Forever Aquile: Fabio Tricarico

Tricarico

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Per il nuovo capitolo della rubrica torniamo ad occuparci di un giocatore un po’ di nicchia, noto, probabilmente, soprattutto agli appassionati, ma che, comunque, può annoverare, nel suo tabellino personale, una stagione in massima serie, in maglia Toro, e diverse esperienze con squadre ai vertici della serie cadetta. Un giocatore che allo Spezia ci ha giocato in due momenti diversi della sua carriera, separati tra loro da quasi 10 anni. La puntata di oggi è, infatti, dedicata a Fabio Tricarico.

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GLI INIZI – Tricarico nasce a Milano il 27 novembre 1969 e nella sua città comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, sulla sponda nerazzurra. Gioca centrocampista, di quelli che corrono tanto sulla linea mediana, “facendo legna”, spezzando le azioni avversarie, ma è anche dotato di un discreta intelligenza tattica. La prima esperienza tra i professionisti, dopo le giovanili nerazzurre, è nel Trapani, in C2, nell’88/89, dove mette insieme 20 presenze e 2 gol. Quindi ritorna alla base, ma non indossa mai la casacca interista in campionato, e, a gennaio, va al Castel di Sangro, sempre in C2, dove arriva a fine stagione con appena 6 presenze. La stagione 90/91 scende a farsi le ossa nel Breno, in Interregionale, quindi la successiva torna in C2, nella Centese, per 58 presenze totali e 2 gol. Nel 93/94, sale di categoria, attirando le attenzioni del Mantova, in C1, ma gioca appena 5 partite. Da qui lo preleva lo Spezia per la prima esperienza in bianconero.

LA PRIMA ESPERIENZA DA AQUILOTTO – Lo Spezia in cui arriva Tricarico all’inizio della stagione 94/95 è una squadra appena ripescata in C1, dopo la retrocessione della stagione precedente a seguito della sconfitta nei play out, ma con i guai economici di tante società che hanno portato al ripescaggio di praticamente tutte le squadre cadute in quarta serie. E’ una stagione di cambiamenti: Mastropasqua lascia il timone di Presidente a Sitta e la squadra viene quasi rivoluzionata, tanto che i confermati dalla stagione precedente, affidati ancora al tecnico Onofri, si potranno contare sulle dita di una mano. Tra i nuovi arrivi c’è, appunto, Tricarico che, nonostante i suoi 24 anni, viene visto con la personalità giusta per ricevere le chiavi del centrocampo aquilotto. E, infatti, non deluderà le attese, risultando uno dei più positivi di una stagione di buon livello giocata dalla squadra bianconera. Esordisce in maglia bianca in agosto, nel primo turno eliminatorio di Coppa Italia di C, giocato con la Carrarese, eliminata nel doppio confronto vincente (2-1 a Carrara, 1-0 al Picco), in cui il giovane centrocampista scenderà in campo in entrambe le partite, mentre nel turno successivo, che coinciderà con l’eliminazione dal torneo, sarà presente solo all’andata, nel pesante 0-3 casalingo con l’Empoli, mentre salterà il ritorno, la sconfitta per 1-0 in Toscana. In campionato esordisce subito alla prima, la vittoria casalinga per 3-2 con il Monza e, poi, giocherà 31 delle 33 partite restanti, ad ottimi livelli, saltando solo la Carrarese all’11^ (1-1) e la penultima, in casa, col Carpi (1-2). Realizza anche 4 gol: l’1-0 nell’1-1 casalingo con la Pistoiese alla 5^, ancora l’1-0 nel 3-2, sempre al Picco, con l’Alessandria, un altro 1-0 nel match vinto per 2-1 tra le mura amiche con la Spal, e, nuovamente un 1-0, ma stavolta definitivo, nella vittoriosa trasferta con l’Ospitaletto. Lo Spezia gioca un buon calcio, diverte e lotta ad armi pari con tutte le compagini in competizione per i posti di alta classifica, ad esclusione del Bologna che uccide il campionato (81 punti, 22 sulla seconda), e termina la stagione con un positivo 7° posto, a pari punti col Prato, con 49 punti, frutto di 12 vittorie, 13 pareggi e 9 sconfitte, a 8 punti dalla zona play off. La stagione positiva di Tricarico non passa inosservata e, infatti, a fine stagione, arriva la richiesta di un ambizioso Empoli.

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DIVERSE PROMOZIONI, MA UNA SOLA STAGIONE IN SERIE A – All’inizio della stagione 95/96, quindi, passa all’Empoli, sempre in C1 e nello stesso raggruppamento dello Spezia, di cui, con un giovane Spalletti in panchina, rappresenta una delle favorite alla salita in B. E la squadra toscana non disattende i pronostici, giungendo a fine stagione (nel corso della quale Tricarico incontra due volte gli ex compagni dello Spezia, rimediando una doppia vittoria per 3-1 al Picco e 2-1 in casa) terza e vincendo quindi i play off. In quella stessa stagione conquista anche la Coppa Italia di serie C. Tricarico, così, la stagione successiva può fare il suo esordio in B. Anche qui l’Empoli è tra i protagonisti, al punto da centrare il doppio salto, conquistando la promozione in A. Il centrocampista, però non sale con i compagni in massima serie e, dopo 64 presenze e 2 gol con gli azzurri, accetta la proposta del Torino, che milita in serie cadetta, ma cerca di tornare al più presto in A. Fallisce al primo tentativo, perdendo i play off, non al secondo, quando, arrivando 2°, conquista la promozione. E, stavolta, è esordio in serie A anche per Tricarico. Qui gioca per una sola stagione, per 27 volte, perché i granata retrocedono subito, per poi risalire nuovamente, da vincitori del campionato, quella successiva, la 00/01. A questo punto, dopo 144 presenze e 3 gol, le strade di Tricarico e del Torino si dividono, perché il giocatore si accasa alla Samp, ancora in B e, ancora, alla caccia della A. Anche questa volta a Tricarico e compagni ci vogliono due stagioni e, ancora una volta, come una sorta di cliché, infranto solo una volta in maglia Toro, raggiunta la promozione, Tricarico lascia la squadra, per accettare, a quasi 10 anni dalla prima esperienza, la nuova chiamata dello Spezia.

