A Firenze Suosa stupisce, sperimenta, diverte: la Viola travolge il malcapitato Frosinone per 4-1 e torna in vetta

Questione d’atteggiamento. C’è chi le partite le vince 1-0 blindando il risultato con un apprezzabile gioco difensivo a murarlo in cassaforte e chi fa del gioco offensivo una imprescindibile scelta tattica. Paulo Sousa che sul 3-0 riprende Babacar perché non prosegue con la giusta intensità in attacco, appartiene a quest’ultima categoria.

PARCO GIOCHI VIOLA, ATTRAZIONE TIRO A SEGNO – I viola giocano per riprendersi la testa della classifica accanto all’ex vate, Mancio, già travolto, a proposito di goleada, qualche settimana fa. Il Frosinone vorrebbe fare il guastafeste, come già fatto in casa bianconera, sull’onda della vittoria nello scontro diretto tra neopromosse della scorsa settimana. La questione è sempre l’atteggiamento. La squadra di Stellone si schiaccia dietro per limitare i danni. Quella di Sousa schiaccia, e basta, qualsiasi cosa gli si pari dinnanzi come un rullo compressore. Così il primo tempo è solo esercizio di stile viola, un parco giochi in cui i padroni di casa si divertono scendendo a piacimento sulle fasce, provando tiri da fuori, impegnando il portiere altrui in parate miracolose. Un vero e proprio tiro a segno a cui partecipano un po’ tutti: Babacar al 4′ e al 18′, Rebic al 5′, Borja Valero al 12′, Badelj al 15′. Per una squadra che, in un tempo, scaglia 9 tiri in porta (a 0!), sfrutta 6 angoli (a 0!) e lascia agli avversari vedere il pallone per soli 7′, fa un po’ sorridere che il primo gol arrivi da un cross sbagliato, di Rebic, che si insacca al sette, imprendibile per l’incolpevole Zappino. Da lì, poi, la situazione degenera, per le povere vittime laziali: Rodriguez beffa il portiere deviando una punizione dalla sinistra; Babacar realizza il rigore procurato dall’intervento scomposto di Diakitè su Mati Fernandez; il promosso a sorpresa Suarez fa poker con un tiro da fuori. Un 4-0 nel primo tempo, con l’allenatore che incita a non perdere la concentrazione e non abbassare il ritmo, pare un messaggio piuttosto chiaro.

CACCIA A ROSSI – Il secondo tempo inizia con la novità Verdù al posto di Babacar non al meglio, ma l’atteggiamento non cambia di molto se è vero che, per far entrare Rossi, Sousa toglie Roncaglia. La seconda metà di partita è una “caccia a Rossi”, col tentativo di restituirlo al tabellino di serie A dopo la doppietta in Europa. Un tentativo fallito, che si limita a qualche buona occasione non finalizzata al meglio, ma è comunque apprezzabile e rientra perfettamente nel clima che si respira a Firenze di questi tempi, un clima alla “volemose tutti bene”, in cui l’allenatore ruota i giocatori e manda messaggi “tutti necessari, nessuno indispensabile” alla comunità, perché nessuno non si senta sufficientemente importante da rovinare un meccanismo che, finora, sta girando alla grande. Certo un impegno come questo può permettere esperimenti. Anche quelli in corso d’opera, con Sousa che si diverte a spostare giocatori in ogni angolo del campo per provare nuove soluzioni per il futuro. Borja Valero manca poco lo provi pure in porta. E invece no, in porta preferisce far esordire il giovanissimo Lezzerini al posto di Tatarusanu, sempre nell’ottica dei famosi messaggi da inviare alla comunità. Un messaggio simile lo invia anche Stellone dall’altra parte, che per l’inizio del match fa la scelta opposta: fuori il giovanissimo Leali e dentro, all’esordio, il buon vecchio Zappino, che non ricorderà di sicuro la sua prima in A con piacere, anche se, nonostante tutto, ha potuto fare ben poco, ed, anzi, ha fatto anche una serie di buoni interventi. Il giovane Lezzerini la giornata la ricorderà, anche se, magari, in una partita che si è avviata su questi binari, essere l’unico che subisce il gol non è esattamente quello che t’aspetti. Il Frosinone, infatti, nel corso di secondo tempo, si ricorda di scendere dal pullman e, complice un fisiologico, se pur non ben digerito da Sousa, abbassamento della guardia viola, qualcosa costruisce e, il gol, dopo averlo sfiorato con Verde, che prende traversa da fuori area, lo realizza davvero, con il veterano, Capitan Frara, lesto a insaccare un assist involontario di Longo. Poi arriva il fischio finale. A Firenze si ride, tornando a guardare tutti dall’alto. A Frosinone un  po’ meno, ma non era certo questa la partita della stagione.

FIORENTINA-FROSINONE 4-1

FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu (71′ Lezzerini); Tomovic; Rodriguez; Roncaglia (58′ Rossi); Rebic; Badelj; Suarez; Pasqual; Fernandez; Borja Valero; Babacar (46′ Verdù). A disp: Sepe; Vecino; Gilberto; Kalinic; Bernardeschi; Blaszczykowski; Astori; Ilicic. All.: Paulo Sousa.

FROSINONE (4-4-1-1): Zappino; M. Ciofani; Diakitè; Bertoncini; Crivello; Paganini; Chibsah (61′ Carlini); Sammarco (74′ Gucher); Frara; Verde; D. Ciofani (61′ Longo). A disp.: Leali; Russo; Gori; Rosi; Dionisi; Tonev; Blanchard. All.: Stellone.

ARBITRO: Fabbri. Guardalinee: Longo, Galloni.

MARCATORI: 24′ Rebic (Fi), 29′ Rodriguez (Fi), 31′ rig. Babacar (Fi), 43′ Suarez (Fi), 87′ Frara (Fr)

NOTE: Ammonizioni: Paganini del Frosinone. Recupero: 2′ pt, 2′ st.

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