova, appunto, Saudati, che viene visto come il bomber d’esperienza che possa portare aria nuova alla prima linea aquilotta. Esordisce il 24 ottobre e l’esordio è positivo, visto che lo Spezia porta a casa un’importante vittoria casalinga col Verona. E la seconda è ancor meglio, visto che segna il suo primo gol in maglia bianca, fissando il definitivo 4-1 al Ravenna con un calcio di rigore. Il problema è che il giocatore deve recuperare la forma, anche al netto di numerosi infortuni che lo continuano a colpire non consentendogli continuità nel processo di risalita. Questo condiziona notevolmente le sue prestazioni, tanto che mette insieme appena 8 presenze totali su 14 turni a sua disposizione, segnando, comunque, 2 gol: oltre al suddetto, alla 5^ di ritorno (11 giornate dopo il primo), segna il decisivo gol nell’1-0 casalingo sul Sudtirol. La giornata successiva, nella partita in trasferta a Como (persa per 2-1), viene sostituito nell’intervallo e qui, probabilmente, si rompe qualcosa, o, meglio, giunge al suo culmine una situazione tirata fin troppo per i capelli. Tre giorni dopo annuncia il suo addio allo Spezia e al calcio, attraverso un comunicato in cui afferma di aver capito che, a livello fisico e mentale, non è più in grado di offrire il contributo che, in tanti anni di carriera, ritiene di aver dato alle tante squadre che hanno avuto fiducia in lui. E’ una lettera di scuse rivolta ai tifosi, che, però, in realtà non prendono molto bene la cosa. Anche perché, comunque, nel frattempo, non è che lo Spezia anche col nuovo allenatore abbia risollevato molto le sorti del campionato, tanto che, alla 26^ viene richiamato D’Adderio per terminare la stagione. Stagione che si conclude con un 6° posto finale (anche se alla fine la Salernitana 2^ non si iscriverà al campionato successivo e l’Alessandria 4^, verrà retrocessa per illecito sportivo), con 47 punti frutto di 12 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte, meno 1 punto di penalizzazione, a 3 punti dal Verona, l’ultima squadra qualificata ai play off (e che poi i play off li vincerà, salendo in B assieme al Gubbio). Sudati chiude la sua esperienza sul Golfo con 8 presenze e 2 gol. Lasciato il calcio apre due ristoranti a Firenze assieme all’ex sampdoriano Francesco Flachi e, da luglio 2013, si lega alla società giovanile FCG Floria 2000, di Firenze, dove diviene responsabile tecnico della scuola calcio e del settore giovanile.

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