NFL 2015, NFC Preview: Packers-Seahawks -atto secondo- per la vetta della conference?

Seconda ed ultima parte della preview NFL. Dopo la AFC tocca ora alla NFC, dove le gerarchie, perlomeno nei piani alti, sono più delineate.

STORIA A DUE? – Anche (soprattutto) alla luce della scorsa stagione, viene abbastanza automatico collocare Packers e Seahawks in cima alla NFC, per qualità, completezza ed esperienza del roster. Green Bay, uscita con le ossa rotte dalla Finale di Conference, ritorna ancora più agguerrita e, soprattutto, praticamente al completo. L’infortunio di Jordy Nelson è un colpo durissimo, ma si farà affidamento su quello che è il miglior QB del campionato, nonché MVP in carica, Aaron Rodgers. Certo, dura rimpiazzare da un giorno all’altro le oltre 2800 yard e i 21 TD messi a segno da Nelson negli ultimi due anni – meglio di lui hanno fatto solo Antonio Brown e Demaryus Thomas, con più di 3000 yard guadagnate ciascuno – ma c’è fiducia nel talento di Rodgers, capace di migliorare qualunque tipo di giocatore. Allora più spazio in particolare per Devante Adams, messosi già in mostra nella scorsa stagione, in particolare nella gara contro Dallas degli scorsi playoff con 7 ricezioni per 117 yard e un TD. Adams ha già avuto modo di testare il gioco NFL nella sua stagione da rookie (38-446-3), grazie alle formazioni con tre WR impiegate nel 71% degli snap offensivi dagli uomini di McCarthy: l’ex Fresno State University ha ricevuto 35 dei suoi 38 palloni partendo largo, opposto a Jordy Nelson, che, allargando il campo, toglieva pressione e attenzioni a Randall Cobb. Proprio Cobb sarà il nuovo veterano del gruppo, per questa stagione, nonostante i soli 25 anni di età, mentre Adams, il rookie Ty Montogomery (oltre ai TE Richard Rodgers e Andrew Quarless) si spartiranno palloni tra loro. Senza Nelson, maggiore pressione finirà anche sulle spalle di Eddie Lacy, che però ha dimostrato di avere grandissime qualità nei suoi primi due anni nella Lega. Solo Ryan Grant ha corso più di Lacy in singola stagione, e c’è da credere che il record personale dell’ex RB dei Packers (1253 yard) possa essere battuto quest’anno da Lacy, corridore fisico come pochi (51 tackle rotti lo scorso anno), aiutato da una ottima o-line, che ha permesso ai propri RB di guadagnare 4.39 yard per portata, oltre la media di Lega di 4.13 (oltre a soli 30 sack subiti, a cui vanno aggiunte le eccellenti doti di scrambler di Rodgers).
Difensivamente, il discorso è decisamente diverso. La squadra ha finito al 18mo posto per defensive DVOA (metro di valutazione che tiene conto di avversari e situazioni di gioco), e 24ma contro le corse. Non è casuale, da questo punto di vista, lo spostamento di Clay Mathews da OLB a ILB, per presidiare meglio la zona centrale del campo e creare più confusione nei blitz, mentre nella zona esterna è emersa la figura di Sam Barrington, rookie scelto al settimo giro del draft 2013. Nella secondaria toccherà ai rookie Quinten Rollins (CB) e Damarious Randall (S) sostituire i partenti Tramon Williams e Davon House.

ATLANTA, GA - JANUARY 15:  Aaron Rodgers #12 of the Green Bay Packers reacts after he threw a 7-yard touchdown to John Kuhn #30 in the third quarter against the Atlanta Falcons during their 2011 NFC divisional playoff game at Georgia Dome on January 15, 2011 in Atlanta, Georgia.  (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)
ATLANTA, GA – JANUARY 15: Aaron Rodgers #12 of the Green Bay Packers reacts after he threw a 7-yard touchdown to John Kuhn #30 in the third quarter against the Atlanta Falcons during their 2011 NFC divisional playoff game at Georgia Dome on January 15, 2011 in Atlanta, Georgia. (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)

