JUVENTUS-FROSINONE 1-1, LUCI ED OMBRE A TORINO

Si conclude con un inaspettato ed incredibile 1-1 la sfida dello Juventus Stadium.
La Juve spreca troppo, ma non demerita, ma l’ordine e la voglia di giocarsela dei ciociari meritano alla fine un fortunato e fortunoso pareggio, che bene fa al morale più che alla classifica della Stellone band.

PRIMO TEMPO – Inedita Juve, con Allegri che basandosi probabilmente sullo spessore non elevato dell’avversario si concede un turn-over in alcuni ruoli ed un esperimento tattico.
Fuori Buffon e dentro Neto, fuori Chiellini, fuori Mandzukic e Dybala, fuori Hernanes. Il tecnico Livornese schiera un inedito 4-5-1, che di fatto è un non perfetto 4-2-3-1,
con due terzini che spingono con Lichtsteiner e Alex Sandro, due mastini davanti alla difesa come Lemina (ottima la prova del Francesino) e Sturaro (bene anche lui), Pogba a fare da raccordo e Cuadrado e Pereyra (schierato leggermente a sinistra) a creare ed attaccare a supporto di un unico attaccante di movimento, Zaza.
Il Frosinone risponde con una squadra di fatto abbottonata, al di là del modulo, attenta a stare strettissima sia in difesa, che nei rari controattacchi. La lunghezza, visto la
bravura degli avversari nell’ 1 contro 1, stasera è vietata.
La Juve prende il pallino del gioco dall’inizo, crea, ma compie almeno un errore ed ha almeno una debolezza intrinseca con questo modulo. Infatti avendo fascie fortissime, tende a crossare tantissimo, e con un attaccante di movimento “alla Henry” (ci si perdoni l’irriverentissima citazione) sarebbe molto meglio giocare palla a terra, per innescarlo in profondità e consentirli di aprire la difesa per gli inserimenti dei tre centrocampisti offensivi.
Ne risulta una Juve creativa, volitiva ma inconcludente, dove Zaza è totalmente disorientato.
Il Frosinone nel finale, dopo un gran colpo di testa di Pogba che si stampa sulla traversa, prova anche a salire, e forse meriterebbe un rigore su di un tocco di braccio (molto
ravvicinato e vicino al corpo) di Barzagli dopo addiruttura aver preso un palo.
Si va al riposo sullo 0-0, e seppur la prova dei Bianconeri sia positiva, si capisce che ci vuole una svolta.

SECONDO TEMPO – Allegri corre ai ripari, fuori Sturaro per Dybala e Lichtsteiner per Chiellini. Si torna ad un 4-4-2 con i due “piccoli” davanti, e la Juve ritorna concreta.
Cuadrado crea superiorità, Dybala entra subito nel gioco e soprattutto ci entra Zaza, che con un bel tiro da fuori da l’1-0 e segna il suo primo goal in Bianconero.
Il Frosinone pare fuori dai giochi, non ne prende più una. Solo l’imprecisione degli Juventini e la forza della disperazione mantegono viva la partita, più per il risultato
che nella realtà, almeno sembra. Soddimo prende in mano i suoi, ma da solo può fare poco, e non essendo Messi può fare ancora meno, nonostante abbia classe e quantità.
Nel finale, però, avviene la svolta. Zaza e Lemina si fanno male (stiramento su una goffa apertura del secondo per l’Italiano, crampi per il secondo), manca un quarto d’ora ed Allegri deve operare una scelta, e compie quella più logica, ovvero togliere chi ha avuto uno stiramento, seppur lieve, ma sarà una scelta fatale. La Juve ritorna ad uno davanti, al nove di movimento, e ritorna però a fare lo stesso errore di 50 minuti prima, ovvero crossare e ricrossare senza motivo, e questo, sommato alla scarsa fredezza in fase realizzativa di Pogba e Cuadrado (buona prova dei due, comunque), non
chiude la partita come potrebbe e dovrebbe in ogni momento. Ciò nonostante, il Frosinone non pare in grado di impensierire neanche per errore la solida difesa Juventina, mentre Stellone ordina ai suoi di stare a tre stabili davanti, rischiando gli uno contro uno della Juventus ma giocando alla “che Dio ce la mandi buona”.
Buona gliela manderà non Dio ma la sorte e la Juve, che al 92′ dopo minuti e minuti di possesso palla e di occasioni concede un angolo, sugli sviluppi del quale Blanchard impatta di testa approfittando della scelta di tempo di Pogba, che balla un walzer su di un quattro/quarti a 120 bpm ed ovviamente cicca la palla. Ci sarà tanto da lavorare ancora per Allegri, che dovrà decidere di sperimentare meno per non buttare via punti, anche se dopo i tanti innesti di quest’Estate lo si può comprendere, anche se la Juve almeno continuando così si riprenderà; ha sicuramente identità di nuovo, deve ritrovare la cattiveria e gli automatismi.

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