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IL RITORNO ALLO SPEZIA E LA COPPA ITALIA DI C – Lo Spezia della stagione 03/04 è una squadra con ambizioni di promozione, già mancata, per poco, la stagione precedente. Il Tricarico che arriva sul Golfo è, invece, un giocatore più maturo, ma con la stessa carica agonistica di 10 anni prima, così che, ancora un volta, non è difficile affidargli le chiavi del centrocampo. Il nuovo esordio avviene sempre in Coppa Italia di Serie C, nel girone eliminatorio a 5 squadre, alla prima partita, in trasferta, contro la Pistoiese, chiusa con una secca vittoria per 3-1. Gioca anche le due successive, mentre salta l’ultima, il 7-0 casalingo con la Carrarese. La competizione, anche in questo caso, si interromperà al turno successivo, con l’eliminazione ad opera della Sangiovannese (0-2 in trasferta, 3-1 in casa), in cui Tricarico gioca solo l’andata. In campionato, ancora una volta, il nuovo esordio avviene alla prima giornata, il pareggio interno col Lumezzane per 0-0 e, stavolta, le presenze stagionali saranno 31 su 34, senza, però, nessun gol all’attivo. L’annata si rivelerà una beffa: partenza a rilento che costerà la panchina alla 21^ a Stringara, a favore di Alessandrini, che, invece raddrizzerà la barra, ma non a sufficienza, tanto che lo Spezia chiuderà il torneo sesta, ad un punto dalla zona play off. Anche la stagione successiva vede un andamento discontinuo: c’è già da fare i conti con la divisione dei gironi, per la prima volta, “in senso verticale”, che pone lo Spezia di fronte alle trasferte al Sud contro realtà mai affrontate prima, in più la squadra manca di grinta e di mordente, oltre ad avere evidenti limiti tecnici, cosicché i risultati faticano a venire e alla 23^ giornata salta la panchina di Alessandrini, confermato dall’anno prima, dopo la sconfitta di Frosinone. Tricarico mette insieme 28 presenze in campionato, esordendo, anche questa volta, subito alla prima giornata, la vittoria sul campo della Torres. Dominissini, che sostituisce Alessandrini, non riesce a raddrizzare l’andamento del campionato, dove lo Spezia chiuderà 7° con 52 punti, a 7 dalla zona play off, mentre molto meglio riesce a fare in Coppa Italia di Serie C. Qui lo Spezia, sotto la guida di Alessandrini, supera il turno eliminatorio arrivando seconda in un girone a 5 con Massese, Carrarese, Sassuolo e Reggiana, i sedicesimi battendo il Castelnuovo (0-0 in trasferta e 3-0 al Picco) e gli ottavi contro la Lucchese (1-1 al Porta Elisa, 1-0 in casa). Quando prende il timone Dominissini, conduce la squadra al superamento dei quarti contro l’Ivrea (vittoria 1-0 fuori e 1-1 al Picco), della semifinale col Cittadella (sconfitta 2-0 a Cittadella, vittoria 3-0 in casa) e alla vittoria del trofeo battendo in finale il Frosinone grazie all’1-0 in trasferta e all’1-1 in casa. Tricarico gioca 10 partite di questo torneo, saltando solo le due partite dei sedicesimi, il ritorno dei quarti e l’andata della semifinale. Sarà, quindi, in campo al Picco per sollevare il trofeo, il suo secondo personale. A fine stagione, dopo un totale di 108 presenze e 4 gol, nelle varie competizioni, in maglia bianca, dice, stavolta definitivamente, addio allo Spezia.

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IL FINALE DI CARRIERA E IL DOPO, CON SCANDALO ANNESSO – Lasciato lo Spezia, si accasa al Monza, sempre in C1, dove per due stagioni consecutive fallisce l’aggancio alla B: nel torneo 05/06 (in cui incontra, nuovamente, da avversario gli ex compagni, con un 1-1 casalingo e una sconfitta 1-0 al Picco contro la squadra che salirà direttamente in B) perde la finale play off col Genoa, in quello successivo perde, ancora, la finale play off col Pisa. A questo punto, Tricarico dice addio al calcio professionistico e accetta la proposta del Renate in serie D, con cui gioca 2 stagioni. Quindi, il campionato 09/10, a 40 anni, lo gioca con la Rhodense in Promozione. A fine stagione decide che è arrivato il momento di appendere le scarpette al chiodo. Lasciato il calcio giocato, trova subito un impegno come osservatore, prima per il Torino e poi per il Catania. Nel 2013 diventa vicepresidente dell’associazione Free Players che raggruppa i giocatori svincolati, aiutandoli a tenersi in forma finché non trovano una nuova squadra. Da luglio dello stesso anno diventa Direttore Sportivo del Seregno in D, mentre a ottobre dell’anno successivo va a ricoprire il medesimo ruolo nella Pro Patria, da cui, però, viene licenziato a maggio 2015 per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sul calcioscommesse.

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Tricarico ds della Pro Patria

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