Napoli, il Castellani è già il crocevia della stagione

NAPOLI – La stagione non è nemmeno – o quasi – iniziata e la partita contro l’Empoli, il destino così ha voluto, è già il primo esame per Sarri e la sua truppa. Purtroppo niente di più vero e contro la sua ex squadra dei miracoli, gli azzurri saranno costretti a conquistare i tre punti.

E’ GIA’ ESAME – Più che un esame sembra un test di ammissione, per capire se Sarri può davvero ambire ad una piazza ‘migliore’ di quella toscana. Per capire se è da Napoli, insomma. Questo è ciò che pensa Napoli, i tifosi e chi fa finta di capirci qualcosa di calcio. In realtà, sebbene l’attesa per i supporters azzurri sia quasi struggente dopo la pausa della Nazionale – e chi non freme? – ormai ansiosi di risultati, affamati di vittorie, il gruppo capeggiato da mister Sarri sembra tranquillo, al di là del ‘maledetto problema’ Gabbiadini, così come lo chiamava nel recente passato Benitez. Un esame nell’esame, quello di vincere e quello di poter far giocare tutti, anche i panchinari di lusso come l’ex Samp. E’ già esame, o forse un test. Non è troppo presto per i giudizi? Forse a Napoli il tempo va più veloce che altrove!

DESTINO CRUDELE – Proprio così. Sarri è costretto a misurare la forza della sua formazione proprio contro la squadra che gli ha permesso una chiamata da parte di una big del nostro campionato. Non certo una sfida come le altre, né per lui, né per gli ex Valdifiori o Hysai, soprattutto per Mirko che ha fatto praticamente tutta la gavetta nei toscani prima dell’occasione azzurra, colta al volo. Destino crudele, perché il Napoli in tutta la sua storia mai è riuscito a sfatare il tabù Castellani. Si contano solo tre pareggi degli azzurri e ben sei sconfitte per mano dell’Empoli, l’ultima proprio contro Sarri. Se non è destino questo, cos’è?

QUESTIONI DI TATTICA – Anche quest’anno c’è spazio ai dibattiti sulla formazione tipo che il Napoli dovrebbe avere in tutte le partite. L’anno scorso vittima era il 4-2-3-1 schierato dal tecnico spagnolo, con incertezze che si sono palesate evidenti in alcuni tratti della scorsa stagione. Quest’anno vitima è il 4-3-2-1 di Sarri, colpevole di non sfruttare al massimo l’artiglieria offensiva del Napoli. Ad onor del vero, qualche dubbio sul mancato utilizzo di Insigne/Mertens e Gabbiadini/Callejon esterni suscita qualche malumore, tranne però che in Sarri, convinto che giocare con due punte a sostegno di un trequartista possa dare maggiore profondità alla formazione ed il giusto equilibrio. Equilibrio che s’è visto nel primo quarto d’ora contro il Sassuolo e nei primi 55′ contro la Sampdoria, forse magari, con una condizione fisica migliore e qualche allenamento in più per affinare l’intesa, anche questo modulo, seppur veda dei noti sacrificati come Insigne in una trequarti anomala e Gabbiadini, a mio avviso uno spreco in panchina, possa portare i risultati che attende con ansia Sarri.

 

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