F1; Hamilton campione in coda all’uragano, è il terzo titolo

EPILOGO-in Texas, dopo una gara d’altri tempi, in un weekend contrassegnato da 36 ore di pioggia battente a causa dell’uragano Patricia, dove nessuno aveva mai girato con pista asciutta prima della gara, Lewis Hamilton ha conquistato il suo terzo titolo mondiale con 3 gare di anticipo. L’inglese entra cosi in un ristretto novero di fuoriclasse tri-campioni: Brabham, Stewart, Piquet, Senna e Lauda. Davanti a lui restano solo Vettel e Prost con 4 titoli, Fangio con 5, e Michael Schumacher con 7. Titolo meritatissimo quello di Lewis; 10 vittorie su 16 gare disputate non lasciano dubbi sul risultato, ma è certo che forse, il più grande merito dell’inglese sia stato quello di aver scelto, due anni fa, di passare alla Mercedes. L’unico avversario reale, infatti, con la macchina nettamente più veloce del lotto, quest’anno come il precedente, era il compagno Rosberg, che i numeri stanno a dimostrare valere meno di lui. Anche nella gara di ieri, pur essendo probabilmente più veloce di Hamilton e più a suo agio su una pista in continua evoluzione, passata dal bagnato all’umido ed infine all’asciutto, gli ha regalato la gara con un errore (non esistono prove che si sia trattato di un guasto) a pochi giri dal termine. La festa del tricampione sarebbe stata solo rimandata, ma è solo l’ennesima dimostrazione che Rosberg, meno cattivo, agonisticamente, del compagno, oltre che complessivamente meno veloce, e probabilmente anche in soggezione mentale per le ripetute batoste, non ha mai realmente insidiato Hamilton.

LA GARA- un magnifico spettacolo per gli appassionati, vedere tanti sorpassi, condizioni che cambiano in continuazione, due Safety-car reali e altrettante virtuali che più volte hanno rimescolato le carte, e la sensazione che, davvero, non si sapesse come andava a finire fino alla bandiera a scacchi. Tuttavia, è difficile fare analisi tecniche, in una gara dove nessuno conosceva il comportamento dei pneumatici sull’asciutto e si era girato pochissimo anche sul bagnato, con qualifiche anomale svoltesi, senza Q3, la domenica mattina. Ottimo comunque il comportamento della Ferrari, che ha scelto di far debuttare il quinto motore stagionale, oltre ad un consistente aggiornamento aerodinamico, perdendo cosi 10 posizioni sulla griglia; Vettel e Raikkonen, dopo un’ottima partenza, hanno subito battagliato per le prime posizioni, e con tutte le condizioni hanno dimostrato la loro competitività. Strepitosa, ancora una volta, la gara del tedesco, partito tredicesimo e finito terzo, senza errori, con tanti sorpassi e forse, penalizzato dalla seconda safety car che gli impedito di mettere a frutto la sua strategia con gomme medie ed una sosta in meno degli altri. E’ invece mancato, ancora una volta, almeno nel risultato finale, Raikkonen, del quale sono comunque apprezzabili la determinazione e una bella rimonta, ma autore di un fuori pista a gomme fredde, causato probabilmente dalla foga, che lo ha tolto dalla gara. L’obbiettivo che si propongono a Maranello, con gli sviluppi di motore e di aerodinamica, era comunque tentare di vincere in Messico fra una settimana, oltre che provare la vettura in configurazione 2016, in una stagione che resta, comunque, più che positiva.

RESTO– com’era prevedibile, le condizioni di umido hanno equilibrato le prestazioni dei motori, e sono tornate in alto le Red Bull, poi scivolate indietro con l’asciutto per gli atavici problemi potenza e trazione (e ancora non sanno con quale motore correranno l’anno prossimo), mentre ancora una grande prova del ragazzino terribile Verstappen, che ha chiuso quarto con la sorella minore Toro Rosso, unica insieme alla Mercedes a portare in fondo entrambe le vetture, che ha anche piazzato il compagno Sainz al settimo posto. La quinta posizione finale del consistente Perez, con gomme medie e una sosta in meno (stessa strategia di Vettel, poi cambiata giocoforza), fa pensare a quello che poteva succedere senza la seconda Safety Car. Tanti fuori pista, com’era prevedibile, (ben 8 piloti ritirati su 20 partiti, con anche problemi tecnici, per esempio, sulle Williams) hanno dato la possibilità alla Mc Laren di duellare a lungo per rientrare nei punti, con Button, sempre a suo agio in condizioni estreme e mutevoli, ottimo sesto, mentre ad Alonso è sfuggito il decimo posto nell’ultimo giro, superato da Ricciardo. Terzo ritiro consecutivo per Hulkenberg, mentre l’unico pilota di casa, Rossi, non è riuscito nell’impresa, teoricamente possibile in una gara come questa, di riportare un americano a punti in F1 22 anni dopo Michael Andretti.

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