La rivincita di Reja, a Bergamo L’Atalanta beffa la Lazio di Pioli in rimonta

 

 

 

 

 

 

 

 

Un articolo a cura di Giulio Oglietti


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Bergamo – Brutta sconfitta per Pioli, che conferma l’andazzo della Lazio di questo inizio di stagione: spesso bella, azioni travolgenti di prima intenzione, con un Biglia tornato a pieni regimi dopo l’infortunio delle prime giornate, ma a dir poco inconcludente. Stesso discorso vale per Felipe Anderson, forse distratto dalle voci di mercato estive, forse spaventato dalle eccessive responsabilità, probabilmente non ancora uno Stakanov. Di fronte si son trovati una Dea in splendida forma, senza eccessive ambizioni e trascinata da un Papu Gomez finalmente tornato ai livelli di Catania dopo un’esperienza tutt’altro che entusiasmante al Metalist. La gara parte a ritmi alti, prima Gomez impegna Marchetti, poi sale in cattedra la squadra capitolina: Masiello atterra Anderson, pennellata di Biglia, 1 a 0. Sembra tutto in discesa per i biancocelesti, ma la squadra bergamasca tiene botta al gran pressing, con Stendardo e Carmona che rimediano agli errori di De Roon e Masiello. Si arriva a fine primo tempo con ancora un paio di azioni per parte: sempre Stendardo manca per millimetri il pareggio e Sportiello para facilmente una conclusione al volo di Onazi. Il primo tempo inizia in salsa nerazzurra: Gomez viene atterrato regolarmente in area dopo una triangolazione fulminea con Moralez, che successivamente spreca una palla al bacio di De Roon. Risponde la Lazio, Matri spreca un cross al bacio di Candreva, Masiello salva in extremis su contropiede condotto sempre dall’ala ex Juventus e Livorno. Come troppo spesso accade, nel momento migliore della Lazio arriva la batosta: D’Alessandro brucia Lulic sulla destra, traversone sul secondo palo, controllo a seguire di Gomez che crossa rasoterra. Basta è sfortunato nella deviazione, è autogol. Colantuono abbassa la squadra, un pareggio è più che sufficiente. D’Alessandro, scuola Roma, e Gomez non ci stanno: stessa aziona del primo (auto)gol: cross dall’out di destra di D’alessandro, controllo del Papu che insacca sotto l’incrocio dei pali. L’atleti azzurri d’Italia esplode. La partita finisce poco dopo senza particolari degni di nota, l’unica sostituzione significativa di Pioli arriva all’80 con Klose al posto di Onazi, rimandata fin troppo considerando l’ evidente stanchezza degli inamovibili.

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La rivincita di Reja – L’Atalanta conferma l’ottimo momento e la scelta di Reja: settimo posto e prima big castigata dopo le sconfitte con Inter, Fiorentina e Juventus. La Lazio deve probabilmente ritrovare l’umiltà e la semplicità che l’hanno contraddistinta la scorsa stagione, le batoste prese da Chievo, Napoli e Sassuolo, a cui va ad aggiungersi quella di ieri sera, non sono accettabili da una squadra che ha più volte ribadito la volontà di innalzare le proprie ambizioni oltre il terzo posto dell’anno scorso.

LE PAGELLE

ATALANTA

SPORTIELLO 5.5: Parte malissimo, rimane immobile sulla punizione di Biglia al ’16, dopo viene raramente chiamato in causa, un paio di interventi semplici su Onazi nel primo tempo e su Anderson nella seconda metà.

MASIELLO 5: Primo tempo horror, troppo irruento l’intervento su Anderson che causa la punizione da cui scaturisce il vantaggio biancoceleste, almeno tre errori banali in disimpegno che rischiano di peggiorare la situazione. Meglio nella seconda frazione da centrale nella difesa a tre, perde ancora Anderson e si fa ammonire. Unica nota positiva il salvataggio in scivolata al ’56 su un ribaltamento di fronte laziale.

STENDARDO 7: Migliore in campo nel primo tempo, mai una sbavatura e interventi precisi a supporto di Masiello, va vicinissimo al pareggio alla mezzora in tuffo di testa su punizione di Gomez dall’out di sinistra. Secondo tempo di gran ordine, perde la palma di man of the match solo per una prestazione maiuscola di Gomez.

