A tutta B: il Livorno che parte av…Vantaggiato, la canzone per Sau, il cartellino verde con l’anticipo di Spezia, Pro Vercelli e Avellino, il Morosini che fa sorridere e l’esordio di X e Y

IL LIVORNO PARTE AV…VANTAGGIATO – Buon numero di realizzazioni anche per la seconda giornata del campionato cadetto. Tra queste, tanti i giocatori che hanno bissato la marcatura della giornata precedente, così che comincia a delinearsi una classifica marcatori con ben due capogruppo. A 2 gol un bel gruppone: a Torregrossa, Maniero e De Luca, doppiettisti della scorsa settimana, a secco in questa, si vanno ad aggiungere, infatti, Castiglia, che segna il gol del pareggio della Pro Vercelli a La Spezia, Coronado, che continua la sua favola personale di “eroe per caso”, segnando il vantaggio del Trapani a Latina, Fedato, che segna il momentaneo 1-1 del Livorno a Como, Ferrari, autore del 2-0 casalingo del Lanciano con l’Ascoli, Galabinov, che segna l’illusorio vantaggio del Novara a Crotone, prima di subire la rimonta, Sau, che realizza il momentaneo vantaggio del Cagliari a Terni, Ragusa del Cesena, autore del momentaneo vantaggio del Cesena a Chiavari e Morosini, l’unico doppiettista di giornata, autore dei due gol che permettono al Brescia di ribaltare momentaneamente il risultato con la Salernitana. In testa alla classifica in due: Gabionetta (foto di copertina), che prosegue il suo straordinario inizio di stagione segnando il pareggio finale della Salernitana nella suddetta sfida col Brescia e Vantaggiato, che completa la rimonta del Livorno a Como. Visto che al brasiliano era dedicata la vetrina della scorsa settimana, questa puntata tocca proprio al bomber amaranto. Daniele Vantaggiato nasce a Brindisi nel 1984 e tra la sua città e Bari intraprende il percorso delle giovanili. Proprio con i galletti esordisce in B nella stagione 02/03, in cui mette insieme 5 presenze. La stagione successiva va in comproprietà al Crotone, in C1, dove con un bottino di 11 gol, di cui 2 nei play off, contribuisce al ritorno in serie cadetta dei calabresi. Resta un’altra stagione in B, realizzando altri 9 gol, nonostante una pausa generata dall’utilizzo di una pomata a base di cortisone che lo rende positivo al controllo antidoping, facendo scattare la sospensione cautelare fino al chiarimento della faccenda, che lo tiene lontano dai campi per più di un mese. Viste le buone cose cose fatte, il Bari riscatta il giocatore e lo riporta in biancorosso, ma la cose non vanno come le stagioni precedenti e, in una stagione e mezzo, realizza solo 7 gol, che lo rendono inviso ai tifosi. A gennaio 2007 va, quindi, a Pescara in prestito, dove, fino al termine della stagione, in 15 presenze, realizza altri 5 gol. Gli abruzzesi non riscattano, però, il giocatore a fine stagione, che torna, così, in Puglia per poi andare, in comproprietà, al Rimini, sempre in B, dove trova nuovamente lo smalto delle annate migliori: 12 gol la prima stagione, 13 nell’andata della seconda, quando diventa di proprietà dei romagnoli che lo conquistano alle buste. A gennaio 2009 passa al Parma, in compartecipazione, sempre in B, dove realizza 4 gol, mettendo il suo contributo alla promozione della squadra, che a fine stagione lo riscatta. Non segue, però, i compagni in massima serie, perché va in prestito al Torino, appena retrocesso in serie cadetta. Qui viene poco utilizzato e non segna gol, per cui chiede di essere ceduto e, a gennaio, va in comproprietà al Padova, dove resta per un stagione e mezza. Nella prima metà, contribuisce alla salvezza dei biancoscudati, segnando anche un gol nei play out, nella seconda segna 11 gol. All’inizio della stagione 11/12 passa in prestito al Bologna, con cui esordisce in A, ma qui mette insieme appena 2 presenze in campionato, prima di vedersi comminata una maxi squalifica per il coinvolgimento nelle indagini sul calcioscommesse. A dicembre 2012 la squalifica gli viene ridotta a 6 mesi, già scontati, per cui ritorna in forza al Padova, con cui chiude la stagione con 7 presenze, senza gol. Si ferma anche la successiva, in cui i suoi 5 gol non contribuiscono alla salvezza della squadra e, per di più, visto che la società non si iscrive alla Lega Pro, resta svincolato a fine stagione. A questo punto lo ingaggia il Livorno, con cui ha giocato l’intera scorsa stagione, segnando 15 gol. Ed è partito alla grande anche in questa: porta avanti 2-0 la sua squadra con una doppietta nella goleada con il Pescara alla prima giornata, mentre al 19′ del secondo tempo dell’ultimo turno, realizza, su rigore, il definitivo sorpasso del toscani ai danni del Como, regalando alla sua squadra la testa della classifica a punteggio pieno e a sé stesso quella della classifica cannonieri.

