Forever Aquile: Dorin Goian

©Davide Anastasi 
07-03-2010PALERMO( Italia)
Sport Calcio
PALERMO-LIVORNO
Campionato Tim Serie A 2009-10
Nella foto:  dorin goian


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07-03-2010PALERMO( Italia)
Sport Soccer
PALERMO-LIVORNOthe pic:  dorin goian
©Davide Anastasi 07-03-2010PALERMO( Italia) Sport Calcio PALERMO-LIVORNO Campionato Tim Serie A 2009-10 Nella foto: dorin goian ©Davide Anastasi 07-03-2010PALERMO( Italia) Sport Soccer PALERMO-LIVORNOthe pic: dorin goian

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Per il nuovo capitolo, dedicato, nuovamente, a chi ha indossato la maglia bianca sul campo, si resta, ancora, vicino ai giorni nostri, occupandoci di un giocatore, seppur non notissimo, di caratura internazionale, avendo giocato in Scozia, nei Rangers e che, nella sua carriera ha calcato anche i campi di serie A, con la maglia del Palermo. Un giocatore che, tra luci ed ombre, ha giocato una tribolata stagione aquilotta. Questa puntata è, infatti, dedicata a Dorin Goian.

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DALLA ROMANIA AL FASCINO DEL DERBY DI GLASGOW – Goian è nato a Suceava, in Romania, il 12 dicembre 1980. Nella squadra della sua contea, il Foresta Falticeni, muove i primi passi nel mondo del calcio, cominciando dalle giovanili e raggiungendo la prima squadra nella stagione 99/00, in cui fa il suo esordio in massima serie rumena, prima di venire mandato in prestito, durante il mercato di gennaio, al Gloria Buzau, nella seconda serie. A fine stagione torna alla base e resta una stagione e mezzo, nella prima delle quali non riesce ad evitare la retrocessione in seconda serie. E’ un difensore centrale ruvido e molto concreto, aiutato da un fisico statuario e da una notevole altezza che, unita ad una buona elevazione, lo rendono molto abile nel gioco aereo, sia come risorsa difensiva, che come arma offensiva, quando sale sui calci piazzati. E, infatti, all’inizio della seconda stagione in gialloverde segna 2 gol. Viene, così, notato dal Ceahlaul Piatra Neamt, squadra di prima serie rumena, che lo preleva, a gennaio 2002, dal Foresta Falticeni (squadra che, tra l’altro, si scioglierà nel 2003) e ne fa uno dei suoi titolari. Gioca 9 presenze fino al termine della prima stagione, 23 con 2 gol nella successiva, poi, dopo 13 nella terza, con la squadra che naviga in brutte acque (a fine stagione retrocederà), a gennaio 2004, viene acquistato dal Bacau, sempre in prima divisione, con cui gioca due mezze stagioni, perché a gennaio 2005, quando Goian è già entrato nel giro della Nazionale rumena, fa il salto di qualità, ingaggiato dalla Steaua di Bucarest. Il primo scorcio di stagione è impalpabile, visto che fino a giugno 2005 mette insieme 4 presenze, poi, però, dalla stagione successiva, diventa un titolare inamovibile della squadra rossoblu, fino a divenirne capitano. Qui comincia a giocare e segnare anche in Europa, mettendo a segno addirittura 5 reti alla sua prima esperienza in Coppa Uefa, ma segnando anche in Champions (4 gol in totale). Intanto, con la Nazionale partecipa all’Europeo 2008. Resta allo Steaua, anche con qualche scontro con la società per questioni di contratto, ma conquistando due campionati e una supercoppa, per 4 stagioni e mezzo, fino ad agosto 2009, quando, dopo 152 presenze nelle varie competizioni e 15 gol, lascia la squadra, o meglio la Romania, per continuare la sua carriera all’estero, cominciando dall’Italia, nel Palermo. Qui viene considerato una riserva di Kjaer e Bovo, quindi mette insieme 14 presenze nella prima stagione in rosanero. La seconda parte anche peggio, perché si infortuna in modo serio, tanto da perderne la prima parte, ma, comunque, arrivando a fine stagione, si toglie qualche soddisfazione in più, aumentando il numero delle presenze a 16, segnando il suo primo gol in Italia, peraltro decisivo e, per di più, al Milan, e mettendo insieme anche delle presenze in Europa League e in Coppa Italia, competizione di cui raggiunge la Finale, persa contro l’Inter. All’inizio della stagione 11/12 lascia una prima volta l’Italia per andare a giocare nel campionato scozzese nelle file dei Rangers. Il rude campionato britannico si adatta bene alla scorza coriacea di Goian, giocatore che non disdegna cartellini, gialli e rossi che siano, collezionati in quantità (uno dei suoi più grossi limiti). 38 presenze nelle varie competizioni stagionali, con un gol segnato, sono il suo bottino di un’annata che si conclude, comunque, con il triste epilogo del fallimento che retrocederà i gloriosi Rangers in quarta serie. Tutti i giocatori sono svincolati, ma Goian, inizialmente, decide di restare con i Gers anche nelle serie inferiori e, infatti, comincia anche il campionato, salvo, poi, accettare la chiamata dello Spezia, e tornare in Italia.

