Forever Aquile: Devis Mangia, tra Serie A, U21 e i primi play off dello Spezia

mangia

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Nuovo capitolo della rubrica dedicato, questa volta, ad un allenatore e, in particolare, ad un allenatore “di professione”, ovvero colui che ha intrapreso fin da giovanissimo la carriera sulla panchina, senza, o quasi, un passato da atleta alle spalle. Un tecnico molto noto per aver allenato anche una Nazionale ed aver collezionato un’esperienza in Serie A. La puntata di oggi è dedicata a Devis Mangia.

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LA BREVISSIMA ESPERIENZA DA ATLETA, L’U21 E LA SERIE A – Mangia Nasce a Cesnusco sul Naviglio, in provincia di Milano, il 6 giugno 1974. Intraprende, da giovanissimo, la carriera sportiva, come portiere, militando nelle giovanili di Cernusco ed Enotria 1908, ma, a vent’anni, preferisce dare la precedenza agli studi di giurisprudenza. Non abbandona, però, il mondo del calcio, ma comincia, fin da giovanissimo, a dirigere da una panchina, cominciando, come è ovvio, da formazioni giovanili: tra il ’94 e il ’99 guida l’Enotria 1908, poi il Voghera per due stagioni, per un campionato ciascuno Meda e Fiorenzuola, tra il 2002 e il 2004 il Varedo. Nel 2004 viene chiamato ad allenare la Berretti del Varese che, dopo il fallimento, è ripartito dall’Eccellenza. Dopo qualche giornata, però, viene promosso in prima squadra al posto dell’esonerato Belluzzo e, quindi, fa il suo esordio nel ruolo di primo allenatore e nell’ambito del professionismo. La scelta si rivela subito azzeccata: Mangia nel giro di due stagioni porta la squadra in C2 e la salva il terzo anno. Quindi nella stagione 07/08 viene chiamato dal Tritium, in serie D, che conduce al secondo posto, prima di passare all’Ivrea, in Lega Pro seconda Divisione, dove, però, subisce il primo esonero, a 3 giornate dalla fine del campionato. La stagione successiva, la 09/10, subentra in corsa, alla 12^ giornata, sulla panchina della Valenzana, sempre in Lega Pro Seconda Divisione, riuscendo a salvarla, nonostante la società non navighi in buone acque, portandola ad un 10° posto finale. Nel 2010 decide di tornare al “primo amore”, i giovani, ed accetta la panchina della Primavera del Varese. Il buon feeling con la società prosegue anche tra i giovani, che conduce alla finale del campionato di categoria, persa con la Roma. All’inizio della stagione 11/12 passa al Palermo, portato con sé dal direttore sportivo Sean Sogliano, che fa lo stesso percorso professionale, per guidare la Primavera rosanero. A fine agosto 2011, però, dopo l’esonero di Pioli, viene promosso in prima squadra (con delega visto che non ha ancora il patentino), così che, a 37 anni, fa il suo esordio in Serie A. E si presenta subito alla grande, sconfiggendo l’Inter per 4-3. Poi, però, le cose, pian piano, cominciano a non andare più per il verso giusto e più ci si avvicina al Natale e più le voci di un suo esonero, soprattutto conoscendo la volubilità del presidente Zamparini, si fanno insistenti. Mangia, per esorcizzare le voci che prevedono il suo mancato arrivo “a mangiare il panettone”, si fa riprendere in diretta tv mentre addenta una fetta del dolce natalizio con abbondante anticipo. La trovata gli porta attenzione mediatica, ma ben poca fortuna, visto che il 19 dicembre, a seguito della sconfitta per 2-0 nel derby col Catania, viene esonerato. Ne approfitta per prendere il patentino di allenatore di Prima Categoria Uefa Pro e, pochi giorni dopo, dopo aver rescisso il contratto col Palermo, festeggia con la chiamata alla guida della Nazionale U21. A conferma del suo grande appeal con il settore giovanile, il suo periodo di giuda tecnica degli azzurrini è brillante e sotto la sua guida la Nazionale approda alla finale dell’Europeo di categoria, persa, poi, contro la fortissima Spagna. A luglio 2013 cede il testimone all’attuale tecnico Gigi Di Biagio. Rimane poco senza una panchina, perché, a dicembre arriva la chiamata dello Spezia.

