Roma – Barcellona (1-1): All’Olimpico Suarez prova la rapina da tre punti, risponde Florenzi rubando la scena

STADIO OLIMPICO – Si apre la Champions 2015/16 con i riflettori puntati sul manto erboso della Capitale. I capitolini ospitano, nella prima gara del girone E, il Barça dell’ex tecnico Luis Enrique. L’attacco blaugrana vale da solo il prezzo del biglietto, Garcia schiera un centrocampo multisfaccettato con la difesa confermata dopo l’ultima gara di campionato e attacco a tre composto da Dzeko centravanti supportato dalle ali Salah-Falque. Sotto il profilo tecnico tanto di cappello agli ospiti che con le sole accelerazioni di Messi & co. hanno creato più di un grattacapo alla retroguardia giallorossa. Al gol di Suarez al 21’ risponde dopo dieci minuti Florenzi con una rete da distanza siderale. Ripresa a toni alternati con il Barcellona a creare occasioni e la Roma a onorare il suo pubblico con le unghie e i denti. Buona la prima.

PRIMO TEMPO – Fischia Kuipers e attaccano gli ospiti per i primi dieci minuti della gara, Messi si rende pericoloso dopo essersi accentrato dalla destra con un tiro centrale ma non di molto alto. Replica Dzeko autore di un pregevole tunnel ai danni di Pique e Salah che è dotato nello sprint ma deficitario nell’arresto infatti in un paio di occasioni quasi in prossimità dell’area perde la sfera. Al 17’ bravo De Rossi a sventare una minaccia portata dagli ospiti respingendo lontano dai pali di Sczezny. Ma gli undici di Luis Enrique (applaudito all’Olimpico) premono e trovano alla fine il gol del vantaggio seppur contestato da Garcia per un presunto fuorigioco e un fallo non fischiato in precedenza su Digne. Fatto sta che Suarez sbuca alle spalle di tutti e deposita di testa a porta vuota un assist col contagiri di Rakitic che ha messo fuori causa la difesa. Per un attimo la Roma va in confusione soprattutto a centrocampo, poi ritrova la giusta concentrazione e si riaffaccia al 27’ con Digne che crossa dalla fascia ma trova sicuro in uscita Ter Stegen. Da segnalare il dente avvelenato di Falque (ex cantera Barcellona) che ha disputato una flo golgara di sacrificio così come Florenzi il quale al 31’ pareggia i conti con un gol che da applausi sa quasi di offesa: Ter Stegen è leggermente fuori dai pali, il terzino infila in rete una traiettoria dalla linea di centrocampo che una volta fotografata andrebbe inserita nei libri di Arte. Un vero capolavoro. La difesa giallorossa è rimasta diligente senza troppe sbavature con Digne e Rudiger ben inseriti con il resto del reparto. Dopo la chiusura di Sczezny sulla serpentina di Messi e il tiro da fuori di Nainggolan respinto dal portiere ospite, la Roma chiude in crescendo con Salah che continua a galoppare sulla corsia ma arriva alla conclusione stanco.

SECONDO TEMPO – al minuto 47 ci provano in tandem Messi e Suarez. L’attaccante uruguayano mette K.O. Sczezny per un intervento scomposto in scivolata. Entra De Sanctis incoraggiato dallo stadio e anche da Maicon in panchina. La gara di Rafinha dura solo novanta secondi, appena entrato per Rakitic esce per un fallo costato il giallo a Nainggolan. I campioni d’Europa in carica hanno nel DNA quella fitta trama di passaggi (tiki taka per intenderci) che se trova un avversario disattento diventa una goleada. Brava la Roma a ringhiare sulle gambe dei portatori balugrana e chiudere gli spazi anche nell’ultimo quarto di gara, con Manolas colonna della difesa e Florenzi che non ha mollato un centimetro di fronte all’attacco stellare tutto sudamericano. Al 78’ Messi fortunato nel rimpallo su Rudiger tira a sorpresa e prende la parte alta della traversa. Un esausto ed esemplare Florenzi lascia il posto a Torosidis e Iturbe subentra a Falque. Totti si scalda ma rimane in panchina. L’ultima conclusione targata Roma è un tiro di Dzeko al minuto 88 sporcato dalla difesa spagnola dopo un buono scambio sulla destra tra Salah e Torsosidis. I catalani chiudono in attacco e provano con insistenza a cercare la via del gol, i padroni di casa restano sul pezzo fino al fischio finale quando De Sanctis nel recupero è risultato decisivo negli interventi in uscita sui corner e sull’ultima conclusione dal limite neutralizzata a terra poco prima del triplice fischio. Il sorriso è stampato sul volto di entrambe le squadre, bene la Roma che aveva il timore di abbassarsi con il passare della gara di fronte ad una grande come il Barcellona. Luis Enrique voleva sicuramente i tre punti ma la compagine capitolina ha dimostrato di essere partita in questa Champions con un’altra mentalità.

ROMA – BARCELLONA 1-1 (1-1)

Roma (4-3-3): Szcezny (47’ De Sanctis); Florenzi (85’ Torosidis), Manolas, Rudiger, Digne; Keita, De Rossi, Nainggolan; Dzeko, Falque (81’ Iturbe), Salah. All. Garcia

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi, PIquè, Mathieu, Alba; Iniesta, Rakitic (61’ Rafinha inf. 63’ Mascherano), Busquets; Neymar, Messi, Suarez. All. Luis Enrique.

Marcatori: 21’ Suarez (B), 31’ Florenzi (R)

Ammoniti: 63’ Nainggolan (R), 75’ PIquè (B)

Arbitro: Kuipers (NED)

MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Florenzi 8. Una gara da incorniciare per un professionista che non si risparmia fino al momento di scambiare la maglia con l’avversario. Continuo, attento, puntuale e leader nelle situazioni in cui la Roma fatica a rifiatare. Complimenti.

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