A tutta B: il ballo in testa e il trampolino in coda, Valiani che fa il Del Piero, il ritorno dell’Airone, gli amici da evitare e i parenti da festeggiare

NELLA DANZA DI TESTA, IL CAGLIARI BALLA DA SOLO – Si susseguono i balletti in testa alla classifica di Serie B, all’insegna della più grande incertezza, e, anche stavolta, i cambi sono significativi. Dopo il turno domenicale, capolista, solitaria, con 16 punti, resta il Cagliari, che si aggiudica lo scontro diretto col Cesena, con un netto 3-1 che suona come una dimostrazione di quelli che saranno i rapporti gerarchici di questo torneo. Appena due punti sotto, un terzetto: il Crotone, che nell’anticipo di sabato non va oltre lo 0-0 nello scontro d’alta classifica con il Vicenza; lo Spezia, che inanella il sesto risultato utile consecutivo con la vittoria interna sulla Ternana, e il Bari, che fa suo il match casalingo con il Lanciano. A 13 punti un altro trio di squadre: il Livorno, che, dopo il filotto iniziale, sembra aver difficoltà a ritrovare la vittoria e non va oltre un sofferto (e contestato dagli ospiti) 1-1 casalingo con l’Avellino; il Trapani, che continua a mantenere la sua imbattibilità sbancando lo stadio della Salernitana, e il Cesena, rimasto al palo dopo la sconfitta nello scontro diretto. A chiudere la virtuale zona play off, a 11, l’altra imbattuta del campionato, il Vicenza, reduce dal pareggio col Crotone. Appena un punto sotto, con uno sguardo sui piani alti, l’incredibile Ascoli, che, dopo l’iniziale periodo di assestamento dopo il ripescaggio, sembra aver trovato il bandolo di questa serie B e veleggia in alto, grazie anche alla vittoria in posticipo per 3-1 sul Pescara.

DERBY TRAMPOLINO PER IL NOVARA – Qualche cambio anche nella zona bassa della classifica. Ultima è tornata la Ternana, ferma a 4 punti dopo la sconfitta in trasferta a La Spezia. Appena un punto sopra, però, c’è un terzetto: il Como, a cui il ritorno al gol di Ebagua non basta per non perdere il derby lombardo, in casa, con il Brescia; la Pro Vercelli, che, invece, il suo derby piemontese, casalingo, lo perde senza segnare gol, e l’Avellino, che porta via un solo punto dal match di Livorno. A 6 punti, a contendersi l’altro posto play out, il Novara, che abbandona l’ultimo posto balzando avanti proprio grazie alla vittoria nel derby, e il Lanciano, che perde la partita di Bari. Non del tutto tranquille, a 7 punti, neanche il Modena, che perde in casa con il Latina, e Perugia ed Entella, che non vanno oltre lo 0-0 nel loro scontro diretto.

