F1, Vettel trionfa a Singapore, Mercedes in crisi?

TRIONFO- Sebastian Vettel coglie il terzo successo stagionale, riportando la Ferrari in pole-position dopo ben 60 gran premi (addirittura per l’ultima partenza al palo sull’asciutto si deve risalire a Singapore 2010), e dominando la gara dall’inizio alla fine, nonostante la doppia entrata della safety car che per due volte gli azzera il vantaggio sull’indomito Ricciardo. Sicuramente il campione tedesco, che con 42 successi in F1 ha ieri superato Senna, diventando il terzo pilota più vittorioso di sempre dopo Schumacher e Prost, ci ha messo del suo, sia in qualifica con un giro mostruoso, che in gara con una prestazione da vero fuoriclasse, senza errori e senza mai perdere la concentrazione, e considerata anche la prestazione dell’altra Ferrari, con Raikkonen che, pur buon terzo, non ha mai dato l’impressione di poter insidiare Ricciardo o il compagno di squadra; ma resta il fatto che la Ferrari, su una pista cittadina simile a quella di Budapest, e con temperature alte nonostante si corresse in notturna, ha manifestato una netta superiorità tecnica, insidiata solo dalla Red Bull, mai cosi competitiva in questa stagione. Al di là di analisi tecniche, il ritiro di Hamilton riapre anche inattese prospettive mondiali per la rossa; Vettel si trova a soli 8 punti da Rosberg, e a 49 dal campione del mondo, quando mancano 6 gare alla fine. Nelle ultime due gare la Mercedes ha avuto ben due ritiri, dimostrando di essere vulnerabile sul piano dell’affidabilità, se messa sotto pressione. Soprattutto, l’inerzia psicologica è favorevole alla Ferrari, cha appare unita e motivata dietro al suo campione per sfruttare ogni occasione che dovesse presentarsi da qui alla fine, consapevole peraltro che molto è già stato fatto e che c’è ben poco da perdere.

MERCEDES, CHE SUCCEDE?- la migliore Ferrari a Monza aveva 3 decimi scarsi di distacco in qualifica dalla migliore Mercedes, qui aveva un secondo e mezzo di vantaggio; solo per la diversità del circuito? La rossa a Singapore non ha portato novità aerodinamiche o motoristiche significative, se non ripresentare il pacchetto aerodinamico col massimo carico, già visto a Budapest; la Mercedes ha già speso tutti i gettoni disponibili per lo sviluppo della PU, ma su una pista cittadina ci può stare che il motore non faccia la differenza, affidabilità a parte. La grossa novità è che le frecce d’argento, che venivano da due anni di dominio assoluto in qualifica (gli era sfuggita solo la pole di Austria 2014, peraltro a vantaggio della Williams, altro motore stellato), sono state più lente con ogni tipo di configurazione, in prova e in gara, con gomme soft e supersoft. In questo sport non esiste la “giornata storta”, se vai più piano con entrambe le vetture, c’è un motivo. Le malelingue parlano della pressione delle gomme, che già  fu messa sotto accusa a Monza, e che si dice fosse irregolare nella scuderia di Stoccarda, e ora è supercontrollata. Sta di fatto che non si dovrà aspettare molto per la controprova; domenica si corre a Suzuka, una pista vera, molto simile a Silverstone e Spa, senza possibilità reali di aggiornamenti tecnici, se non specifici per il tipo di pista. Se la deludente prestazione delle Mercedes a Singapore è dovuta esclusivamente alle caratteristiche del circuito, magari sommate ad assetti e setup sbagliati, domenica si tornerà al consueto ritornello Hamilton-Rosberg. Vedremo

RESTO- dopo quasi due anni, nessun motore Mercedes si è schierato nelle prime due file. La Williams, su una pista per lei decisamente ostica,  ha comunque colto un buon quinto posto con Bottas, favorito anche dai guai altrui, compresi quelli capitati a Massa, prima tamponato da un Hulkenberg troppo irruento, e poi tradito dal cambio. Detto della Red Bull, forse in procinto di diventare cliente dei motori Ferrari, che qui poteva nascondere al massimo le carenze del motore Renault, e che ha ancora una volta mostrato un ottimo carico aereodinamico e un grande pilota, Ricciardo, l’unico ad insidiare Vettel in gara (mentre Kivyat, autore di un’ottima qualifica, è stato penalizzato dalle safety car in gara), dobbiamo ancora una volta segnalare la grande prova dei ragazzi terribili della Toro Rosso (per la quale vale lo stesso discorso tecnico della Red Bull), con Verstappen che, rimasto fermo sulla griglia e ultimo dopo il primo passaggio, è risalito fino all’ottava posizione, su una pista dove i sorpassi non sono semplici e con, probabilmente, la macchina con meno velocità di punta del lotto, e ha anche platealmente disobbedito all’ordine di scuderia che gli imponeva di far passare Sainz. In generale, delusione per tutti i clienti Mercedes (d’accordo la pista, ma non è che il nuovo step evolutivo della PU sia in realtà un’involuzione?), con le Lotus lontanissime dai primi ed entrambe fuori dei punti, e con l’unica Force India al traguardo, quella di Perez, che coglie un faticoso settimo posto con le Toro Rosso alle calcagna, salvandosi dal sorpasso solo grazie alla velocità di punta. Deludenti le Sauber, che qui portavano un pacchetto aerodinamico aggiornato, ma mai in gara e alla fine con un misero decimo posto colto da Nasr. Entrambe ritirate le McLaren, che in qualifica però non erano andate male avendo entrambe superato la Q1 (anche per loro vale il discorso Red Bull; la pista cittadina nascondeva almeno le carenze motoristiche); alla vigilia della Gran Premio di casa della Honda, Alonso e Button tenteranno, non si sa con quali reali speranze, di evitare un’altra brutta figura, visto che al gap di prestazioni si aggiunge anche la scarsa affidabilità (ben 14 ritiri finora su 26 partenze) .

 

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