A tutta B: il balzo dei lupi, colui che Fa…rias il bene del Cagliari, il ritorno di Tavano, l’allenatore del momento, e la lotta, impari, tra lo Spezia e la cabala

IL CROTONE NON MOLLA – Doppio turno che, nonostante la leggera frenata dei battistrada negli incontri di ieri, sostanzialmente vede invariata la lotta per la testa della classifica e, soprattutto, vede sempre il Crotone primeggiare. Grazie, infatti, ai 4 punti raccolti nei due ultimi incontri, con la vittoria di sabato e il pareggio di ieri col Brescia, i calabresi salgono a 21 punti e mantengono 1 punto di vantaggio sui sardi che, nel frattempo, raccolgono lo stesso bottino, travolgendo il Trapani nell’incontro di sabato e pareggiando a reti bianche, ieri sera, con il Perugia. Il Cagliari, però, si vede raggiungere, nuovamente, dal Cesena, che sembrava essere rimasto indietro sabato, dopo il pareggio con la Salernitana e che, invece, si è rifatto sotto grazie alla vittoria, netta, con il Como, in casa. Quarto in classifica, a 18, ora, in solitario, c’è il Bari, che, dopo il pareggio casalingo di sabato, con l’Entella, che aveva destato più di un malumore tra i tifosi pugliesi e fatto temere per la panchina di Nicola, con la vittoria di ieri, in trasferta, a Vercelli, ha fatto un balzo in avanti, lasciandosi alle spalle le compagne di viaggio. A 17 punti segue il Livorno, che, dopo aver ritrovato la vittoria che mancava da 4 turni, sabato, in casa, contro il Modena, ieri sera non è andato oltre lo 0-0 a Chiavari. Continua a perdere strada, invece, lo Spezia, che nel doppio turno rimedia 2 soli punti, frutto di altrettanti pareggi, quello casalingo di sabato con l’Avellino e quello in trasferta, ieri sera, a Modena. Resta fermo, forzatamente, a 15 il Pescara, che, dopo il balzo in avanti nel posticipo di venerdì, con la vittoria sulla Pro Vercelli, non può disputare l’anticipo di lunedì, a Novara, per via della nebbia. A contendersi l’ultimo posto play off, a 14, in 2: il Vicenza, che esce con le ossa rotte dall’anticipo di venerdì, casalingo, col Novara, ma recupera nell’incontro di ieri sera, in cui viola il campo del Trapani, e il Brescia, che raccoglie 4 punti nel doppio turno, imponendosi in casa sul Lanciano, sabato, e fermando sul pareggio la capolista, ieri sera.

AI LUPI RIESCE IL BALZO – Qualche cambio significativo in coda alla classifica. Ultimo è sempre il Como, che, dopo il passetto in avanti di sabato, grazie al pareggio interno col Latina, che l’aveva fatto salire a 6 punti, cede la posta piena al Cesena nell’incontro di ieri sera. Al penultimo posto, 2 punti sopra, a 8, ora c’è la Pro Vercelli, che sembra aver subito finito l’effetto dato dall’arrivo di Foscarini, che aveva portato ad una vittoria immediata, visto che nel doppio impegno non ha portato a casa neppure un punto, sconfitta sabato a Pescara e, ieri, in casa, dal Bari. L’ultimo posto retrocessione, i due posti play out e gli ultimi salvezza, al momento, se li contendono gli appartenenti al gruppone a 10 punti, formato da ben 5 squadre: la Salernitana, che, al momento, risulta terzultima, che raccoglie 2 punti dai pareggi col Cesena, in casa, e il Lanciano, in trasferta; l’Ascoli, sceso lentamente al quartultimo posto, dopo aver sfiorato la zona play off, anche a causa della doppia sconfitta con Crotone, in casa, e Avellino, fuori; la Ternana, che fa un balzo in avanti, nonostante la sconfitta di sabato nel derby umbro col Perugia, grazie alla vittoria, in trasferta, di ieri, a Latina; l’Avellino, che esce,momentaneamente dalla zona calda grazie ai 4 punti raccolti col pareggio in trasferta, a La Spezia, sabato e la vittoria, netta, di ieri con l’Ascoli; e, infine, il Lanciano, che incamera un solo punto, rimediato nel pareggio con la Salernitana di ieri sera, dopo la sconfitta di Brescia di sabato.