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LA SAU QUELLA CANZONE? – Il Cagliari, dopo la retrocessione in B della passata stagione, ha deciso di dare un taglio netto col passato, a costo anche di separazioni dolorose con chi la storia del Cagliari l’ha scritta, come Conti o Cossu. Così, come ultima bandiera della società sarda, anche come rappresentante di un profondo legame con la regione, è rimasto il solo Marco Sau, trattenuto nonostante la corte di squadre importanti, anche di massima serie. Sau, come detto, è un figlio della Sardegna, nato a Sorgono, in provincia di Nuoro, il 3 novembre 1987. Dalla Sardegna parte, cominciando la sua avventura calcistica nelle giovanili del Tonara, squadra della città dove è cresciuto, sempre nel nuorese, prima e del Cagliari poi, esperienze intervallate anche da una puntata di tre mesi in Scozia, in cui si allena con le giovanili del Guorock Youth e del Livingston. Ma, prima che possa tornare nella sua terra da calciatore, passeranno un po’ di anni, collezionando una serie di prolifiche esperienze in giro per l’Italia: Manfredonia (07/08, C1, 10 gol), Albinoleffe (08/09, B), Lecco (09/10, Lega Pro Prima Divisione, 4 gol), Foggia (10/11, Lega Pro Prima Divisione, 20 gol) e Juve Stabia (11/12, B, 21 gol). Finalmente nel 2012 il ritorno a casa, con l’esordio in A, condito subito da un gol. La prima stagione i gol sono 12, con anche la perla della doppietta segnata all’Inter, un calo nelle stagioni successive, con 6 gol la seconda e 7 la terza, la scorsa, quella della retrocessione. Questo non impedisce al giocatore di entrare nel giro della Nazionale, di stuzzicare gli appetiti di squadre importanti e di diventare un simbolo per la città e la squadra, soprattutto quando accetta di caricarsela sulle spalle, restando in serie cadetta per condurla al rapido ritorno in A. Miglior segnale non lo poteva dare se non con un inizio col botto, con due gol nelle prime due partite, il 3-0 nel poker casalingo rifilato al Crotone alla prima giornata e il gol del momentaneo vantaggio a Terni, quando, al 40′ del primo tempo, è il più lesto a farsi trovare in posizione sulla parabola discendente del pallone calciato da Farias da fuori area e stoppato da un difensore, per il preciso diagonale di destro che batte Sala. Talmente un simbolo per i sardi e per la Sardegna, da meritarsi, nel 2013, la dedica di una canzone, dal titolo, appunto, “Come Marco Sau”, ad opera dei rapper sardi Bravopie, Cool Caddish, Drino e Don P, in cui si esaltano le doti umane e calcistiche del giocatore, scomodando anche paragoni importanti con Riva e Zola.

IL CARTELLINO VERDE – Da ottobre partirà la nuova novità regolamentare, valida a partire da questa stagione, ovvero l’introduzione del cosiddetto cartellino verde, un cartellino “virtuale” con nessuna validità dal punto di vista tecnico e disciplinare. Sarà soltanto un modo per premiare i gesti più meritevoli della giornata: a fine partita l’arbitro si riunirà con i suoi collaboratori e deciderà insieme a loro se ci sono episodi da premiare con questo cartellino, così che possano essere portati all’attenzione di tutti, rappresentando un esempio da imitare. Sicuramente una iniziativa interessante in una Serie B che da diverse stagioni si distingue proprio per gli episodi edificanti dentro e fuori dal campo e che sono sfociati, alla fine della passata stagione, nella creazione di una vera e propria organizzazione, la B Solidale Onlus, allo scopo di recepire, coordinare e aiutare queste iniziative meritorie.

