Inter-Juventus Day After, luci ed ombre sulle protagoniste del derby d’Italia

Ieri sera a San Siro è andato di scena l’ennesimo derby d’Italia non scontato, e non poteva essere altrimenti, visto che questo match mai si presta a rimanere fine a se stesso, senza conseguenze e senza fornire indicazioni, nel bene e nel male.
Questa edizione, seppur non essendo d’alta quota o già decisiva per il titolo, come in altre occasioni, era comunque fondamentale per entrambe le compagini, che con una vittoria avrebbero potuto dare la svolta alla stagione, confermandosi grandi ed in corsa, al di là della classifica rispettiva.
Il pareggio lascia invece le cose invariate, ed il giorno dopo è difficile capire quanto sia positivo il punto dei Nerazzurri e quanto lo sia quello della Juventus, non foss’altro perchè è ignoto ancora il vero peso di entrambe le squadre. Tuttavia qualche indicazione è uscita, e proveremo di seguito ad esplicitarla.

-CASA INTER L’Inter ha sicuramente trovato una sua dimensione, ed i suoi punti di riferimento. E’ squadra abile a contenere, nonostante alcune lacune difensive, ed ha trovato un modo di offendere.
Non fraintendiamoci: il gioco, almeno ad ora, non si vede se non pochissimo. Resta il fatto che il filtro a centrocampo ed una difesa più attenta rispetto alle recenti stagioni pare in grado di reggere anche contro avversari ostici, con un Medel ed un Miranda promossi nella fase di distruzione del gioco avversario e nel guidare la difesa rispettivamente. In avanti gli strappi (senza battutaccie) di Jovetic e i tocchi di Perisic danno superiorità e pericolosità, sopperendo a lacune di manovra altrimenti evidenti. Nell’elencare i pregi dell’Inter si elencano anche i difetti, però.
Se nella fase difensiva rimangono alcuni svarioni (alcuni tagli non seguiti adeguatamente di Zaza e la libertà di Khedira sull’azione del palo Juventino lo dimostrano), in fase offensiva appaiono le maggiori problematiche.
Se Jovetic non c’è o non è ispirato, diventa sicuramente tutto più duro. E’ lui l’anima della fase propositiva, colui che apre il gioco e crea superiorità, mentre il resto della squadra sembra davvero a corto di idee, Perisic a parte. Così stanti le cose, difficile è innescare il bomber Icardi, non a caso ieri davvero poco operoso.

-CASA JUVENTUS La Juve ha sicuramente trovato il modulo, e non è poco. Si mantiene tutto per cambiare tutto, si direbbe. Il 3-5-2 di Contiana memoria è un 4-3-3 o 4-4-2 mascherato, con gli esterni Evrà e Cuardado che formano una diagonale in mezzo al campo, dove il primo resta molto basso ed attento ed il secondo molto alto ed in proposizione. Dato l’addio all’idea di un regista puro o di un trequartista, la Juve si ritrova (e bene) con questo schema dove tre centrocampisti “centrali” fanno fosforo e propongono, ma dove l’ala Cuadrado deve inventare e creare superiorità. Spesso la Juve cerca anche la verticalizzazione centrale (specie su Zaza, vice-Dybala), e con bravura. Bene la difesa che è per distacco il reparto migliore e più affidabile. Anche qua però, nel parlare dei punti positivi, si finisce per parlare dei difetti.
Troppo dipendente da Cuadrado è la fase offensiva. Il Colombiano ha licenza di fare un pò quel che vuole, basta che crei superiorità, ma così facendo la fase delle giocate Juventine diventa individuabile e peraltro si rinuncia quasi del tutto a sfruttare l’altra fascia e si limitano le giocate centrali.
La fase di non possesso è invece sempre notevole, ma come si è notato nei 20 minuti finali del primo tempo, può essere messa in difficoltà in cui la squadra, con un Cuadrado che rifiata ed un Morata non ispiratissimo, non riesce più con frequenza a portare su il pallone con la velocità. Il fortino è robusto, ma non può sempre far miracoli.

IMPRESSIONI- Alla luce di quanto sopra, pare difficile, a meno di improvvise accellerate, che Inter e Juventus possano davvero portare il titolo a casa quest’anno. Di sicuro saranno protagoniste ed in lizza, ma al momento appaiono più indietro delle altre rivali. Un campionato quindi strano, dove Milano e Torino paiono fuori dai giochi da un certo punto di vista.
Nonostante ciò, portrebbe essere il classico anno di transizione: le radici per vedere prossimamente un Inter ed una Juventus di nuovo ai vertici del calcio Italiano ci sono, basta farle crescere con pazienza.

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