F1; a Monza Hamilton domina, il popolo rosso in delirio per Vettel

DOMINIO- le speranze della marea rossa di Monza sono state soddisfatte solo in parte; dopo l’insperata prima fila di Raikkonen, e il terzo posto di Vettel, si auspicava un altro miracolo in gara, che però non c’è stato. Lewis Hamilton ha dominato, dopo tutte e 4 le sessioni di prove, anche la gara, infliggendo quasi mezzo minuto di distacco a Vettel, e doppiando tutti gli avversari tranne 5. Anche gli episodi  hanno giocato a favore del campione del mondo, comunque ancora una volta irraggiungibile (costretto a spingere ben oltre il necessario per accumulare vantaggio in vista di un’ipotetica penalità, che poi non è stata applicata, per pressione irregolare delle gomme); di sicuro l’errore in partenza di Raikkonen, l’avversario più vicino, ma soprattutto il problema accusato da Rosberg nelle prove del sabato mattina, che lo hanno costretto ad affrontare qualifiche e gara con un propulsore usurato e depotenziato, e che non a caso non gli ha nemmeno consentito di vedere la bandiera a scacchi. Ora la lotta per il mondiale (se di lotta si può parlare) vede Hamilton volare a +53 sul compagno di squadra,  e anche se mancano 7 gare alla fine, la superiorità del campione del mondo sembra evidente, mentre quella della macchina è addirittura imbarazzante. I nuovi aggiornamenti motoristici e telaistici portati a Monza dalla Mercedes (i primi non sono stati però forniti ai team clienti, almeno in questa gara) hanno annullato i pur evidenti progressi del nuovo step della PU Ferrari; se Rosberg avesse potuto anch’egli qualificarsi e gareggiare con il nuovo motore, avremmo assistito all’ennesima doppietta argentata.

FERRARI- L’evoluzione 3 del motore di Maranello ha sicuramente migliorato potenza e trazione, le due componenti che più avevano difettato a Spa; soprattutto, Vettel e Raikkonen hanno duellato ad armi pari con le altre vetture motorizzate Mercedes, in termini di velocità di punta, essendo invece in vantaggio nella parte guidata della pista brianzola, cioè quella centrale. Raikkonen non ha avuto difficoltà ha superare, nella sua bella rimonta, anche le Force-India, molto veloci sul dritto, e il ritmo di gara delle rosse avrebbe probabilmente consentito loro, senza l’errore in partenza del finlandese e stante l’handicap di Rosberg, di ripetere in gara il risultato delle qualifiche. La vettura era equilibrata e veloce, più veloce anche delle Williams che, notoriamente nei circuiti da poco carico vanno bene, ma la Mercedes di Hamilton era imprendibile, e lo sarebbe stata, in normali condizioni, anche quella di Rosberg. Problemi di sottosterzo accusati al venerdi sono stati risolti con un buon lavoro sul set-up, mentre la configurazione telaistica ed aereodinamica scelta è stata, giustamente, quella pre-Spagna, cioè con meno carico, più adatta al velocissimo circuito lombardo. La questione è, se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto; in questo sport, non si possono annullare distacchi di secondi al giro in pochi mesi, e la Ferrari, che nel 2014 arrancava a metà schieramento, fin qui ha già ottenuto 2 vittorie e 9 podi, è saldamente seconda nella classifica costruttori e terza in quella piloti, e oggettivamente era il massimo che si potesse fare in questa stagione. Ricordiamo che passarono 21 anni dalla vittoria mondiale di Jody Scheckter al primo titolo di Michael Schumacher, e anch’egli attese 5 anni prima di laurearsi campione con la rossa; le prospettive per il 2016 sono confortanti, anche se, ad ascoltare i rumours del paddock, ci ritroveremo la Red-Bull motorizzata Mercedes, la Renault che probabilmente sarà proprietaria della scuderia Lotus e verosimilmente investirà molto di più su un team tutto suo, e che il binomio McLaren-Honda, non vorrà certo vivere un’altra stagione come questa.

RISULTATI- Grazie all’errore di Raikkonen e ai problemi di Rosberg, si è vista una Williams sul podio, quella di Felipe Massa, che di certo avrà sentito l’aria di casa con la marea rossa sotto di lui (poco edificanti i fischi a Lewis Hamilton e le urla da stadio per il ritiro di Rosberg), ma in generale dalle bianche vetture inglesi su questa pista ci aspettavamo qualcosa in più; gli altri clienti Mercedes, le Force India, hanno solo raccolto quanto era nelle loro possibilità, senza infamia e senza lode, mentre per la Lotus è stata una giornata da dimenticare, con entrambi i piloti ritirati nei primi 3 giri. Si sapeva che per Red Bull e Toro Rosso, quest’ultima anche costretta a scontare delle penalità, sarebbe stato forse il peggior weekend della stagione a cause delle carenze della PU Renault, ma Ricciardo e Kivyat  hanno comunque artigliato punti iridati, lottando con le Sauber motorizzate Ferrari (ma con uno step di sviluppo più arretrato), e in ogni caso, tutti questi piloti sono finiti doppiati e lontanissimi dai primi. Poco da dire, infine, sulla Mc Laren-Honda, anche stavolta più veloce (l’unica a finire la gara, quella di Button) solo delle Manor. In casa Honda ci si può “consolare” solo con le velocità di punta, che non erano malvage, dimostrando che le responsabilità di questa stagione disastrosa non sono solo da attribuire al motore.

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