F1; in Messico ennesima doppietta Mercedes, vince Rosberg, disastro Ferrari

PASSEGGIATA- decima doppietta (su 17 gare) per la Mercedes, nel rinnovato circuito di Città del Messico dove la F1 ritornava dopo 23 anni. In una cornice di pubblico davvero straordinaria per partecipazione e folclore, stavolta Nico Rosberg ha sfruttato la pole position cogliendo il quarto successo stagionale, e si è ripreso il secondo posto nella classifica piloti, nella quale ora può vantare un vantaggio di 21 punti, a sole due gare dal termine, su Sebastian Vettel, ieri rimasto a secco. Poco più che una passeggiata, l’ennesima, per le frecce d’argento, con Hamilton che, a parte l’incomprensione sull’ultimo cambio gomme, imposto per precauzione dal team, si è limitato a seguire il compagno senza mai attaccarlo con decisione. Mancando la Ferrari, nessuno poteva tenere il ritmo della formidabile vettura tedesca; la pista messicana, con due lunghi rettilinei, non consentiva infatti alle Red Bull, penalizzate dalla scarsa potenza della PU Renault, di tenere il loro passo, e le Williams, costrette entrambe ad un cambio gomme anticipato, non hanno mai potuto spingere a fondo per preservare gli pneumatici. Numeri imbarazzanti (per gli altri), quelli della casa di Stoccarda; 14 vittorie su 17 gare, con 10 doppiette, e 16 pole position.

GIORNATA NERA- come dice giustamente l’addetto stampa Ferrari Antonini, “speriamo che siano capitate tutte oggi”. Non succedeva dal GP d’Australia 2009 che entrambe le rosse si ritirassero per incidente, e le responsabilità, in questa corsa, vanno ascritte principalmente ad errori dei piloti. Sebastian Vettel,  protagonista di una stagione straordinaria, qui ha invece commesso vari errori che hanno prima compromesso, e poi concluso anzitempo, la sua gara. Sbagliando la partenza, si è ritrovato a duellare, e a toccarsi, con Ricciardo, e la conseguente foratura lo ha costretto ad un giro intero a passo d’uomo; poi un testacoda alla curva 7, senza conseguenze, ma che ha rovinato i suoi pneumatici costringendolo a percorrere 15 giri ad andatura ridotta, ed infine il dritto alla stessa curva 7 che lo costretto al ritiro. Più sfortunato Raikkonen, ma ancora una volta non all’altezza; costretto per aver sostituito parti del cambio e del motore a partire in ultima fila, ma comunque girava 2 secondi al giro più lento delle Mercedes anche a pista libera, e non può recriminare più di tanto per l’incidente con Bottas. Peccato, perché paradossalmente questo è il momento della stagione in cui la Ferrari, a livello di prestazioni, è più vicina alle frecce d’argento, grazie al grande lavoro di sviluppo del team sul motore e sull’aerodinamica, più ancora che in occasione dei 3 successi di Vettel, dovuti anche a circostanze particolari come le caratteristiche del circuito o le alte temperature con conseguente forte degrado delle gomme, circostanza questa verificatasi anche in Messico, aumentando cosi i rimpianti; se Vettel fosse rimasto con le Mercedes nei primi giri, poteva seriamente impensierirle. Restano comunque due gare per cogliere almeno un altro successo, sperando che entrambe le macchine riescano finalmente a partire davanti.

ALTRI- Detto della Red Bull, che seppur lontanissima dalla Mercedes si è comunque difesa bene nella morsa dei motori di Stoccarda, (ma che è ancora senza PU per il 2016), e della Williams condizionata dai cambi gomme forzati, ma comunque capace di andare a podio con Bottas, da segnalare la consistenza delle Force India, entrambe a punti, con l’idolo locale Perez battuto dal redivivo Hulkenberg, giunto al traguardo dopo 3 ritiri consecutivi. Stavolta lontane le Toro Rosso, evidentemente rimaste ad un livello di sviluppo telaistico più arretrato rispetto alla sorella maggiore austriaca e a loro volta penalizzate dal motore francese, e in crisi le Lotus, con gravi problemi economici (sarà già un miracolo che finiscano la stagione), in attesa che la Renault ne acquisti la piena proprietà. Un’altra gara anonima anche per le Sauber, a cui il nuovo pacchetto aerodinamico non pare aver dato grandi benefici, mentre ancora una volta un calvario per la Mc Laren-Honda; Alonso, già consapevole di non poter finire la corsa per problemi al motore, ha percorso solo un giro per compiacere tifosi e sponsor, mentre Button, dopo l’ennesima gara nelle ultime posizioni, stavolta si è platealmente lamentato lui via radio della scarsa aderenza, nonostante il grande impegno profuso dal team durante la stagione per sviluppare la vettura. A Woking, immaginiamo, non vedono l’ora che questa stagione da incubo finisca al più presto.

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