F1, dopo il sogno la Ferrari si risveglia; Si ritorna all’antico con l’argento davanti a tutti

GP_SPAGNA_F1_2012

RISVEGLIO- La prova del 9 di Suzuka ha dato un esito previsto e prevedibile; evidentemente la prova incolore della Mercedes a Singapore era dovuta, oltre alle caratteristiche della pista, solo ad una serie di set-up meccanici errati. Dopo una sola settimana, su una pista autentica, forse la più tecnica dell’intera stagione,  le frecce d’argento hanno riconquistato l’intera prima fila dello schieramento, e l’ennesima doppietta al traguardo.  I sogni mondiali di Vettel e della Ferrari, troppo frettolosamente aperti dopo la magica notte di Singapore, si sono bruscamente volatilizzati, insieme, probabilmente, a quelli di Nico Rosberg, ancora una volta costretto al ruolo di gregario di Lewis Hamilton, nonostante la pole-position. Il campione del mondo, con molto mestiere e furbizia, lo ha affiancato alla prima curva portandolo quasi all’uscita di pista e a perdere due posizioni, con una manovra dura ma regolare, e lì la gara si è decisa. Rosberg, a giudicare dalle dichiarazioni e dall’atteggiamento verso il compagno a fine gara (i due si sono completamente ignorati), gli attribuisce una scorrettezza, ma può solo recriminare con se stesso per la partenza non esaltante, e per la pioggia notturna che, lavando la pista, gli ha fatto perdere il vantaggio del lato pulito in partenza. In ogni caso, con 48 punti di distacco in classifica, e 8 vittorie di Hamilton contro 3, Rosberg ha poco da lamentarsi; sarebbe bene che ammettesse con se stesso di essere più lento del compagno, e se valga la pena continuare a raccogliere secondi posti in una scuderia vincente, oppure cimentarsi in una nuova sfida con una macchina, però, almeno all’inizio, meno performante. Hamilton, in attesa di circuiti forse meno adatti alla Mercedes, può contare su un vantaggio pressochè incolmabile, e a meno di ripetuti problemi di affidabilità, potrà gestire tranquillamente da qui alla fine.

FERRARI- dopo l’ubriacatura di Singapore, era prevedibile che si tornasse sulla terra e cosi è stato. La casa di Maranello ha comunque ottenuto il risultato minimo, il terzo posto, sommato al quarto di Raikkonen, e ha preceduto le Williams, le avversarie più pericolose su questa pista. Hamilton ha sicuramente passeggiato nella seconda parte di gara, e non si può dire quanto il distacco finale di 20 secondi sia reale, cosi come i 7 decimi in prova in una q3 interrotta prematuramente, ma è un  fatto che Rosberg ha superato la Ferrari solo nel pit stop, e Vettel è rimasto sempre nei paraggi della seconda Mercedes. Sulla pista forse più sfavorevole dell’intera stagione, la rossa ha confermato i suoi progressi, e certamente ci saranno altre occasioni da qui alla fine per vincere. Resta da chiedersi perché Kimi Raikkonen anche stavolta abbia chiuso lontano dal compagno, dovendo a sua volta superare Bottas, con gomme medie già usurate contro le sue hard seminuove, solamente al pit stop, e mai in grado di fare gli stessi tempi di Vettel , nonchè autore di diversi bloccaggi e “lunghi”. I progressi della macchina, specie nella parte motoristica, sono evidenti, e con un vero fuoriclasse come Sebastian l’anno prossimo si potrà puntare al titolo; resta qualche dubbio sulla scelta di riconfermare Raikkonen, anche se, dopo tante rivoluzioni, forse giustamente è stata preferita la continuità.

RESTO- Detto della Williams, con Massa che ha compromesso la sua gara e quella di Ricciardo con una toccata in partenza, arrivata quasi inevitabilmente quinta con Bottas; quasi ingiudicabile la Red Bull, con Kivyat costretto, dopo lo spettacolare incidente al sabato, a partire dai box con macchina riassemblata e quindi (ricordiamo che non esistono più le auto di scorta o “muletti”) con grossi problemi, specie ai freni,  e con Ricciardo, come detto, mai in gara,  c’è da sottolineare invece l’ottima prestazione della Lotus; nonostante gravissimi problemi economici (a Suzuka non avevano nemmeno un loro stand per l’ospitalità) l’attesa per l’acquisto da parte della Renault, e l’ormai certa firma di Grosjean per la nuova scuderia Haas motorizzata Ferrari, entrambe le vetture hanno chiuso nei punti. Cosi cosi la Force-India; buon sesto Hulkemberg, mentre Perez, dopo un’uscita di pista all’inizio, ha faticato a saltare la Sauber di Ericsson in crisi di gomme ed è rimasto fuori dai primi dieci. Ancora tanti sorpassi e duelli dai due bambini terribili della Toro Rosso, finiti entrambi a punti su una pista dove comunque le carenze della PU francese non potevano non farsi sentire, facendo quindi meglio della sorella maggiore austriaca. Lontanissime le Sauber a cui gli ultimi sviluppi aerodinamici sembrano aver portato più problemi nuovi che soluzioni ai vecchi. La notizia di giornata è però sicuramente il team-radio di Alonso, nel gran premio di casa e con l’intero vertice della Honda, compreso il presidente Haghico, in tribuna; “abbiamo un motore da GP2!”. Al di là delle dichiarazioni di circostanza, prima e dopo la gara, e anche dei lauti stipendi che i piloti percepiscono, è frustrante per un campione del mondo vedersi saltare a metà rettilineo e dover lottare, se va bene, per dei decimi posti, finendo regolarmente doppiati. Alonso poi, e lo ha dimostrato lo scorso anno in Ferrari, non ama il gioco di squadra e, 34 anni, sa di avere poco tempo per tornare a vincere e quindi la pazienza non è esattamente il suo forte. La Honda non può permettersi un’altra stagione di figuracce, e nemmeno la Mc Laren. Tutta la F1 ha interesse a rivederli in alto, per lo spettacolo, oltre che per la storia. Auguriamoci che vada cosi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *