Bologna, i giorni passano e il mercato non decolla; ma il tempo c’è

ATTESA- in questi giorni il tifoso rossoblu è avido di annunci ufficiali, e invece deve accontentarsi delle voci. Il mercato del Bologna è in stand-by, almeno per quanta riguarda le entrate. Intendiamoci, non è Corvino se ne stia con le mani in mano; sono ben 11 i giocatori, di proprietà del Bologna, già ceduti ad altre società a vario titolo, senza parlare dei 12, tra fine prestiti e fine contratti, che non vestiranno più il rossoblu. Sfortunatamente, gli esuberi più pesanti, quelli cioè con ingaggi più alti, sono ancora qui; su tutti Bianchi, Acquafresca (che finirà col rimanere, anche perché ha un contratto per altre 2 stagioni) Mancosu e Cacia; in pratica, tutto il reparto avanzato. Questa considerazione, insieme al budget forzatamente limitato, per i più volte citati problemi di ripianamento dei debiti pregressi, ed alla necessità di rifondare completamente la rosa, non limitandosi a qualche ritocco, ha comportato un rallentamento delle operazioni di mercato, e al vedersi sfumare giocatori già dati per certi, come Duncan, Quintero e Defrel.  La società sta lavorando con serietà e abnegazione, non vende fumo, e il tempo c’è; ed è inutile ricordare ancora una volta dove era il BFC un anno fa, e soprattutto chi ne era proprietario. Ma la tifoseria mugugna, in parte per aspettative eccessive, infuse dopo lo scoppiettante mercato invernale e il bagno di entusiasmo seguito alla promozione, e il partito degli scontenti, ogni giorno che passa senza annunci ufficiali di nuovi acquisti, guadagna consensi. Lo stesso Delio Rossi, in conferenza stampa, non ha potuto nascondere una certa preoccupazione per l’incompletezza della rosa, a sole 2 settimane dall’inizio del campionato, e questo di per sé è già un danno, perché chiunque arrivi, d’ora in poi, non avrà fatto la preparazione con la squadra e andrà inserito gradualmente. Infine, a rendere meno tranquilla la situazione, c’è la “grana” Tacopina; il presidente, dopo l’episodio del suo comunicato sugli incidenti durante Bologna-Spezia non pubblicato dal sito ufficiale della società, sembra di fatto un corpo estraneo; sappiamo che la sua è una figura più televisiva e mediatica che sostanziale, ma ricordiamo che Saputo lo ha portato lui, e che buona parte del ritrovato entusiasmo intorno ai colori rossoblu lo si deve alla sua capacità comunicativa. D’altra parte, è noto che in una società di calcio, le diarchie durano poco, specie quando i soldi li mette uno solo; auguriamoci che, se non altro, un’eventuale rottura (che noi auspichiamo non ci sia) avvenga a bocce ferme, cioè a mercato chiuso.

REPARTI- Al momento in cui scriviamo, nemmeno il cileno Pulgar, giovane centrocampista dell’Università Catholica, è ufficialmente un giocatore rossoblu, anche se viene dato per sicuro (inutile ricordare i casi appena citati). Ad oggi, gli unici ruoli che possiamo considerare coperti sono quelli dei portieri e dei centrali difensivi, al netto della possibile cessione di Oikonomou, che noi riteniamo improbabile. A destra, il Bologna ha 3 elementi, ma due (Garics e Ceccarelli) nel migliore dei casi sono dei buoni rincalzi, mentre il terzo, Mbaye, non è un terzino di ruolo ma piuttosto un esterno di centrocampo se non addirittura un’ala, non avendo nelle sue corde, almeno finora, la fase difensiva. A sinistra, per Morleo vale il discorso fatto per Garics e Ceccarelli, mentre Masina è un ottimo prospetto, ma una sua esplosione è tutt’altro che certa. L’unico nome che viene fatto con insistenza in questo settore  è quello del greco Torosidis della Roma, oltre che dello svincolato Mesto.  A centrocampo, anche considerando Pulgar (comunque molto giovane e con nessuna esperienza in Europa) , manca un altro elemento (Taider?), oltre al trequartista che Delio Rossi a suo tempo chiese esplicitamente. Si riparla di Diamanti, ma il suo ingaggio è fuori dai parametri della società, ha richieste dalla premier, e (diciamolo) non è graditissimo alla piazza, che lo considera un mezzo traditore. Alternativa il marocchino El Kaddouri del Napoli, ma probabilmente questo giocatore rientrerebbe in un giro con Oikonomou, difficile da concretizzare, o un altro cavallo di ritorno, Gaston Ramirez, attualmente l’ipotesi meno percorribile. Infine, le punte; il nome emerso prepotentemente è quello di Mattia Destro, un nome che davvero sposterebbe gli equilibri. Il ragazzo non ne può più di girovagare tra le panchine delle grandi, e vorrebbe, nell’anno degli europei, un posto da titolare per giocarsi le sue chanches in azzurro. Anche qui c’è il problema della formula di pagamento, soprattutto sui tempi, e dell’ingaggio, ma Destro sembra disposto a ridurselo o ad accettare un diluizione negli anni. La valutazione è sui 10 milioni, la condizione era l’arrivo di Dzeko in giallorosso, oltre che di Salah, ed entrambi questi giocatori sono ufficialmente della Roma; si attendono novità a breve. Si è invece raffreddata la pista Villalba, sia per la volontà del San Lorenzo di non accettare la formula prestito + obbligo di riscatto proposta da Corvino, sia perché, nell’ambito di una maxi operazione con la Roma, i giallorossi potrebbero girare a gennaio in prestito ai rossoblu il giovane talento brasiliano Gerson, e quindi servirebbe un posto libero da extracomunitario. Comunque, anche prendendo Destro, a quel punto servirebbe come minimo una seconda punta che posso integrarsi bene con lui (le voci su Gabbiadini sono poco realistiche), e ovviamente liberarsi di almeno 2, meglio se 3, degli attuali attaccanti in rosa, che hanno si richieste, ma che al momento si allenano ancora tutti con Delio Rossi. Bologna, cantiere aperto…

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