Discorso opposto per Seattle, invece. I Seahawks hanno risolto le pratiche contrattuali con Bobby Wagner, OLB, e soprattutto Russell Wilson: ad entrambi 4 anni di contratto a 43 e 87 milioni, rispettivamente. La off-season di Seattle era iniziata con la trade per Jimmy Graham, il primo vero ricevitore numero uno (anche se formalmente TE) che Wilson avrà a disposizione da quando è arrivato tra i pro: la squadra di Carroll è riuscita a utilizzare in maniera più che dignitosa giocatori dal pedigree non eccelso come i vari Doug Baldwin, Golden Tate, Ricardo Lockett o Chris Matthews, focalizzandosi principalmente sul gioco di corsa. Nella trade per Graham, però, è andato ai Saints anche il centro Max Unger, uno dei migliori nel ruolo nella Lega, mentre via free agency è partito James Carpenter, guardia affidabile. Certamente non bene per un reparto che, stats alla mano, è tra le migliori unità del campionato (perlomeno sulle corse, discorso diverso in pass protection), ma che in realtà beneficia particolarmente dell’avere un giocatore come Lynch, primatista nella scorsa stagione per placcaggi rotti – ben 88. Probabile che quest’anno vedremo un attacco più omogeneo in termini di corse e passaggi chiamati, anche per sfruttare la nuova arma a disposizione di Wilson, che nell’ultimo anno ha fatto passi da gigante in termini di decision making, e anche per salvaguardare la salute di Lynch, il cui chilometraggio è decisamente alto da quando è arrivato nello stato di Washington.
In difesa, la partenza più grossa, probabilmente, è stata quella del DC Dan Quinn, finito ad Atlanta nelle vesti di HC, seguita da quella di Byron Maxwell, partito alla volta di Philadelphia via free agency. Al suo posto è arrivato Cary Williams, che possiamo tranquillamente definire una sciagura proprio a Philadelphia: di tutti i giocatori con almeno 200 snap difensivi giocati (Williams è a 660), è stato quello che ha concesso più yard, ben 660, lanciate dai QB con un rating di quasi 90. Chiaramente, il fatto di giocare con il resto della Legion Of Boom dovrebbe/potrebbe aiutarlo. Ottimo anche il gruppo di linebacker, che colpisce soprattutto per la versatilità dei suoi elementi. Bobby Wagner ha giocato una stagione di altissimo livello, e, dopo il rientro dall’infortunio, è stato una delle chiavi delle sei vittorie consecutive con cui Seattle ha chiuso la stagione. KJ Wright è stato capace di ricoprire con successo tutte e tre le posizioni di LB nel corso della sua carriera NFL, mentre Bruce Irvin, OLB, e DE convertito, è il pass rusher più pericoloso della squadra dopo Michael Bennett. Il materiale con cui il nuovo DC Kris Richard, ex coach della secondaria, lavorerà è di primo livello, nonché il motore che tiene in alto Seattle, insieme a quello, inesauribile, di Marshawn Lynch.