VALIANI ALLA DEL PIERO – Nessun cambio per quello che riguarda la testa della classifica cannonieri, ma interessanti movimenti nelle posizioni immediatamente successive. Sul gradino più alto, come detto, restano Gabionetta della Salernitana e Vantaggiato del Livorno, con 5 gol. I primi cambi significativi si hanno già sul gradino successivo, dove, a 4 gol, Ragusa del Cesena si vede raggiunto dalla coppia di cagliaritani Farias (foto di copertina) e Sau che segnano, rispettivamente, il primo e il secondo dei 3 gol rifilati dalla capolista al Cesena. Si affolla sempre di più anche il gruppo a 3 gol, dove Castiglia, De Luca, Fedato, Morosini, Stoian, Giacomelli e Giannetti, si vedono raggiunti da Lapadula, autore del gol del momentaneo vantaggio del Pescara ad Ascoli, Citro, che segna il gol vittoria del Trapani a Salerno, Trotta, che porta in vantaggio l’Avellino a Livorno, e Geijo, che, su rigore, riporta in vantaggio il Brescia a Como, dopo il pareggio di Ebagua. Vetrina della settimana tocca, però, ad un giocatore che ha realizzato un gol, non solo importantissimo per la sua squadra, ma anche, probabilmente, il più bello della giornata, ovvero Valiani del Bari. Francesco Valiani è, ormai, uno dei giocatori più esperti del torneo cadetto, uno dei veterani del calcio italiano, dall’alto dei suoi 35 anni, di cui 15 di carriera spesi tra i campi di A e B, soprattutto. Valiani nasce a Pistoia il 29 ottobre 1980 e cresce calcisticamente, come centrocampista offensivo, nelle giovanili della squadra della sua città, la Pistoiese. I primi approcci col professionismo avvengono, però, in prestito ad altre squadre, ovvero la Maceratese, in C2, nel 2000/01, dove gioca 27 partite, realizzando 3 gol, e, poi, la stagione dopo, l’Imolese, sempre in C2, dove mette insieme 25 presenze e 1 gol. Quindi nella stagione 01/02 torna alla Pistoiese, che, nel frattempo, è retrocessa in C1, e ne diviene giocatore fondamentale, al punto da ricevere i gradi di Capitano. Resta 3 stagioni, realizzando 12 gol in 92 partite, quindi, nel 2005, viene ingaggiato dal Rimini, che milita in B. Esordisce, quindi, in serie cadetta e, nelle file dei biancorossi, milita per due stagioni e mezzo, prima di passare, a gennaio 2008, al Bologna, che, in quella stagione, milita in B, ma che, grazie anche all’apporto dei suoi 5 gol, segnati in 19 partite, conquista la promozione a fine stagione. Quindi nella stagione 08/09 debutta in massima serie, dove segna anche i suoi primi 2 gol. Gioca un’altra mezza stagione in rossoblu, prima di passare, a gennaio 2010, al Parma, dove chiude la prima, per poi giocarne altre due complete, sempre in massima serie. Nell’estate 2012 lascia definitivamente, dopo 7 anni, l’Emilia Romagna, e torna nella sua regione, la Toscana, per accettare la proposta del Siena, che milita in A. Resta in bianconero anche nella stagione successiva, in cui la squadra è retrocessa in B, ma sfiora i play off per tornare in massima serie. Questo, però, non salva la società, che, già navigante in cattive acque per tutta la stagione, costellata di punti di penalizzazione, a fine stagione dichiara fallimento. Valiani si trova, così, svincolato e può accettare la proposta del Latina, con cui ha giocato tutta la scorsa stagione di B, segnando 3 gol in 32 partite. Dall’inizio di questa è a Bari, dove è titolare del centrocampo di Nicola, con, fin qui, soddisfacenti risultati. Due i gol segnati finora, entrambi nelle ultime due giornate, entrambi importantissimi ed entrambi di pregevole fattura: al gol di sabato scorso, una staffilata dal basso verso l’alto, con effetto, che si insacca all’angolino alto destro per il momentaneo pareggio a Latina, ha aggiunto quello, pregevolissimo, di domenica, al 34′ della gara interna col Lanciano, quando, portatosi il pallone sul destro, all’altezza dell’angolo sinistro dell’area rossonera, da fuori, ha scagliato un diagonale a palombella a rientrare sull’angolo opposto, quelli che una volta si definivano i “tiri alla Del Piero”, che si è insaccato imparabilmente per quello che è stato il gol partita ed ha consentito ai pugliesi di agganciare il secondo posto a 2 punti dalla vetta.