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Il siparietto col panettone a Palermo

TRA LUCI ED OMBRE, LO STORICO APPRODO AI PLAY OFF – Lo Spezia a cui approda Mangia, nella stagione 13/14, è una società che comincia la stagione di B con pochi proclami, vista la grossa delusione della stagione precedente, in cui, partita con i favori del pronostico per la rosa di prim’ordine allestita, si è salvata, invece, per il rotto della cuffia, nelle ultime giornate, dopo aver cambiato 3 allenatori, ma, ancora una volta, vista la qualità della rosa allestita, è una squadra che pare destinata a lottare per i posti di rilievo della classifica. Ad inizio stagione è affidata a Stroppa, che, nonostante la poco esaltante esperienza in massima serie, non ha mai allenato in B. Ma i risultati sono altalenanti, il gioco è poco esaltante e, ben presto, società e tifosi si stancano dell’andamento della squadra, che latita nel centro classifica e, dopo il pesante 4-0 a Varese, peraltro contro una squadra che, a fine stagione, si salverà solo grazie ai play out, Stroppa riceve il benservito. Al suo posto viene chiamato, appunto, Mangia, che firma il contratto il 16 dicembre (e, alla presentazione, scherza sul fatto che, almeno, stavolta, è sicuro di arrivare a mangiare il panettone). Partenza col botto per il nuovo tecnico: vittoria in casa, per 2-0 col Lanciano e, in trasferta, per 2-1 a Bari. Neanche il tempo di esaltarsi per la risalita della squadra che, il 29 dicembre, a confermare un’idiosincrasia del tecnico per le feste natalizie, arriva un pesante 1-4 interno col Latina. Questo inizio è, però, lo specchio di tutta la stagione, con un’alternarsi tra buoni risultati, anche esaltanti (come l’1-1 in casa del lanciatissimo Palermo), e pessime sconfitte, anche, e soprattutto, contro squadre con una classifica decisamente peggiore. Nonostante questo la squadra, comunque, viaggia nei piani alti della classifica. Tra marzo e aprile la panchina del tecnico balla terribilmente per un susseguirsi di risultati pessimi : 2-2 interno, con una rimonta subita negli ultimi minuti, contro la Ternana dell’avvelenato ex Antenucci, sconfitta 2-0 a Novara, che poi retrocederà a fine stagione, 0-1 in casa col Pescara, boccata d’ossigeno con la vittoria per 2-0 a Brescia, per poi precipitare nuovamente nella sconfitta interna col Trapani e nei due pareggi, in trasferta a Modena, 0-0, e in casa col Padova, 2-2, ancora rimontato, e ancora contro una squadra che retrocederà a fine stagione. A salvare Mangia arrivano i due risultati successivi, la vittoria in trasferta per 2-0 a Cesena, una delle promosse a fine stagione, e quella in casa col Siena, che risollevano la classifica. Così, tra alti e bassi, lo Spezia si avvia a fine stagione. Nelle ultime partite una serie di buoni risultati (vittoria casalinga col Varese, pareggio a Lanciano, vittoria interna col lanciatissimo Bari) consentono alla squadra di entrare in zona play off, cosicché, lo 0-0 di Latina all’ultima giornata, con il grosso aiuto ricevuto da Rosina del Siena che sbaglia al 90′ il rigore che avrebbe significato qualificazione per la sua squadra, basta per agguantare l’8° posto, l’ultimo valido per gli spareggi, dopo la novità stagionale dell’allargamento alle prime 8 squadre della zona play off, aggiungendo un preliminare a partita secca in casa della squadra messa meglio in classifica. Quindi lo Spezia è una delle prime squadre ad usufruire di questa novità e, soprattutto, per la prima volta nella sua storia, entra nella fase di spareggi per la serie A. Di fronte, al Braglia, il Modena, arrivato quinto. La partita è piuttosto contratta e con pochi spunti e poche occasioni, la più classica delle partite da 0-0 che avrebbe la sua naturale evoluzione nella disputa dei supplementari. E, invece, il Modena si mostra più convinto e capitalizza il gol segnato da Signori, che vale la qualificazione alle semifinali, dove verrà, poi, eliminato dal Cesena, che, come detto, battendo il Latina in finale, salirà in A. L’operato di Mangia allo Spezia, alla fine può essere ascritto come positivo, vista la storica partecipazione ai play off, ma la sensazione di incompiuto, comunque, non agevola la sua conferma, cosicché, quando la gestione del mercato societario passa nelle mani di Miskovic, viene rescisso il contratto con il vecchio tecnico a favore di Bjelica.

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GLI ANNI RECENTI TRA BARI E SKY – Libero dallo Spezia, a luglio Mangia può accordarsi col Bari, che, risolti i problemi societari dopo il fallimento con l’acquisizione da parte del gruppo capeggiato dall’ex arbitro Paparesta, nutre buone ambizioni di promozione. In realtà, anche in Puglia l’alternanza di risultati che aveva caratterizzato l’esperienza aquilotta, condiziona notevolmente l’inizio di stagione del tecnico, che, però, stavolta, dopo 3 sconfitte consecutive, a novembre 2014, viene esonerato. Viene subito ingaggiato da Sky come opinionista per la trasmissione dedicata proprio alla Serie B nel pre e nel post partita di ogni giornata, oltre che come spalla tecnica durante le telecronache in qualche anticipo e posticipo. A fine stagione non rinnova il contratto, preferendo tenersi disponibile per il ruolo di tecnico, che dichiara di preferire a quello di opinionista. Attualmente è ancora senza squadra.

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