Juve, ombre sul nuovo corso: L’Udinese passa 0-1

C’era molta attesa per questo Juventus-Udinense. Sebbene la vittoria in Supercoppa avesse dato indicazioni e certezze sulla Juve, non pochi interrogativi c’erano ancora sulla resa di una squadra sicuramente rinnovata sul piano tattico e degli interpreti, interrogativi che necessitavano di risposte sul campo. Per contro era anche interessante capire come sarebbe stata la nuova Udinese targata Colantuono.
Dopo questi primi 90 minuti, è inevitabile che facciano notizia i punti negativi e più preoccupanti per i Campioni d’Italia, anche se ingeneroso e banale, dopo una sconfitta che potrebbe essere anche episodica. L’Udinese è stata sicuramente coriacea ed ha fatto una partita perfetta, concedendo poco e sfruttando quel poco che era possibile costruire, tuttavia, visto che si parla dei campioni d’Italia e visto che questa sconfitta e’ abbastanza rumorosa, ci soffermeremo di più punti emersi riguardo alla Juve, almeno quella di stasera, nello scorrere ed analizzare la partita.

LA JUVE E’ LA STESSA – Questo aspetto abbastanza preoccupante per gli Juventini. La Juve stasera ha fatto la partita, e, nonostante la forma sia ancora precaria, ha messo in campo la stessa intensità e voglia di fare la partita che ha contraddistinto tutta l’epoca Conte-Allegri. In se e per se quello che dovrebbe essere un aspetto positivo diviene difetto quando si calcola (e si è visto…) che gli attori protagonisti non ci sono più. La Juve nel primo tempo ha cercato di schiacciare l’Udinese, ordinata e caparbia, e ce l’ha anche fatta. Il problema è che i colpi da fuori di Pirlo, nonchè i passaggi filtranti dello stesso, il dinamismo e la qualità di Vidal, la capacità di creare superiorità saltando l’uomo di Tevez non ci sono più, e recitare lo stesso film senza il protagonista, la pupa ed il cattivo non è una buona idea. Difatti ne uscirà una performance fondamentalmente piatta, come se si fosse assistito ad un film di sole comparse appunto.
Basta un’Udinese compatta ed attenta per fermare la Juve, ed il primo tempo si chiude senza grossissime emozioni, con la Juve che non sfonda e l’Udinese troppo occupata a contenere.

STESSE IDEE MA BEN CONFUSE – la Juve però non è una squadra di comparse, anzi. Il problema è che quello che dovrebbe essere il nuovo protagonista principale, Pogba, invece di recitare il suo ruolo, va a fare quello del vecchio protagonista, Pirlo. Pogba ha classe da vendere, ma non può e non deve fare il regista della squadra alla Pirlo, ed alcuni lanci da aspirante maestro del Francese lo dimostrano. Qua il problema nasce anche da una confusione tattica che è nata dalle difficoltà a trovare sul mercato un vero uomo da trequarti, e l’adattamento conseguente di Allegri a dare il peso della dieci a Paul. Il secondo tempo vede infatti la Juve aumentare la pressione nella prima parte, ma farlo senza troppo ordine. Manca una regia, e l’Udinese ha gioco facile nella sua strenua resistenza, e dove non arriva la prova Friulana, basta l’imprecisione degli Juventini. Padoin si mangia un goal, Coman continua a saltellare qua e la senza combinare molto, pare che qualcosa possa accadere da un momento all’altro ma non è così.

LA REGIA – Apriamo una parentesi di approfondimento: Fino a ieri in regia nella Juve c’era Pirlo, che è insostituibile nel suo ruolo. Il nuovo progetto tattico di Allegri punta quindi a creare gioco nella parte più avanzata del campo, sulla trequarti appunto. L’idea non è peregrina, ci può stare, tuttavia va chiarito un equivoco. O gli verrà comprato un uomo adatto al ruolo, capace del passaggio smarcante e di tocchi magici nella sua zona di competenza, oppure dovrà chiedere a Pogba di fare quel ruolo ma con un’interpretazione adatta alle sue caratteristiche, ovvero quella che non si è vista oggi. Pogba vaga per il campo, senza vincoli di posizione, come si chiede al ruolo del fantastista, ma si è perde in tocchetti difficili, e finisce, non riuscendogli e non potendo riuscirgli quel tipo di gioco, a fare ciò a cui la squadra è stata abituata dal 2011: lanci e passaggi smarcanti alla Pirlo. Ma le caratteristiche sono diverse, diversa è la capacità di dare i giri giusti al pallone, insomma: non funziona nulla. Senza contare che Allegri fa entrare un più utile Dybala solo alla fine, e che l’Udinese intorno al 60′ inizia a provarci anche.
Non parrebbe, ma la gara è segnata. Segna appunto chi lo merita di più, ed al 78′ Thereau, autore di una gran prova, fa quel che deve su una dormita colossale della difesa Juventina. 0-1.

PRIMO, AGGRAPPARSI ALLE CERTEZZE­ – Nonostane l’errore, vogliamo essere onesti, la difesa rimane una certezza nella Juve. Certo, se uno vedesse solo il minuto 78 di oggi, potrebbe pensare ad un’affermazione paradossale. Invece, nonostante la sciagurata dormita, è il reparto che più tiene per tutta la gara. Stasera amiamo il paradosso: nonostante perda anche lui la posizione sul goal, Bonucci è la nota più positiva. Sempre più leader, sempre più sicuro e sempre meno giù di morale se qualcosa non va (dopo il goal rimane uno dei più concentrati e volenterosi).
Va salvato, in casa Juventina, il fatto che in una partita sicuramente non ben giocata, comunque non siano mancate le occasioni: se Mandzukic fosse stato più lucido forse parleremmo di un’altra storia.
Anche dal Croato e da Dybala arrivano indicazioni confortanti: non perfetti questa sera come contro la Lazio, ma il passo e la personalità dei due fanno pensare ad un salto di qualità nel reparto avanzato rispetto al passato, anche se poi questo reparto va servito al meglio. Certo che se si fa giocare il misterioso Coman….
Resta il fatto che la reazione al goal non si vede,e questo non è poco. In realtà c’è, ma continua ad essere scomposta, e ad un certo punto pare addirittura più probabile uno 0-2 in contropiede che il pareggio. Finisce in trionfo per l’Udinese. E si può davvero riassumere così gli ultimi 12 minuti più recupero (5 minuti divenuti sette), perchè non si capisce come qualcosa possa cambiare, mentre questo tempo scorre.

Per la Juve, non resta che vedere come si svilupperà il proseguio. Oggi Cuadrado era in tribuna, in Inghilterra lo danno già della Juve. Di sicuro Allegri non starà a guardare il suo progetto che frana, e basta in fondo lavorare per superare le difficoltà di oggi: la Juve rimane una squadra fortissima, e tra soli sette giorni dovrà e potrà dimostrarlo a Roma.
Per l’Udinese, se manterrà questo spirito, non potranno che esserci soddisfazioni. Le ennesime, da 20 anni a questa parte.

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