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LA STAGIONE AQUILOTTA TRA POCHE LUCI E MOLTE OMBRE – Lo Spezia in cui approda Goian, ad agosto 2012, è un’ambiziosa neopromossa in Serie B, serie conquistata la stagione precedente, quasi a sorpresa, anche se in modo trionfale, con uno storico Triplete (campionato, Coppa Italia Lega Pro, Supercoppa Lega Pro). Il patron Volpi vuole che la sua squadra non sfiguri al primo ritorno in B dopo il fallimento di qualche anno prima che aveva relegato la società tra i dilettanti (da dove il petroliere la recuperò), e, quindi, allestisce una rosa competitiva, pescando tra giocatori di categoria, giovani di prospettiva, ex giocatori di Serie A e l’estero, al punto che, a fine mercato, più di un esperto indica lo Spezia come una delle assolute candidate alla promozione. Goian è, appunto, una delle scelte di questa rosa, colui che dovrebbe dare solidità alla difesa, chiudendola a doppia mandata, con la giusta dose di cattiveria. Il giocattolo è affidato nelle mani di Serena, colui che ha portato la squadra alla promozione, ma che non ha mai convinto a pieno una grossa fetta della tifoseria, che non manca di ricordarglielo alla minima difficoltà della squadra. E, in realtà, le difficoltà della squadra aquilotta saranno molte, in una stagione che si rivela del tutto diversa da come si era preventivato. Dopo un inizio convincente, con 7 punti in 3 partite, arrivano 3 sconfitte consecutive che ridimensionano da subito i sogni. Il campionato, così, tra alti e bassi, tra vittorie per 5-1 a Livorno e sconfitte casalinghe per 3-0 col Cittadella, procede, in modo, però, molto anonimo, con una classifica che langue e un gioco che non esiste. Più di un tifoso storce il naso e chiede la testa dell’allenatore, ma la società procede sulla sua strada. Goian si adegua a questo andamento, offrendo prestazioni notevolmente sotto la media, mostrando solo raramente la personalità per cui è stato acquistato. Non fa mai il salto di qualità necessario a dare una scrollata ad una bistrattata difesa, per cui, nonostante segni un gol, seppur inutile, nel 2-3 casalingo contro il Padova alla 20^ giornata, si parla a lungo di un suo possibile ritorno in Scozia nel mercato di gennaio. Poi, proprio a gennaio le cose subiscono una svolta: nonostante la vittoria per 3-2 a Vicenza nell’ultima giornata prima della pausa invernale, che dona nuovo entusiasmo, nel momento meno aspettato, arriva l’esonero di Serena e, con esso, e l’arrivo di Atzori, una serie di acquisti che, però, non vanno a coprire le vere esigenze della squadra. In questa situazione confusa, che troverà il suo apice alla 27^ con lo 0-6 casalingo contro il Novara, che costerà la panchina anche ad Atzori, Goian resta al suo posto (anche grazie a qualche prestazione più incoraggiante) e porta a termine la stagione. Lo fa, ancora tra alti e bassi, segnando, però, un altro gol, stavolta decisivo, ovvero il vantaggio nel 2-1 casalingo col Grosseto alla 35^ giornata, scontro diretto per la salvezza. Lo Spezia, in mano a Cagni, con una buona turata di naso da parte del pubblico, per i risultati e le prestazioni, comunque, non esaltanti, arriva almeno alla salvezza con una giornata di anticipo, senza dover ricorrere ai play out. A fine stagione, alla soglia di una rivoluzione epocale della rosa per il campionato successivo, Goian non viene confermato e, dopo 26 presenze e 2 gol, lascia lo Spezia per trasferirsi, in Grecia, allo Asteras Tripolis, squadra della massima serie, dove ha giocato nelle ultime due stagioni, mettendo insieme 71 presenze e 4 gol nelle varie competizioni, compresa l’Europa League.

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