Mercato chiuso, ecco il nuovo Bologna

Mattia Destro (S) con l'Ad Claudio Fenucci durante la sua presentazione presso il Centro Tecnico del Bologna Fc, 25 agosto 2015 a Bologna. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

BILANCIO – Il mercato si è concluso, e finalmente è possibile parlare a bocce ferme. Il Bologna, a 80 giorni dalla promozione, ha stravolto completamente il proprio organico, acquistando 17 giocatori nuovi, e cedendone, a vario titolo, 19, ai quali ne vanno aggiunti 11 che l’anno scorso vestivano il rossoblu e che sono andati via per fine prestito o scadenza di contratto. Una rivoluzione indispensabile, sia nell’immediato, per rendere la rosa competitiva in serie A e tentare di mantenerla, sia a medio termine, per impostare un progetto basato su giovani di talento, che possano far crescere la cifra tecnica ed economica della squadra negli anni. Da decenni, con l’unica eccezione di Giuseppe Gazzoni Frascara, una dirigenza non investiva cosi tanto nel Bologna; oltre al pagamento dei debiti pregressi, e al restyling dello stadio Dall’Ara, peraltro solo agli inizi, il gruppo che fa capo al magnate italo-canadese Joey Saputo ha restituito ai tifosi la possibilità di pensare in grande. Dopo anni di parametri zero a fine carriera, di cessioni eccellenti e di prestiti dalle grandi, il Bologna è tornato a fare mercato, acquistando giocatori giovani ma già affermati, a titolo definitivo (con l’unica eccezione di Giaccherini), anche se camuffato, dopo l’abolizione della comproprietà, dai prestiti con obbligo o diritto di riscatto, di fatto un modo nuovo di dilazionare i pagamenti dei cartellini. Il ds rossoblu Corvino, costretto ad un superlavoro estivo dalla carenza di tempo e dalla necessità di fare tanto senza poter sbagliare, tra l’altro col tetto dei 25 giocatori in rosa di cui almeno 8 italiani con 3 anni di militanza in Italia, ha costruito una rosa coperta in tutti i reparti (con qualche eccezione che dopo vedremo), modificando strada facendo gli obbiettivi, rendendosi conto che in certi ruoli, come il trequartista inizialmente richiesto da Rossi, i prezzi erano eccessivi e comunque il mercato non offriva grandi opportunità. Se una critica si può muovere alla società, è di aver completato la rosa troppo tardi, per rispettare un budget su base triennale che invece si è dovuto anticipare,  sprecando di fatto buona parte del ritiro estivo con tanti giocatori che alla fine, o sono partiti o finiranno in tribuna. E il Bologna ha già pagato dazio nelle prime due partite di campionato, dove si è presentato largamente incompleto, anche per i tanti infortuni, e c’è rammarico per lo zero in classifica, vista la condizione attuale della Lazio e la sua distrazione per i preliminari Champions, e il modo in cui è maturata la sconfitta col Sassuolo. Ma ci sono ancora 36 partite, la rosa è competitiva, e crediamo che, come minimo, una tranquilla salvezza sia ampiamente alla portata dei rossoblu, che comunque, nella sfida con i neroverdi, hanno mostrato un’idea di gioco, anche se ancora in fase embrionale. Analizziamo ora, reparto per reparto, il nuovo Bologna

DIFESA – Portieri e difensori centrali sono decisamente di buon livello, specie col rientro di Gastaldello. Ottima la scelta dello svincolato Mirante, cosi come quella di trattenere Oikonomou, segnale di solidità societaria, e di acquistare Rossettini, che ha già assaggiato l’azzurro. Qualche perplessità invece destano i terzini; ce ne sono 6 in rosa, ma a destra ne manca uno adatto alla difesa a 4; Mbaye fatica nella fase difensiva, Ferrari, appena convocato da Di Biagio nella under 21, è un centrale adattato, Ceccarelli doveva andar via e quindi non viene ritenuto all’altezza (poi, si sa, decide il campo). Si dice un gran bene dello svedese Krafth, ma nessuno lo ha visto giocare e comunque non è pronto. A sinistra, benissimo la permanenza di Masina, che però è un esordiente e ha 21 anni, mentre alle sue spalle c’è il solo Morleo, che comunque garantisce grande esperienza ed attaccamento alla maglia.

CENTROCAMPO – Infortuni a parte, qui c’è grande abbondanza, anche se noi Matuzalem l’avremmo confermato. Rischiosa, ma coraggiosa, la scelta di affidare la regia al 22enne Crisetig (il rientrato Taider potrebbe comunque adattarsi), mentre c’è ampia scelta nel settore delle mezzeali, tutte giovani e talentuose, con l’unica eccezione, solo per l’età, di Brighi. Lo stesso Giaccherini, riadattato ad interno di centrocampo dopo gli inizi da attaccante esterno a Cesena, potrebbe essere impiegato da mediano, cosi come Zuculini, quando rientrerà (il migliore l’anno scorso insieme a Matuzalem), che come l’ex juventino potrebbe essere molto utile anche in un 4-4-2. Attenzione al 18enne Diawara, ottimo prospetto, mentre Rizzo, Crimi e Brighi garantiscono ampie rotazioni.

ATTACCO – Il gran colpo di Corvino, Mattia Destro; da quando un attaccante italiano, sotto i 30 anni e nel giro della nazionale, non veniva qui, e per restarci? Ovviamente l’attaccante marchigiano non è il messia, bisognerà servirlo a dovere. Sarà dura tener fuori il 36enne Brienza, preso tra i mugugni pressochè unanimi e fin qui il migliore di tutti. Il più adatto a giocare con Destro sembra il francese Mounier, anch’egli grossa incognita (9 gol e 8 assist l’anno scorso in Ligue 1), ma si tratta di capire se Rossi opterà per un 4-3-3, avanzando Giaccherini oltre allo stesso francese ai lati, oppure utilizzando Brienza da trequartista con due attaccanti, o ancora lasciare Destro unica punta, di cui Mancosu sembra essere il naturale rimpiazzo, supportandolo con due mezze punte. Acquafresca non sembra rientrare nei piani ma si sapeva che il suo contratto ne rendeva quasi impossibile la partenza, e potrebbe ritagliarsi un po’ di spazio da punta di movimento, mentre Cacia, forte anch’egli di un altro anno a 500.000 euro netti, ha rifiutato tutte le destinazioni, anche se Ascoli ed Entella, forti della proroga federale, potrebbero in teoria ancora acquistarlo. La ciliegina erano Eder o Gabbiadini, il Bologna ci ha provato ma i prezzi erano eccessivi. Non è detto che a gennaio non se ne riparli.

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