Inter, dura Lex sed…ex

Il rapporto con gli ex, si sa, storicamente, è una delle principali componenti del mondo del calcio, una di quelle che ne fa anche il folclore: il “gol dell’ex” è una delle prime leggi che incombono su un incontro di calcio e, anche il meno scaramantico dei tifosi, ha sempre una punta di timore che gli percorre la schiena ogni volta che l’ex di turno prende palla in una zona sensibile del campo. L’Inter a queste leggi non è mai sfuggita, anzi, nella sua storia ha dimostrato di avere un rapporto particolare e, a tratti, travagliato con i “vecchi amori”. Come, immancabilmente, sta ribadendo anche nell’ultimo periodo.

QUELLI CHE…HAN DA PARLARNE MALE – Ogni tanto c’è qualcuno che sente la necessità di pontificare sulla squadra nerazzurra, pur avendoci militato, e, per farlo, non deve necessariamente avere avuto un’esperienza negativa all’interno del club milanese, visto che le parole dei delusi, da classica “volpe e l’uva”, spesso lasciano un po’ il tempo che trovano.  Il massimo rappresentante di questa categoria è stato sicuramente Ferruccio Mazzola, figlio dell’indimenticabile Valentino, tragica vittima di Superga, e fratello del più noto Sandro, che nell’Inter giocò, come il fratello, nelle giovanili giungendo in prima squadra in piena era Herrera, senza però trovare mai lo spazio in squadra, così da essere costretto a farsi una carriera lontano da Milano. Nel 2004 pubblicò un libro, in cui senza mezze misure, puntava il dito contro l’abuso di sostanze dopanti nel mondo del calcio, tirando in mezzo, senza tanti timori reverenziali, anche quell’Inter di Herrera in cui lui fu di passaggio, ma che, invece, fu parte fondamentale della vita e della carriera del fratello. Poi, non è ovviamente sullo stesso piano, ma, ad esempio, da quando è diventato opinionista televisivo, c’è chi rimprovera a Bergomi un’eccessiva vena critica verso la squadra di cui fu Capitano. La probabile chiave di lettura in questo caso è la volontà, da parte dello Zio, di mantenere un adeguato livello di imparzialità, difficile da rendere credibile quando si è stati bandiere di una società e che, quindi, talvolta lo porta a mantenere un distacco critico che, al tifoso più sfegatato, può sembrare accanimento. Penso che sia difficile negare l’amore dell’ex Campione del Mondo verso i colori nerazzurri che sono stati la sua vita. Diverso è, invece, il discorso per Matthaeus, uno che, nonostante che sia stato un simbolo dell’Inter, che abbia vinto e ne abbia scritto pagine di storia e sia stato accontentato nel momento in cui decise che la storia era giunta a termine, negli anni successivi non si è mai tirato indietro quando c’è stato da muovere una critica alla società milanese, non ultime le dichiarazioni delle scorse settimane sulla pessima gestione della vicenda Shaqiri e, comunque, sul, a suo dire, vergognoso atteggiamento societario di questi ultimi due anni.

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I fratelli Mazzola ai tempi della militanza comune nell’Inter

