Il Toro si gode il primato ma lo aspetta il Verona

TORINO – Finita la pausa per la Nazionale che vince ma non convince, il Toro di inizio stagione (decisamente convincente) si gode il primato a punteggio pieno e si appresta al terzo impegno di campionato: domenica prossima incontrerà il Verona di Andrea Mandorlini al “Bentegodi”.

UN DIESEL CHE CARBURA BENE – Tre partite ufficiali, tre volte in svantaggio nel primo tempo e tre volte in rimonta: la tendenza parla chiaro è un Toro che parte lento e si distrae facilmente, ma poi ha la forza di risalire la china. Se con Pescara e Frosinone è stato avvantaggiato dalla superiorità tecnica, colpisce molto di più quanto fatto contro la Fiorentina, che aveva dalla sua un organico da Europa League ed un brillante avvio di stagione.
L’impressione, dopo tante stagioni opache e le ultime due di ritorno alla competitività, è che Cairo e Petrachi possano davvero aver trovato l’alchimia giusto per un Toro da zona Europa: un mix tra giovani promettenti ma con esperienza da un lato, giocatori maturi ma ancora in grado di incidere.

IL BORSINO GRANATA: CHI SALE E CHI SCENDE – Due protagonisti su tutti nell’avvio di stagione: Baselli e Quagliarella. L’ex-Atalanta è stato finora il trascinatore di questo Toro, portando gioco e gol alla causa granata. Riguardo a Quagliarella, cercava riscatto e l’ha trovato l’anno scorso, ma sembra ritrovarlo anche quest’anno: è di gran lunga il più mobile ed incisivo degli attaccanti.

Fabio Quagliarella Torino

Riguardo a chi scende, si è visto ancora poca luce a centrocampo: Vives in particolare non sembra quello dell’anno scorso. Anche Maksimovic, tanto corteggiato nel calciomercato, ha iniziato tra luci ed ombre. Come se non bastasse, sul giovane serbo è caduta la tegola dell’infortunio al piede che lo terrà out per due mesi. Sembra quindi una difesa non ancora ai livelli dell’anno scorso ma un attacco decisamente più concreto, che può inoltre cintare su un Belotti in più (molto brillatne la sua amichevole contro la Pro Settimo).

ORA IL VERONA IN TRAFERTA – Come il Toro anche il Verona ha dalla sua una certa stabilità: stesso allenatore da anni, squadra rodata in tutti i reparti, guidata dal sempreverde Toni e rafforzata da un Pazzini in cerca di riscatto. Il Toro dovrà rinunciare a Maksimovic ma sono in forse anche Zappacosta ed Avelar. Dovrebbe invece rientrare Obi, infortunatosi con il Pescara in Coppa Italia. Chi vivrà vedrà, come sempre.

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