PALETTA 6.5: Meno in risalto del compagno di reparto, fa valere la sua stazza nei contrasti aerei prima con Matri, poi con Djordjevic.

DRAME’ 5: Quasi invisibile, i pericoli arrivano soprattutto dalla sinistra. Si perde in due occasioni Basta, schierato esterno di centrocampo nel 3-4-3 nella ripresa, viene subito sostituito da D’Alessandro.

D’ALESSANDRO 6.5: L’esterno scuola Roma vede biancoceleste e accende la partita: il suo ingresso è la chiave di volta della rimonta bergamasca, continue accelerazioni mandano in tilt Lulic. Dai suoi cross per Gomez nascono i due gol della Dea.

CARMONA 6: Cileno nervoso nel primo tempo, pressing estenuante ma soffre la qualità di Biglia. Fisicamente impressionante, cala leggermente nel secondo tempo ma senza sbavature.

DE ROON 6: Ci ha abituato a prestazioni di ben altro livello, unico acuto a inizio primo tempo quando verticalizza benissimo per Moralez che spreca. Tutto sommato sufficiente.

KURTIC 5: Un tempo incolore, si fa notare solo per una punizione alta. Stesso discorso fatto per De Roon, ci si aspetta di più.

RAIMONDI 6: Entra al posto di Kurtic nella ripresa, gioca prima a destra, poi a sinistra nel nel centrocampo a 4 svolgendo compiti di copertura senza sbavature.

MAXI MORALEZ 6: Primo tempo altalenante, dialoga spesso con Gomez ma spreca troppo: l’errore a inizio secondo tempo poteva pesare.

CHERUBIN s.v.: Entra ad un quarto d’ora dalla fine al posto di Moralez per abbassare il baricentro.

PINILLA 5.5: Un fantasma, entra nella storia della partita solo per aver fatto ammonire Lulic.

GOMEZ 7.5: Pronti, via: preoccupa subito Marchetti con un destro da fuori aerea, fa ammattire Basta ed Onazi, propizia l’autogol del terzino serbo e suggella l’ottima prestazione con un colpo da biliardo. Migliore in campo Sportmain.

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LAZIO

MARCHETTI 5.5: Prima ora di gioco senza preoccupazioni, poco reattivo sul primo gol, ma tutto sommato esente da eccessive colpe.

BASTA 4.5: Perennemente in difficoltà su Gomez, non riesce ad incidere in attacco ed è sfortunato sull’autogol. Prestazione da dimenticare.

HOEDT 5: Lento e spesso impacciato, perde costantemente in velocità Gomez e raramente appare sicuro. Il divario con De Vrij, in questa partita, è imbarazzante.

GENTILETTI 5.5: Meglio dell’olandese, contiene Pinilla ma viene trascinato dalla giornata nera della difesa biancoceleste. Ordinato nel primo tempo in impostazione.

LULIC 5: Primo tempo di grande spinta sulla fascia di competenza, pecca in concretezza ma soprattutto in copertura su D’Alessandro.

ONAZI 5: Il filtro chiesto da Pioli a centrocampo arriva raramente dal nigeriano, spesso impulsivo e fuori tempo, viene ammonito alla mezzora per un fallaccio su un indemoniato Gomez.

BIGLIA 6.5: Primo tempo da trascinatore, parte male con un’ammonizione in seguito ad un controllo errato, poi sale in cattedra: geometrie e punizione perfetta. Stesso discorso di Gentiletti, risente della cattiva prestazione della squadra e cala inesorabilmente nella ripresa.

CANDREVA 5.5: Si dimena invano sulla destra, crossa tantissimo ma mai pericolosamente. In calo fisico rispetto alle altre uscite stagionali.

MILINKOVIC-SAVIC 6: Dimenticate le lacrime di Firenze, dimostra gran personalità e qualità, alterna giocate di spessore ed è il primo a pressare De Roon. Ottimo prospetto l’ex Genk classe ’95, conferma l’investimento e la fiducia di Pioli.

FELIPE ANDERSON 5: Stanchissimo e di conseguenza inefficace, salta spesso l’uomo ma nulla di più.

MATRI 5: Primo tempo di sacrificio, pressa e fa salir la squadra. Spreca poi sparisce nella ripresa.

DJORDJEVIC 4: Pioli lo getta nella mischia ma non tocca un pallone, inesistente.

KLOSE s.v.: Unica sostituzione, decisamente in ritardo ed inutile.

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