ALLA FINESTRA – Se la scorsa stagione non è stata un fuoco di paglia, Cowboys e Cardinals dovrebbero essere in grado di ripetere quanto fatto lo scorso anno. I Cowboys sono stati probabilmente la sorpresa più lieta della stagione, soprattutto viste le premesse. Se l’attacco aveva le potenzialità per essere uno dei top nella NFL, specialmente grazie ad un o-line costruita ad arte via draft, la difesa è andata certamente ben oltre le più rosee aspettative. Chiaramente, essere arrivati 19esimi in defensive DVOA non nulla di speciale in condizioni normali, se non che il reparto guidato da Rod Marinelli (guru della difesa, che ha ottenuto tanti successi personali e non tra Tampa Bay, Chicago e ora Dallas) ha dovuto fare i conti con una penuria di talento piuttosto evidente, salvo poi trovarsi in casa giocatori che hanno reso come mai in carriera, come Tyrone Crawford, DT – che ha finito la stagione con una valutazione di +11.9 secondo Pro Football Focus, 13esimo tra tutti i DT – o Rolando McLain. Tra free agency e draft sono arrivati Randy Gregory e Greg Hardy, che dovrebbero dare una mano a rendere ancora più pericolosa la pass rush (solo 28 i sack prodotti dalla difesa, solo quattro squadre hanno fatto peggio). In emergenza la secondaria a causa dell’infortunio di Orlando Scandrick: toccherà a Brandon Carr, discreto veterano ma niente di più, al rookie Byron Jones da UConn (grande atleta, ha concesso ai QB avversari un passer rating di 26 su 28 passaggi lanciati nella sua direzione, seppur il sample size sia molto piccolo) e a Morris Claiborne, decisamente una delusione nei suoi primi tre anni da pro.
In attacco peserà parecchio la partenza di DeMarco Murray, che è stato sostituito in maniera estremamente poco dispendiosa, con l’arrivo via free agency di Darren McFadden e la promozione di Joseph Randle. McFadden, che ha firmato un contratto di due anni a circa 3,5 milioni complessivi, ha una lunghissima storia di infortuni alle spalle, che hanno pregiudicato la sua carriera NFL: nell’unico anno in cui è rimasto sano, il 2010, è riuscito a mettere insieme più di 1600 yard from scrimmage. Chiaramente, Dallas spera che il fisico gli dia tregua, confidando soprattutto in una linea offensiva che non ha avuto eguali nei blocchi sulle corse la scorsa stagione. A coprirgli le spalle, anche se potrebbe essere proprio lui ad avere la fetta maggiore di portate una volta iniziata la stagione, è Joseph Randle, che lo scorso anno ha funzionato principalmente come change-of-pace back, facendo registrare 6.7 yard a portata, seppur in un campione molto piccolo (51 possessi). L’attacco estremamente bilanciato ha permesso a Tony Romo di realizzare una stagione da MVP, facendo registrare career high in percentuale di completi (69%), yard guadagnate a passaggio (8.5), rating (113) e QBR (82).

Dallas Cowboys quarterback Tony Romo (9) and wide receiver Dez Bryant are all smiles after a touchdown during the second half of Dallas' 31-21 win over the New York Giants Sunday, October 19, 2014 at AT&T Stadium in Arlington, Texas. (G.J. McCarthy/The Dallas Morning News)
Dallas Cowboys quarterback Tony Romo (9) and wide receiver Dez Bryant are all smiles after a touchdown during the second half of Dallas’ 31-21 win over the New York Giants Sunday, October 19, 2014 at AT&T Stadium in Arlington, Texas. (G.J. McCarthy/The Dallas Morning News)

Chi invece, loro malgrado, ha avuto problemi nella posizione più importante di tutte è Arizona. La squadre guidata da Bruce Arians è arrivata alla undicesima giornata con un record di 9-1, frutto dell’ottimo lavoro di Carson Palmer (11 TD e 3 INT prima della rottura dei legamenti) e Drew Stanton, che si è dimostrato un QB di riserva piuttosto affidabile (che è partito titolare per guai fisici di Palmer per tre giornate consecutive, tra le seconda e la quarta, prima di riconsegnare il lavoro all’ex Bengals).
Anche l’ex QB dei Lions si è però infortunato, costringendo Arians a ripiegare sul terzo QB Ryan Lindley, titolare per tre partite più la wild card contro i Panthers. Risultato; una vittoria e tre sconfitte con numeri agghiaccianti. Ai playoff, dal 1970 – anno dell’unione tra AFL e NFL, nessuno ha saputo fare come Lindley, e non è una cosa positiva: nessun altro QB che abbia tentato almeno 15 passaggi ha messo insieme un QB rating non più alto di 45 (44.3 per lui) e nemmeno 3 yard per passaggio completato (2.9), non andando oltre le 85 yard lanciate (82 il suo totale). Insomma, l’attacco dei Cards, già privo di Andre Ellington e con una linea deficitaria è letteralmente deragliato, suo malgrado, durante l’arco della stagione. Ciò che ha saputo tenere a galla Arizona è stata la difesa super aggressiva (il 43% degli snap difensivi prevedeva un blitz, percentuale più alta della Lega) di Todd Bowles, che ora è il nuovo HC dei New York Jets. Il reparto ha saputo trovare tante soluzioni diverse per sopperire agli infortuni, affidandosi al talento di Calais Campbell, DT, eccezionale giocatore in entrambe le fasi, e a uomini come Larry Foote, arrivato lo scorso anno da Pittsburgh e reduce da una ottima stagione, ben oltre le aspettative, o Alex Okafor, autore di 8 sack. Dopo undici anni, Darnell Dockett lascia la squadra, trasferendosi ai Niners, e lo stesso per Dan Williams, andato dall’altra parte del Golden Gate, ai Raiders. Per sostituire i due sono arrivati Cory Redding e Corey Peters da Colts e Falcons, rispettivamente, mentre tra i LB c’è molto talento giovane, come Alex Minter e i rookie Markus Golden e Shaq Riddick. La secondaria ha visto la partenza di Antonio Cromartie, che verrà rimpiazzato da alternative casalinghe, Tyrann Mathieu (sperando che torni in forma dopo i problemi al ginocchio) e Jerraud Powers, che agirà nella slot. Occhio a Deone Bucannon, safety super aggressiva, spesso usata come “Mike” LB nelle situazioni di nickel coverage. Il problema è la salute di Carson Palmer: l’attacco, a cui si sono aggiunti i RB David Johnson, via draft, e Chris Johnson, via free agency, e Mike Iupati, guardia, è migliorato sulla carta, e la difesa dovrà essere in grado di rispondere bene anche senza il suo guru. I pezzi per fare bene ci sono, bisogna “solo” incastrarli.