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SPEZIA, PRO VERCELLI E AVELLINO GIOCANO D’ANTICIPO – E senza neppure aspettare l’entrata in uso ufficiale di questo cartellino, qualche società si è già voluta segnalare per l’adesione a iniziative meritorie. Ad esempio Spezia e Pro Vercelli si sono organizzate affinché al termine della partita che le ha viste affrontarsi, venisse indetta un’asta, con in palio le maglie autografate di Catellani, Chichizola e Marchi allo scopo di raccogliere fondi per il piccolo Giovanni Battista. Il bambino, che oggi ha 9 anni, fin da quando è nato, prematuro di sette mesi, è già stato sottoposto a 3 interventi a cuore aperto e, a fine settembre, dovrà essere sottoposto all’ennesimo, con i genitori, però, che, avendo dovuto lasciare il lavoro per assisterlo a pieno, sono in difficoltà economiche. E’ stato il Gaslini a segnalare questo caso alla fondazione presieduta da Eliana Danielli, la moglie del tecnico dei piemontesi Scazzola “Insieme per il Gaslini – Gli amici di Virginia Marialinda Scazzola” dedicata proprio alla figlia della coppia che anni fa subì un destino analogo al piccolo Giovanni Battista, riuscendo a superare il periodo più critico. Già alla fine della scorsa stagione il tecnico aquilotto Bjelica aveva donato il ricavato della vendita della sua biografia allo scopo, adesso la raccolta dei fondi ricavati dalle aste per le maglie di questi 3 giocatori molto amati dai propri tifosi, potrebbe portare nuove importanti entrate. Ad Avellino, invece, si è pensato alla sicurezza dei giocatori in campo, dato che, prima dell’inizio dell’incontro casalingo di sabato, il presidente della Clinica Montevergine, l’avvocato Paolo Iannone, ha donato al patron dell’Avellino Taccone, con consegna avvenuta in campo di fronte al folto pubblico, un defibrillatore di nuovissima generazione, indispensabile per prestare soccorso a giocatori e tifosi, affinché non si debba più assistere a tragedie come nel recente passato.

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UN MOROSINI CHE FA SORRIDERE – E, ovviamente, parlando di tragedie in campo e defibrillatori, la memoria non può che andare a Pierpaolo Morosini, il giovane giocatore amaranto, morto in campo nel corso di Pescara-Livorno. Da allora il nome di Morosini porta alla mente tristi pensieri. A riassociare un sorriso a questo cognome, soprattutto sul volto dei suoi tifosi, ma non solo, sta provando un giovanissimo, Leonardo Morosini, trequartista del Brescia, uno dei protagonisti della seconda giornata. Nato a Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, il 13 ottobre 1995, è cresciuto calcisticamente nelle giovanili delle rivali rondinelle. Raggiunta la Primavera, dalla scorsa stagione è nel giro della prima squadra, in cui, nel passato campionato, ha fatto mettere a referto 5 presenze e 1 gol, trattato all’interno di questa rubrica. Entrato nel giro dei titolari all’inizio di questa stagione, quando sembrava che la squadra dovesse militare in Lega Pro, lo è rimasto anche a seguito del ripescaggio e del conseguente mercato di riparazione della squadra bresciana, come segno della grande fiducia che ha in lui la società e lo staff tecnico. Fiducia pienamente ripagata sabato dal giovane, che tra l’altro dimostra di essere non solo un bravo atleta, ma anche una testa pensante del panorama calcistico, iscritto all’Università di Lingue on line, appassionato di musica, sia come cantante che come suonatore di pianoforte, dotato di un’interessante proprietà di linguaggio, come dimostrato nel corso delle interviste post partita: al 56′ della partita interna con la Salernitana, pareggia il gol di Schiavi con un tiro teso, rasoterra, dal limite che si insacca imparabilmente all’angolino basso sinistro e al 79′ è il più lesto a raccogliere la palla uscita da una mischia all’interno dell’area, e, dopo essersi girato su sé stesso, insaccare dal limite dell’area piccola il momentaneo 2-1, prima che Gabionetta pareggi nel finale.

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X E Y ALL’ESORDIO – E sabato ha visto scendere in campo per la prima volta anche le ultime due ripescate, l’Ascoli e l’Entella, dispensate nella prima giornata, proprio perché il tabellone le aveva messe contro. L’Ascoli, lontano dalla B da qualche anno, è ripartito dalla trasferta di Lanciano, ma non ha cominciato nel migliore dei modi, punito dalla prodezza su punizione del solito Mammarella e dal gol di Ferrari a 20′ dalla fine. Meglio è andata alla Virtus Entella, assente dalla cadetteria solo da qualche mese, che è ripartita con l’importante affermazione, in rimonta, sul Cesena: dopo il vantaggio del solito Ragusa al quarto d’ora, ci sono voluti i gol di Sestu nel recupero del primo tempo e del nuovo Caputo a inizio ripresa, per incamerare i primi 3 punti della stagione. I bianconeri marchigiani si sono presi la loro rivincita nel recupero della gara della prima giornata, giocata ieri, in cui si sono imposti per 1-0 grazie ad un gol segnato sugli sviluppi di un calcio d’angolo, subito al 4′, dal capitano Antonini, l’ex giocatore di Milan e Genoa arrivato in squadra durante il recente prolungamento di mercato. Poi, nonostante il ritorno dell’Entella, i bianconeri hanno serrato le file, portando fino al termine l’importante risultato che regala i primi 3 punti stagionali anche alla squadra di Petrone.

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