Forever Aquile: Pablo Hernan Dellafiore, da un nerazzurro all’altro, passando per il Picco

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Dopo essersi occupati di panchina, con un personaggio molto noto sia nel ruolo di calciatore che di tecnico, questa puntata si torna sul campo di calcio e ci si occupa di un giocatore un po’ di nicchia, tuttora in attività. Un calciatore che, partito come giovane di buone speranze, ruolo nel quale è giunto in maglia bianca, ha un po’ disatteso le aspettative proseguendo un’onesta carriera senza lampi tra i campi di A e B, dove tuttora dà il suo contributo. La puntata di oggi è dedicata a Pablo Hernan Dellafiore.

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ITALIANO D’ARGENTINA – Dellafiore nasce a Buenos Aires il 2 febbraio 1985 da genitori italiani. Resta in Sudamerica fino ai 4 anni, quando la sua famiglia fa ritorno in Italia. Qui comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, come difensore, delle file dell’Inter, con cui fa tutta la trafila delle giovanili, fino ad arrivare alla rosa della prima squadra nella stagione 04/05, pur senza mai scendere in campo in campionato. In possesso del doppio passaporto, sceglie di giocare nell’Italia e, infatti, già in questi anni entra nel giro delle Nazionali giovanili, mettendo insieme 3 presenze nella U15 e 3 nella U20 (la sua carriera con le rappresentative Nazionali proseguirà, poi, con 1 presenza in U21 e 3 nella Olimpica). Con la maglia nerazzurra, invece, esordisce in Champions League, contro l’Anderlecht, a dicembre 2004, prima di cominciare il suo giro di prestiti, passando, nel gennaio 2005, allo Spezia, per cominciare a farsi le ossa.

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LA BREVE PARENTESI SUL GOLFO – Lo Spezia della stagione 2004/05 è una squadra che vuole ben figurare in C1, non attrezzata per competere per la promozione diretta, ma con tutte le carte in regola per arrivare ai play off. Ad inizio stagione la squadra è affidata nelle mani di Alessandrini, ma le cose non girano come dovrebbero, anche perché, per la divisione verticale dell’Italia nei due gironi, per la prima volta si trova a dover affrontare le calde realtà del Sud. Quando, a gennaio 2005, Dellafiore, nell’ambito della collaborazione tra gli aquilotti e i nerazzurri, che in questi anni porta diversi giovani a giocare con la maglia bianconera,  approda allo Spezia, la squadra viaggia a metà classifica in campionato e deve giocare gli Ottavi di Coppa Italia di C. In campionato fa il suo esordio alla 21^ giornata, da titolare nell’impegno in trasferta con la Cremonese, la squadra che a fine torneo salirà diretta in B, partita che si chiuderà sul 2-2. Nelle restanti 16 giornate che mancano alla fine della stagione, scende in campo altre 12 volte, sempre da titolare, sia con Alessandrini, che con Dominissini, che, alla 24^ giornata, dopo la sconfitta di Frosinone che porta all’esonero del collega, gli subentra. Il giovane offre delle buone prove, ma questo non impedisce allo Spezia di chiudere il campionato al 7° posto, con 52 punti (13 vittorie, 13 pareggi, 10 sconfitte), a 7 dalla zona play off, rappresentata dal Frosinone a 59. Meglio vanno le cose in Coppa Italia di C. Dopo il suo arrivo , Dellafiore gioca tutte le partite che portano gli aquilotti alla finale: gli ottavi con la Lucchese (1-1 al Porta Elisa, 1-0 al Picco), i quarti con l’Ivrea (1-0 in trasferta, 1-1 in casa), la semifinale col Cittadella (sconfitta per 2-0 fuori, vittoria per 3-0 a La Spezia). Nella finale col Frosinone gioca l’andata, in trasferta, in cui gli aquilotti si impongono per 1-0, mentre salta il ritorno al Picco, dove l’1-1 regala il trofeo allo Spezia, che, comunque, il ragazzo può sentire suo a tutti gli effetti. A fine stagione viene richiamato alla base, per cui chiude la sua esperienza in maglia bianca con 20 presenze nelle varie competizioni.

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La rosa dello Spezia posa con la Coppa Italia di C appena vinta. Dellafiore è il quinto in alto da sinistra

IL RESTO DELLA CARRIERA TRA A E B, FINO AD UN ALTRO NERAZZURRO – Tornato all’Inter viene nuovamente girato in prestito al Treviso, neopromosso in A, con cui, quindi, fa il suo esordio in massima serie (tra l’altro proprio contro l’Inter) e mette insieme 22 presenze e 1 gol. All’inizio della stagione 06/07 entra nella trattativa che porta Fabio Grosso all’Inter, per cui passa al Palermo, dove, in campionato, vede il campo solo per 7 volte, più 4 in Coppa Uefa. A questo punto comincia una piccola altalena tra i rosanero e il Torino: nella stagione 07/08 va in prestito ai granata, dove diventa un titolare, giocando 28 partite e segnando un gol; a fine stagione i piemontesi vorrebbero riscattarlo, ma il Palermo fa valere il controriscatto e lo riporta in Sicilia, impiegandolo, però solo 4 volte, prima di cederlo, a gennaio 2009, nuovamente in prestito al Torino, dove chiude la stagione con 12 presenze e 2 gol. Stavolta i granata non esercitano il riscatto, anche perché a fine stagione retrocedono in B. Quindi Dellafiore torna in rosanero e da lì va in prestito al Parma. Vive una stagione da titolare della difesa ducale, inanellando 23 presenze, quindi, dato che gli emiliani non riscattano la metà del suo cartellino, torna al Palermo e si fa operare una spalla. A novembre è, però, nuovamente girato in prestito al Parma, dove gioca un’unica partita, prima di passare, nel mercato di gennaio al Cesena, con cui chiude la stagione con 7 presenze. Nella stagione 11/12 il Parma, che, nel frattempo, ha riscattato il suo cartellino, lo manda in compartecipazione al Novara, neopromosso in A, dove indossa la maglia azzurra per 17 volte, non riuscendo ad impedire la retrocessione. In estate l’Inter lo porta con sé per una tournée in Indonesia. La stagione successiva, sempre con la formula della compartecipazione, il Parma lo manda a Siena, dove gioca appena 3 partite, prima di andare in prestito al Padova in B, dove arriva a fine stagione con 12 presenze. E in serie cadetta resta anche la stagione successiva, nelle file del Siena che detiene sempre metà del suo cartellino e, nel frattempo, è retrocesso. Vive una stagione da titolare fisso, con 35 presenze e 1 gol a referto, poi, a fine stagione, dato che il Siena fallisce e non si iscrive al campionato, si svincola dai bianconeri e resta tesserato solo per il Parma. Nel mercato estivo passa a titolo definitivo al Latina, dove ha giocato tutta la scorsa stagione, in B, vestendo, quindi, un nuovo nerazzurro, come all’inizio della sua carriera, per 12 volte, segnando anche un gol. Nella squadra pontina gioca anche in questa stagione.

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