QUALCHE SORPRESA – Tra le squadre della NFC, dovendo parlare di sorprese faremmo i nomi di Minnesota Vikings, St.Louis Rams e Philadelphia Eagles – e se per le prime due l’obiettivo massimo è la qualificazione ai playoff, per gli ultimi il best case scenario potrebbe essere altro. Per quanto riguarda i Vikings, le speranze portano due nomi e cognomi, Adrian Peterson e Teddy Bridgewater. Il primo rientra dopo la squalifica di una stagione per i fatti oramai ben noti; AP se ne è andato come il miglior RB della Lega, e ritorna con il medesimo status, con un anno di inattività che però può voler dire anche maggiore integrità fisica, considerando il workload a cui è sempre stato sottoposto. A far sperare ancora meglio è la presenza di Norv Turner, HC discutibile ma ottimo OC, che ha lavorato con successo con svariati RB, come LaDainian Tomlinson o Frank Gore, per non parlare di Lamont Jordan, che ha avuto in carriera una sola stagione da 1000 yard, tra tante mediocri, guarda caso proprio con l’ex coach dei Chargers.
Teddy Bridgewater è la grande speranza dei Vikings, visto quanto ha saputo mettere in mostra nella sua prima annata tra i pro, nonostante gli infortuni. L’ex QB di Louisville ha dimostrato grande intelligenza nel prendere decisioni, aiutato da un gameplan volto a fargli completare quanti più passaggi corti o brevi possibile, in modo tale da metterlo a proprio agio. C’è da lavorare ancora sui palloni lunghi, magari, ma il materiale c’è (anche grazie all’arrivo di Mike Wallace, capace di allargare il campo). Sempre tra i WR, attenzione alla possibile esplosione di Charles Johnson, e a Cordarrelle Patterson, da cui si attende un salto di qualità dopo le prime due stagioni in chiaroscuro. Da non sottovalutare anche la difesa, che ha tanto talento per potersi imporre. Occhio ai vari Everson Griffen (stagione da 12 sack), Anthony Barr, LB capace di avere impatto contro corse e passaggi, e Xavier Rhodes: potrebbe essere lui uno dei nuovi shutdown corner della NFL.

