F1; a Spa la Mercedes passeggia, la Ferrari azzarda e le va male

RITORNO– dopo la “ricreazione” di Budapest, la F1 torna alle vecchie abitudini; sulla pista più affascinante del mondiale, molto esigente verso tutte le componenti, quella motoristica come quella aerodinamica e telaistica, la Mercedes passeggia e conquista l’ennesima doppietta, con Hamilton dominatore senza nemmeno spingere a fondo, e nonostante la partenza disastrosa di Rosberg che, nel primo gran premio senza partenza elettronicamente assistita, si ritrova addirittura sesto alla prima curva. Ma la superiorità delle frecce d’argento è schiacciante; dopo il distacco di quasi un secondo e mezzo rifilato comuni mortali in qualifica, il terzo in gara, Grosjean, è giunto a oltre 37 secondi da Hamilton, con distacchi enormi nei migliori tempi sul giro. L’inglese campione in carica ha aumentato a 28 punti il suo vantaggio sul compagno di squadra, che non sembra in grado di impensierirlo seriamente nella lotta per il titolo. Certo, ci sono ancora 8 gare, ma considerando l’attuale, abissale, divario con la concorrenza, che difficilmente potrà inserirsi tra i due litiganti, non restano tante occasioni a Rosberg per diminuire lo svantaggio in classifica, anche perché parliamo di piste (Suzuka, Singapore, Austin), dove Hamilton è sempre andato bene.

FERRARI- si sapeva che qui la rossa avrebbe fatto fatica, non avendo ancora disponibile l’evoluzione 3 della PU, che sarà utilizzata a Monza, e nemmeno particolari aggiornamenti aerodinamici; è stato deciso di utilizzare la carrozzeria precedente al Gran Premio di Spagna, che si supponeva più efficiente dal punto di vista delle velocità di punta, ed è stato scelto, per la stessa ragione,un assetto aerodinamico molto scarico. Ovviamente la Ferrari ha pagato in termini di guidabilità e aderenza, con maggiori consumi delle gomme, il che potrebbe essere stata una delle cause dell’esplosione del pneumatico di Vettel al penultimo giro; inoltre Raikkonen, a causa del problema alla pompa dell’olio accusato nella giornata di sabato, si è dovuto presentare al via con un motore rabberciato, senza sostituire la parte endotermica; se l’avessero cambiata, il finlandese non avrebbe potuto utilizzare a Monza il nuovo motore senza incorrere in penalità. Per questo motivo Raikkonen non è riuscito a fare meglio di un comunque non disprezzabile settimo posto, considerato che partiva sedicesimo, senza, di fatto, la possibilità di effettuare sorpassi. In generale, qui la Rossa ha sofferto, in difficoltà non solo contro gli straripanti motori Mercedes, ma anche contro la ritrovata Red Bull, e per tentare di andare a podio ha dovuto inventarsi strategie al limite, come quella ad una sosta di Vettel, unico a percorrere quella strada e unico, guarda caso, ad avere quel problema e proprio nel punto dove la sollecitazione ai pneumatici è maggiore; coincidenza o azzardo? Facile parlare col senno di poi; se Sebastian si fosse fermato a cambiare le gomme, il podio era irraggiungibile, mentre era certo un quinto-sesto posto, tenendo conto delle difficoltà nei sorpassi, ma in ogni caso la polemica verso la Pirelli ci sembra pretestuosa; se nessuno ha fatto 30 giri con le gomme medie tentando una strategia ad una sosta, qualcosa vorrà pur dire.. Qui, in condizioni normali, la Ferrari non era da podio; si è tentato un azzardo per arrivarci ugualmente, ed è andata male, ricordando, come ha fatto lo stesso Vettel, che se il pneumatico scoppiava 300 metri prima, poteva andare molto peggio. Speriamo che l’evoluzione della PU, nella corsa di casa, restituisca competitività alla Ferrari.

GLI ALTRI- sugli scudi, come era prevedibile, le macchine motorizzate Mercedes, con alcune sorprese; la Lotus su tutte, tornata sul podio con Grosjean (non succedeva da due anni) anche se penalizzata da un problema di affidabilità sulla vettura di Maldonado. Bene anche la Force India con Perez, velocissima sul dritto, che però consumava troppo le gomme posteriori, e anch’essa costretta a rinunciare ben presto all’apporto di Hulkemberg. La vera sorpresa, però, è il ritorno su buoni livelli della Red Bull; nonostante il peggior motore del lotto, dopo l’Honda, la casa austriaca ha lottato con i motorizzati tedeschi ad armi pari, grazie ad un ottima guidabilità, ma anch’essa ha perso per strada una macchina, quella di Ricciardo, per un problema elettronico. Ottimo comunque il quarto posto di Kivyat, autore di bellissimi sorpassi, come Grosjean. C’è da chiedersi cosa succederà l’anno prossimo, se anche la Red Bull, come si vocifera, monterà la PU Mercedes… Deludente invece la Williams, che forse confidando sul formidabile motore tedesco ha scelto un assetto troppo carico, venendo penalizzata in gara sui rettilinei, e scivolando quasi nel ridicolo montando al povero Bottas 3 gomme soft ed una media, compromettendo la sua gara. In difficoltà le Sauber-Ferrari, salvatesi per un pelo dal doppiaggio, cosi come le Toro Rosso, anch’esse costrette al ritiro con Sainz e costantemente all’attacco con il ragazzino terribile Verstappen, alla fine buon ottavo. Infine le McLaren; anche questa volta, dopo essere partite in ultima fila anche per diverse penalità, hanno battuto solo le derelitte Manor e sono finite doppiate. Possiamo solo immaginare la frustrazione dei piloti (ricordiamo, 3 titoli mondiali in due), che si vedevano sfilare gli avversari da tutte le parti.

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