C’E’ CHI FARIAS IL BENE DEL CAGLIARI – Interessanti movimenti anche nelle posizioni di testa della classifica marcatori. Si infoltisce, intanto, il gruppo dei marcatori a 4 gol: a Sau, Lapadula e Ragusa, infatti, si affiancano Pasquato (foto di copertina), autore dei due gol con cui il Livorno, sabato, ha regolato il Modena, Giannetti che sabato, da uomo mascherato, ha chiuso il conto con il Trapani, segnando il quarto gol, e Giacomelli, che, ieri sera, ha aperto le marcature del suo Vicenza nella partita di Trapani . A 5 reti restano fermi i capocannonieri fino alla scorsa giornata, ovvero Vantaggiato e Gabionetta, fermi al palo per diversi motivi. Nuovi capocannonieri della Serie B sono, così in due: Geijo del Brescia, realizzatore dei due rigori con cui il Brescia, in rimonta, ha battuto il Lanciano, e Farias, che, con una doppietta, ha tramortito il Trapani nella sfida di sabato. Avendo, il bomber delle rondinelle, segnato solo su rigore, a differenza dell’attaccante cagliaritano che ha segnato due gol su azione, soprattutto il secondo, di pregevole fattura, tanto da risultare uno dei più belli della giornata, la vetrina di questa settimana è dedicata a quest’ultimo. Diego Farias da Silva nasce a Sorocaba, in Brasile, il 10 maggio 1990. Comincia la carriera agonistica nelle giovanili del Campo Grande, squadra di Rio de Janeiro, fino al 2005, quando è il Chievo a portarlo in Italia per la sua Primavera. Il suo esordio tra i professionisti lo fa sull’altra sponda di Verona, nell’Hellas, in prestito, nella stagione 2009/10 in Prima Divisione Lega Pro, dove mette insieme 26 presenze e segna i suoi primi 3 gol. A fine stagione torna al Chievo, ma non scende mai in campo in A e, a gennaio, va in prestito al Foggia, sempre in Lega Pro, dove realizza altri 3 gol, ma, stavolta, in sole 15 presenze. Nella stagione 11/12 passa, sempre in prestito, alla Nocerina, neopromossa in B, dove gioca praticamente tutto il campionato, aumentando il suo bottino personale di reti, che arrivano a 5 in una stagione. Ancor meglio riesce a fare il torneo successivo, sempre giocato in B, ma stavolta nelle file del Padova, in cui realizza ben 10 gol, suo attuale record stagionale, in 36 partite. Nella stagione 13/14 fa il suo esordio in A, con la maglia del Sassuolo, sempre in prestito dal Chievo, ma gioca solo 11 partite senza segnare neppure un gol in campionato, limitandosi ad uno in Coppa Italia. All’inizio della scorsa stagione passa in prestito, con diritto di riscatto, al Cagliari, con cui gioca tutta la sfortunata ultima stagione in A dei sardi, segnando 6 gol in 29 partite. A fine stagione i sardi decidono di riscattarlo e lo fanno completamente loro, confermandolo per l’attuale stagione di B, dove, fin qui, ha saltato solo una partita. La fiducia di Mister Rastelli la sta ripagando a suon di gol, già 6 finora, eguagliando, già, il suo record in maglia rossoblu, gli ultimi 2 dei quali nel 4-1 di sabato col Trapani: al 23′ riceve un cross dalla destra di Melchiorri, smorzato ma non bloccato da un difensore, su cui si butta in scivolata con i due piedi (modello “giocatore del calcio balilla”), per segnare, a porta vuota, il gol dell’1-0; 7′ più tardi raddoppia con un gol di pregevole fattura, conquistando palla sul versante destro dell’area avversaria, tagliando in diagonale tutta l’area con tocchi a mandare fuori giri 3 avversari, per andare a scagliare un diagonale di sinistro che si insacca imparabilmente per il repentino raddoppio, che apre la strada al 4-1 finale.