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I Rams, invece, sono reduci dall’ennesima stagione con record negativo, nonché la decima consecutiva senza playoff. La trade per RGIII, in attesa di ulteriori sviluppi nella carriera così controversa del QB dei Redskins, ha premiato St.Louis, che, in cambio della scelta numero due al draft 2012, si è vista recapitare tre prime scelte in tre draft consecutivi, più una seconda scelta del 2012, con cui sono arrivati – anche attraverso ulteriori trade – Janoris Jenkins, Michael Brobkers, Zac Stacy (ora ai Jets), Steadman Bailey, Alec Ogletree e Greg Robinson. Insomma, tutti giocatori che svolgono ruoli importanti in squadra. Tra i due reparti, quello che ispira maggiormente fiducia è la difesa, costruita attraverso una pletora di scelte che hanno portato giocatori estremamente interessanti. La linea difensiva ha tutto per essere considerata tra le migliori della Lega, per qualità e soluzioni. Robert Quinn, pass rusher d’elite, e Chris Long (che ha passato quasi tutta la stagione scorsa in infermeria) ai lati, Michael Brobkers e Aaron Donald in mezzo, con Nick Fairley arrivato da Detroit via free agency con un anno di contratto, mentre William Hayes e Eugene Sims sono i cambi dei DE. In particolare, Aaron Donald, dopo una sola stagione di NFL si è rivelato un autentico fuoriclasse, pur dopo una partenza lenta (comune a gran parte dei membri della d-line), riuscendo ad entrare in top 10 delle categorie “pass rushing productivity” e “run stop percentage” secondo Pro Football Focus. In generale, la difesa è molto aggressiva, grazie a giocatori come James Laurinaitis, che raramente si nota, ma puntualmente termina la stagione come uno dei migliori tackler delle Lega, e soprattutto nella secondaria, dove ci sono svariati elementi interessanti, seppur non tutti disponibili, come EJ Gaines, che non potrà disputare quest’anno la sua seconda stagione per un infortunio al piede. Janoris Jenkins (ha ottimi numeri in termini di intercetti, ma tende troppo spesso ad affidarsi al senso dell’anticipo, finendo talvolta per venire bruciato sul tempo) e Trumaine Johnson dovranno fare un salto di qualità se non vorranno far rimpiangere Gaines: lo scorso anno, la secondaria è stata mediocre contro i ricevitori avversari, finendo 19esimi in DVOA contro i WR numero uno e 31esimi contro i WR numero due, e 20esimi in generale.
Dall’altra parte, non è più la squadra di Sam Bradford, ma quella di Nick Foles. I due sono due giocatori decisamente opposti, con il primo decisamente a suo agio con un gioco veloce e basato su lanci brevi (come accadeva al college, dove il sistema è molto vicino a quello in cui opererà con Chip Kelly), mentre il secondo è molto più efficace sui lanci lunghi, tanto è vero che uno dei suoi problemi maggiori deriva dal logorio fisico dovuto al temporeggiare palla in mano. Lo scorso anno ha subito 34 colpi in 8 partite prima di finire ko per infortunio, cifra che lo avrebbe messo al secondo posto dietro solo agli irraggiungibili 91 hit subiti da Luck, e, con la linea offensiva che si trova ai Rams, difficile pensare che quei numeri calino più di tanto. Deficitario anziché no il reparto ricevitori, dove Kenny Britt appare il numero uno, nonché prima deep threat della squadra, mentre si aspetta ancora (invano?) Tavon Austin, in verità mai usato con cognizione di causa dell’ex OC Brian Schottenheimer, soppiantato da Frank Cignetti. Titolare nel ruolo di RB sarà ancora Tre Mason – capace comunque di registrare 4.3 yard di media a portata dietro una o-line del genere – in attesa che Todd Gurley torni a disposizione: il ginocchio è in via di guarigione, e ancora non ha ricevuto il permesso di allenarsi nei blitz pickup: per vedere con costanza il campo, dovrà almeno essere in grado di proteggere Nick Foles a dovere.