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VATTI A FIDAR DEGLI AMICI… – Giornata significativa per gli “sgambetti” ricevuti da quelli che si considera amici. Il più significativo di tutti è stato, senza ombra di dubbio, il gol di Citro nella partita Salernitana-Trapani. Come già detto nel paragrafo a lui dedicato qualche settimana fa, l’attaccante dei siciliani è nato proprio a Salerno, pur non avendo mai indossato la maglia della sua città, e da queste parti gode di grande considerazione, al punto di essere stato soprannominato il Messi di Fisciano. Lui allo stadio di Salerno, finora, c’era stato solo in veste di tifoso e, domenica, sugli spalti c’erano tanti suoi amici accorsi a vederlo oltre che ai suoi familiari. Tante le emozioni, sicuramente, per lui, che, però, non gli hanno impedito di approfittare dell’errore macroscopico di Terracciano, che, subito, al 4′, ha clamorosamente sbagliato uno stop, consegnando il pallone proprio sui piedi dell’attaccante, che non ha potuto far di meglio che insaccare quello che poi è stato il gol partita, ovviamente senza nessuna esultanza. Nessuna esultanza neppure a Livorno, dove, al 54′ Comi si è preso la responsabilità di battere il contestato rigore a favore degli amaranto che ha permesso ai padroni di casa di pareggiare il vantaggio di Trotta per l’Avellino, squadra dove la scorsa stagione l’attaccante aveva positivamente militato, segnando 6 gol che avevano contribuito all’approdo degli irpini ai play off, dove un suo gol, al Picco di La Spezia, aveva consentito il passaggio del preliminare e la qualificazione alla semifinale. Come si suol dire “dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io”…

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Un esultante Comi, in maglia biancoverde, la scorsa stagione

IL RITORNO DELL’AIRONE – E non si può parlare di gol e goleador senza occuparci di chi, nonostante il tempo passi, e il fisico non lo assista più come un tempo, non riesce a perdere il vizio di metterla dentro per la gioia dei suoi tifosi. Stiamo parlando, ovviamente, di Andrea Caracciolo, uno che in 18 anni di carriera, tra Dilettanti, C2, C1, B ed A ha segnato 176 gol nelle varie competizioni (2 anche in Coppa Uefa). Di questi 58 in massima serie, tra Perugia, Palermo, Sampdoria, Genoa, Novara e, soprattutto Brescia. Con le rondinelle ha segnato anche tutte le sue reti in serie B, 98, di cui l’ultima proprio domenica. Quello che più impressiona è che l’Airone in questa stagione, finora, non aveva ancora giocato, visto che un lungo e fastidioso infortunio l’aveva tenuto lontano dal campo, continuando a rimandare il suo esordio dopo il ripescaggio della sua squadra, con, cui, comunque aveva deciso di proseguire anche se fosse rimasta in Lega Pro. Poi, partito dalla panchina anche nel match di Como, al 74′ ha fatto segnare la sua prima presenza per la stagione 15/16. Ma, come si diceva, l’istinto di un vero bomber non si assopisce mai e, dopo appena 14′, con la sua squadra già in vantaggio per 2-1, è entrato in area centralmente ed ha scagliato un potente diagonale di destro, che ha piegato le mani di Crispino, chiudendo l’incontro. Così ora il suo bottino con la squadra lombarda, tra Serie A, Serie B e Coppa Italia, sale a 141 gol.

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TANTI AUGURI – Un post partita all’insegna dei buoni sentimenti e degli auguri quello andato in scena domenica, che ha visto realizzarsi un simpatico siparietto. Durante la trasmissione di Sky che si occupa del dopo partita, arriva ai microfoni Nicola, l’allenatore del Bari, raggiante per la vittoria della sua squadra, che, a fine intervista ci tiene a fare gli auguri al suo papà, che in quel giorno compie gli anni. Si torna in studio per girare immediatamente la linea al Picco dove un altrettanto soddisfatto Bjelica, incalzato dall’inviato, fa i suoi auguri allo Spezia Calcio, che in questi giorni ha compiuto 109 anni di storia e, già che c’è, ne approfitta per fare gli auguri alla mamma che compie gli anni. Finisce l’intervista e, immediatamente, la linea passa a Livorno dove aspetta un meno sorridente Tesser (soprattutto alla luce del contestato rigore fischiatogli contro), la sorella del quale, apprendiamo dall’inviato, compie anche lei gli anni in quel giorno, ma a lei il fratello telefonerà direttamente non tenendo particolarmente a farli via tv.

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