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BENTIVEGNA IL GOL GIOVANE – Purtroppo non è stato un gol utile alla sua squadra, anche se nel momento in cui è stato segnato poteva anche rappresentare l’inizio di una rimonta, nonostante questo, però, non si può non segnalare un altro dei gol giovani del campionato di B, sempre foriero di questo tipo di buone notizie. Ci riferiamo, ovviamente, al gol di Bentivegna del Como, nel match di ieri sera a Cesena, che è servito solo a dimezzare le distanze dalla squadra di casa, prima che Ciano chiudesse i conti. Accursio Bentivegna è un’ala destra, nata a Sciacca il 21 giugno 1996. E’ un giocatore di proprietà del Palermo, nella cui Primavera ha giocato fino alla scorsa stagione, in cui ha anche messo a referto le sue prime 3 presenze in massima serie, seppur per un totale di non più di 5′. Da quest’anno è in prestito al Como per la sua prima esperienza tra i professionisti. Ieri sera, per lui era la 7^ presenza stagionale, schierato titolare nel match in trasferta col Cesena. Al 51′, sul 2-0 per i padroni di casa, è stato il più rapido a farsi trovare quasi sulla linea di porta a deviare, con un piatto facile facile, la respinta della traversa su un colpo di testa defilatissimo sulla sinistra di Casoli sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Grande la gioia per il primo gol tra i professionisti e per il sogno di una rimonta della sua squadra, che, come detto, in realtà, non si concretizza ed, anzi, vede il gol del 3-1 ad 1′ dal 90°.

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IL RITORNO DI TAVANO – E, parlando di marcature, ovviamente, non si può soprassedere sull’atteso ritorno al gol di un vero bomber di razza, che, fin qui, non era ancora riuscito a sbloccarsi e a fornire alla sua squadra l’apporto offensivo per cui era stato acquistato. Si fa riferimento, neanche a dirlo, alla rete di Tavano contro l’Ascoli. Ciccio Tavano, infatti, è uno che, in questi anni, ha fatto più notizia quando non ha segnato che quando, invece, è riuscito a farlo, spesso con straordinaria regolarità. Fin qui, nella sua carriera, nelle varie competizioni a cui ha partecipato, tra Serie A, B, C, Coppa Italia, Liga, Champions e Coppa del Re, ha segnato 204 gol di cui 187 in campionato, con le maglie di Pisa, Rondinella, Roma, Livorno, Valencia (anche se nella breve esperienza spagnola non ha messo a segno neppure una rete), e, soprattutto, Empoli. Con la maglia dei toscani, infatti, in 9 stagioni tra A e B, ha messo a segno ben 120 di queste reti, di cui 110 in campionato, delle quali 25 in massima serie e, le restanti, in B. Nel torneo cadetto, in cui ha deciso di tornare quest’anno, chiudendo la sua esperienza con l’Empoli ed accettando la proposta dell’Avellino, le reti finora erano 122, sommando a quelle in maglia azzurra anche i 37 con quella amaranto del Livorno nelle due stagioni giocate in cadetteria con i labronici. Da ieri sera sono 123: al 41′ della partita interna con l’Ascoli, sua 8^ presenza stagionale, sul risultato di 1-0 per la sua squadra, ha preso palla sulla trequarti sinistra è sceso fino al limite dell’area e, appena entrato, se l’è messa sul destro per scagliare un tiro a girare che si è insaccato per il parziale 2-0, che reso più rotondo dal gol di Gavazzi nel secondo tempo, ha rappresentato il ritorno alla vittoria degli irpini dopo 7 giornate, che ha consentito un bel balzo in avanti in classifica, abbandonando, momentaneamente, la zona calda. La risalita dei lupi passa anche dai suoi gol.