Chi invece ha grandi potenzialità e altrettanto grandi punti interrogativi sono i Philadelphia Eagles, che hanno apportato una specie di rivoluzione al roster, lasciando partire nel giro di pochi mesi tre titolari in posizioni fondamentali, come Foles (QB), McCoy (RB) e Evan Mathis (G).
L’attacco è particolarmente intrigante, avendo Kelly scelto giocatori dal potenziale estremamente elevato ma che portano con sé rischi tangibili, a cominciare da Sam Bradford. Ai Rams, Bradford ha dimostrato di poter essere un QB degno della prima scelta assoluta, salvo finire spesso e volentieri in infermeria per guai fisici assortiti. L’ex Oklahoma trovare agli Eagles un sistema di gioco che dovrebbe riportarlo indietro negli anni, proprio al tempo del college: grande velocità di esecuzione, tanti snap e passaggi corti e rapidi, proprio dove Bradford eccelle. Giocare dietro questa o-line, inoltre, dovrebbe aiutarlo: nonostante la partenza di Mathis, Jason Peters (LT), Jason Kelce (C) e Lane Johnson (RT), rappresentano un’ottima base di partenza per garantire al QB una adeguata protezione (lo scorso ano, solo 32 i sack concessi).
Il reparto RB ha tutto per essere il migliore della Lega, ma anche qui, le incognite sono presenti, soprattutto di livello fisico. Murray, tra i primi tre anni a Dallas e quelli al college, ha sofferto di parecchi problemi, alle ginocchia in particolare, mentre lo scorso anno, per salute e rendimento, è stato davvero magico. La o-line di Dallas lo ha aiutato a raggiungere 1845 yard su corsa, ottenute però con 392 portate: il rischio che il fisico gli presenti il conto degli sforzi un anno dopo c’è, è innegabile. Lo stesso vale per Ryan Mathews, che ai Chargers ha fatto vedere solo per una stagione quello di cui è capace, essere un franchise back, per via dei troppi infortuni. Darren Sproles è un terzo RB di extralusso,ideale per cambiare marcia all’attacco, essere utile con ricezioni fuori dal backfield (campo in cui anche gli altri due compagni di backfield si esprimono bene) e come ritornatore. Tra i WR spazio alla gioventù di Jordan Matthews, primo ricevitore, imponente, facile da trovare in endzone, e Nelson Agholor, che avrà il ruolo di deep threat che era di DeSean Jackson. Zach Ertz, nonostante abbia diviso il ruolo di TE con Brent Celek, è riuscito a mettere assieme 58 ricezioni per 702 yard.
Per quanto riguarda la difesa, il reparto più critico era sicuramente la difesa contro i passaggi, che lo scorso anno si è classificata penultima nel ranking (ben 74 passaggi da 20 o più yard completati), e ultima due anni fa, nonostante gli Eagles abbiano messo a segno il secondo maggior numero di sack. Il coordinator Billy Davis è infatti orientato verso il portare la maggior pressione possibile con il front seven, lasciando ai CB il compito di vedersela a uomo con i rispettivi marcatori. I risultati sono quelli che ho appena detto, anche per via di un personale non adeguato nella secondaria. Reparto in cui sono arrivati due nuovi CB, Walter Thurmond dai rivali divisionali dei Giants e Byron Maxwell dai Seahawks, con un contratto da 63 milioni in sei anni. Il trio della d-line Fletcher Cox-Cedric Thornton-Bennie Logan è il motivo per cui gli Eagles hanno finito al primo posto contro le corse (e ora si è aggiunto un formidabile tackler come il MLB Kiko Alonso, reduce però dalla rottura dei legamenti e arrivato via trade da Buffalo in cambio di McCoy), mentre gran parte della pass rush è compito della coppia Connor Barwin-Brandon Graham, che avrà l’occasione di partire titolare dopo la dipartita del veterano Trent Cole per Indianapolis.

Nov 2, 2014; Houston, TX, USA; Philadelphia Eagles outside linebacker Connor Barwin (98) applies pressure to Houston Texans quarterback Ryan Fitzpatrick (14) during the third quarter at NRG Stadium. The Eagles defeated the Texans 31-21. Mandatory Credit: Troy Taormina-USA TODAY Sports
Nov 2, 2014; Houston, TX, USA; Philadelphia Eagles outside linebacker Connor Barwin (98) applies pressure to Houston Texans quarterback Ryan Fitzpatrick (14) during the third quarter at NRG Stadium. The Eagles defeated the Texans 31-21. Mandatory Credit: Troy Taormina-USA TODAY Sports

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