QUELLI CHE…SI DIMENTICANO – Poi ci sono quelli che trascinati dalla “trance agonistica” della permanenza in una squadra, con lo scopo di entrare nelle grazie del tifo, si lanciano in dichiarazioni di amore eterno e assoluta fedeltà a quei colori, con più o meno esplicita annessa repulsione verso le storiche rivali di quella determinata società, salvo poi dimenticarsi e, soprattutto, rimangiarsi tutto quando le strade della vita e della carriera portano all’approdo proprio alla corte di quelle rivali. L’Inter non si è ovviamente fatta mancare neppure questo aspetto. Il re di questa categoria per i colori nerazzurri è stato, ovviamente, il Fenomeno Ronaldo: grande legame con i colori nerazzurri negli anni in cui ha vestito la maglia dell’Inter, con frequenti dichiarazioni d’amore assoluto e inattaccabile, diventando persino azionista della società, e con grandi manifestazioni di affetto e riconoscenza verso “papà Moratti”, soprattutto dopo tutto quello fatto e speso per lui per farlo tornare un giocatore, quando i tremendi infortuni al ginocchio sembravano poterne minare la carriera. Dichiarazioni proseguite anche quando le strade si sono divise, in modo un po’ tribolato e doloroso. Neanche il tempo che i tifosi nerazzurri avessero imparato a farsi una ragione del primo “tradimento”, che è arrivato quello supremo: dopo 5 stagioni di lontananza, Ronaldo è tornato a Milano, però sulla sponda rossonera. Apriti cielo. Il culmine nell’unico derby giocato, con il gol del vantaggio segnato e festeggiato correndo con le mani dietro alle orecchie, è un particolare che non aiuta. Come non lo è il fatto che poi il Milan quella partita l’abbia persa 2-1. Una sensazione rivissuta, pur se in proporzioni minori, in questi mesi dai tifosi nerazzurri, dopo l’approdo di Mihajlovic sulla panchina rossonera. Il sanguigno ex difensore serbo, ha legato la sua carriera, sia da giocatore che da allenatore, ai colori nerazzurri, chiudendo a Milano quella sul campo di gioco e iniziando quella sulla panchina, come secondo di Mancini. Grande carattere e personalità, ha creato un legame forte con il tifo nerazzurro, che ha portato lui a dichiararsi tifoso interista anche nelle numerose esperienze in panchina in giro per l’Italia e i tifosi a tributargli ovazioni anche quando incontrato da avversario. Su questo slancio, nel 2010 arriva una dichiarazione, nell’ambito di un’intervista sulla possibilità, per lui, di passare al Palermo, dopo aver allenato il Catania: “Potrei anche morire di fame ma al Palermo o al Milan non andrei mai”. Ecco. Non è difficile immaginarsi la reazione del tifoso nerazzurro il giorno della firma a fianco di Galliani. Anche in questo caso, il fatto che il primo derby estivo sia finito proprio a favore del nuovo Milan targato Miha non ha agevolato la “digestione” della cosa.

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QUELLI CHE…GIOCANO E SEGNANO – Poi, ovviamente, c’è il rapporto più diretto con l’ex di turno, ovvero quello sul campo di calcio, quando ci si ritrova da avversari. Spesso questo fa scattare motivazioni incredibili nel giocatore, che sfodera la classica “prestazione stagionale”. Un buon esempio di questo per l’Inter è Meggiorini, giocatore autore di oneste stagioni nelle varie squadre che hanno costellato la sua carriera, ma che quando vede i colori della squadra in cui è cresciuto calcisticamente, ma da cui non ha mai ottenuto la fiducia necessaria ad entrare in rosa, trova stimoli che lo portano a sfoderare prestazioni da top player, coronate anche da gol. Ovviamente il concetto della fiducia mancata può trovare un più ampio campo di applicazione e i nomi sono innumerevoli. Basti su tutti un tal Beppe Signori, scartato dalle giovanili dell’Inter perché gracilino e che, poi, divenuto uno dei più prolifici bomber del campionato italiano, trovò nella squadra nerazzurra una delle vittime sacrificali preferite. Per tornare al presente, anche in questo caso il materiale è fresco: partita amichevole col Galatasaray e match deciso dal gol di Sneijder su assist di Podolski, che va ad acuire il malessere generato da un’Inter che continua a perdere le amichevoli precampionato e, per di più, senza segnare neppure un gol.

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QUELLI CHE…NON LI VOGLIONO DIVENTARE – E poi, ultima categoria, che in questi ultime settimane sta balzando agli onori delle cronache, è quella di quei giocatori che dovrebbero lasciare l’Inter e trovare una nuova collocazione, ma che, a quanto pare, non se ne vogliono andare. Thohir è stato chiaro: alla luce del mercato faraonico che ha allestito è tassativo che la società piazzi dei colpi in uscita, altrimenti i conti non tornano davvero. Nè economicamente, né numericamente, visto il numero chiuso delle rose. Sono sei gli imputati alla partenza: Andreolli, D’Ambrosio, Nagatomo, Schelotto, Shaqiri e Taider. Il difficile resta il riuscire a piazzarli, un po’ per la mancanza di offerte serie, un po’ perché sono gli stessi giocatori che rifiutano il trasferimento. Per Shaqiri possibili destinazioni Dortmund o Shalke, che avrebbe fatto richieste anche per D’Ambrosio, per il giapponese si potrebbe prospettare il Galatasaray. Qualcosa si muove ma la situazione è ancora lungi da trovare una soluzione. Poi, una volta concluse le trattative, resterà solo da scoprire in quale delle suddette categorie ricadranno i nuovi ex…

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