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L’ALLENATORE DEL MOMENTO – E’ innegabile che in questo scorcio di campionato la sorpresa più grande sia il Crotone, che, contro ogni pronostico, guarda tutti dall’alto in classifica. Ed è altrettanto innegabile che buona parte del merito di questo risultato sia da riconoscere a colui che questa squadra l’ha assemblata e la mette in campo tutte le giornate, ovvero Ivan Juric, l’allenatore del momento, anche lui contro ogni pronostico, visto che per lui era la prima esperienza in serie cadetta. Juric è un ex calciatore, centrocampista, classe ’75, nazionale croato in tutte le rappresentative nazionali, compresa la maggiore, dove ha collezionato 5 presenze, che ha cominciato l’attività agonistica nell’Hajduk Spalato, promosso in prima squadra dopo la militanza nelle giovanili, nel 1994. Tre stagioni nel campionato croato, quindi altre tre e mezza in quello spagnolo, 3 nel Siviglia (69 presenze e 6 gol) e la mezza nell’Albacete, prima di venir prelevato dal Crotone. In maglia rossoblu diviene un’istituzione, giocando per 5 campionati, tra B e C1, per un totale di 152 presenze e 9 gol. Nel 2006 passa al Genoa per l’ultimo contratto della sua carriera: altri 4 campionati tra B ed A (108 presenze e 1 gol) prima di appendere definitivamente le scarpette alla fine del campionato 09/10. Ha cominciato fin da subito la carriera di allenatore, partendo dalla Primavera del Genoa, in cui è stato il vice di Sidio Corradi. All’inizio della stagione 11/12 ha fatto parte dello staff tecnico di Gasperini all’Inter, ma ha lasciato la squadra all’esonero del tecnico. Ha seguito il suo tecnico negli anni al Grifone anche nell’esperienza al Palermo della stagione successiva, come vice, e ne ha condiviso le sorti nel bene e nel male, sia nell’esonero che nella nuova chiamata, che nel nuovo esonero. La stagione successiva è tornato ai giovani, allenando nuovamente la Primavera genoana. La scorsa stagione la prima esperienza come primo allenatore su una panchina professionistica: viene chiamato dal Mantova in Lega Pro, che conduce ad un 12° posto finale. Anche per questo motivo, quando la sua vecchia squadra, il Crotone, lo chiama per il dopo Drago, in pochi scommetterebbero su un risultato eclatante, come invece si sta realizzando: i calabresi giocano bene, esprimono un gioco divertente e imprevedibile che, da tradizione, si basa su un giusto mix di giocatori esperti e giovani da valorizzare e, meritatamente, lottano per la testa della classifica quasi dall’inizio del campionato, una volta metabolizzato il 4-0 dal Cagliari alla prima giornata, che, ad una valutazione superficiale, avrebbe potuto tacciare subito il tecnico di inadeguatezza e impreparazione. E invece nelle sue mani il giocattolo ha cominciato a girare in modo perfetto, tanto che, ora come ora, pensare ad un “nuovo Carpi” non pare più un azzardo così grande.

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LO SPEZIA NON E’ PIU’ FORTE DELLA CABALA – La partita di sabato tra Spezia e Avellino non poteva essere definita una partita qualunque. Soprattutto non poteva essere annoverata dall’ambiente aquilotto come una partita semplice da affrontare. Intanto era ancora ben vivido nei tifosi il ricordo dell’ultimo incontro disputatosi tra le due squadre, proprio al Picco, ovvero il preliminare dei play off dello scorso anno, a cui i bianconeri arrivavano con il vantaggio della classifica e del fattore campo, a cui, in corso di gara, si aggiunse anche quello della superiorità numerica, senza però riuscire a portare a casa la gara, e quindi la qualificazione alle semifinali, venendo sconfitta per 2-1 ai tempi supplementari. Ma la gara dei play off era solo la punta dell’iceberg di una tradizione tra le due squadre che giocava del tutto a sfavore dei liguri, con 7 sfide totali disputate prima di sabato, senza una sola vittoria per gli aquilotti, non ultima la gara di campionato regolare della scorsa stagione, finita 1-0 per gli ospiti. Se questo non fosse bastato, sulla panchina irpina sedeva uno dei tecnici tradizionalmente più ostili al sodalizio bianconero: 5 sfide al Picco per Tesser sulle panchine di Mantova, Novara e Ternana senza alcuna sconfitta, ma con 2 pareggi e, addirittura 3 vittorie, tra cui lo storico 0-6 di tre stagioni fa che costò la panchina ad Atzori, già sostituto di Serena. Ma, se ancora questo fosse stato poco, la sorte ha messo sulla strada dello Spezia anche l’arbitro Pezzuto, uno che già aveva dei precedenti poco piacevoli con i colori bianconeri, ma, soprattutto, ce li aveva favorevolissimi con quelli biancoverdi, già arbitrati in 5 occasioni, con 3 vittorie e 2 pareggi finali. Evidentemente tutto insieme era troppo per la squadra aquilotta e la sua sfida alla cabala è andata fallita: un sofferto pareggio, in rimonta, per 1-1, che ha lasciato la casella sconfitte di Avellino e Tesser ancora immacolata.

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