A tutta B: il tonfo del Crotone, la picchi…ata dell’Ascoli Picchio, il purosangue Trotta…nte, il piccolo Kessié, l’ecatombe tecnica e la giornata del gollonzi

IL TONFO DEL CROTONE – Scossone alla testa della classifica: il Crotone perde la sua seconda partita stagionale, dopo il passo falso propio alla prima giornata, allora col Cagliari, e, con una sconfitta di pari entità della precedente, stavolta col Pescara, perde la testa della classifica, cedendo il passo alla coppia delle inseguitrici che, invece, non falliscono il proprio appuntamento. Cagliari e Cesena, infatti, ora guardano tutti dall’alto, a 23 punti, grazie alle vittorie interne, con il medesimo risultato di 2-0, rispettivamente, con Vicenza e Lanciano. Il Crotone, così, ora è terzo con 21 punti e si deve guardare anche dal ritorno del Livorno, che, sbloccatosi dopo il lungo periodo di smarrimento, con la vittoria casalinga con il Trapani, ha toccato quota 20 punti. Ancora un punto sotto, a 19, il Bari, che non sfrutta a pieno l’impegno casalingo che l’avrebbe proiettata al terzo posto assieme ai calabresi, non andando oltre l’1-1 con un coriaceo Novara, rimontando, tra l’altro, grazie ad un autogol di Faraoni in pieno recupero. A 18 sale il Pescara, che si esalta nel fine settimana battendo, come detto, la capolista con un sonante (seppur non scevro di polemiche) 4-1, ma poi fallisce anch’esso l’aggancio proprio ai rossoblu di Juric andando a perdere il recupero infrasettimanale con il Novara. Ancora un punto sotto, ad occupare gli ultimi due posti per i play off, a pari punti, a 17, un sorprendente Brescia, che, zitto zitto, completa il suo aggancio alla zona spareggi, grazie alla vittoria sul Latina che costa la panchina a Iuliano, e un deludente Spezia che, invece, al contrario, completa la sua lenta discesa, arrivando ai margini della zona importante, dopo l’ennesimo pareggio, il terzo di fila, nello scialbo derby ligure con l’Entella. E sotto di lei, ad appena un punto, scalpita il Novara, che nel giro di tre giorni ha incamerato 4 punti portandosi a ridosso della zona play off.

L’ASCOLI PICCHIO IN… PICCHIATA – Qualche cambio significativo anche nelle posizioni di coda. Ultimo resta sempre il Como, che pareggia, con “regalo”, a Modena, e sale a 7 punti. Sopra di lui, a 9, scende il Lanciano, che perde sull’inespugnabile campo del Cesena. Appena un punto sopra, a 10, una coppia: la Ternana, che cede, in casa, sotto i colpi dell’ex amico Tesser e del suo Avellino, e l’Ascoli, che prosegue la sua lenta discesa, iniziata proprio quando aveva toccato il sogno di entrare in zona play off, perdendo in casa lo scontro diretto con la Pro Vercelli, la quale, proprio grazie alla vittoria, lo scavalca in classifica, raggiungendo quota 11 punti, al quintultimo posto, a pari merito con la Salernitana, che, invece, non va oltre l’1-1 nel suo match interno col Perugia. Squadra umbra che, tra l’altro, continua a sopravanzarla di un punto, a 12, assieme al Modena, anch’esso reduce dal pareggio in trasferta a Como.

IL PUROSANGUE TROTTA – Nuovo addensamento in testa alla classifica marcatori: i capocannonieri del torneo cadetto, ora, sono 4. A Farias e Geijo, infatti, capigruppo della scorsa settimana, a secco in questa, si aggiungono Lapadula, che fa un bel salto in avanti, segnando il secondo e il terzo gol del Pescara al Crotone, e Vantaggiato (foto di copertina), che, dopo una lunga latitanza, dovuta anche ad un fastidioso infortunio, torna in testa alla classifica, grazie al gol del definitivo 2-0 del Livorno al Trapani. Un gradino sotto, a 5 reti, il solito Gabionetta, fermo da un bel po’ di giornate, si vede raggiungere da Trotta, anche lui capace di un bel salto in avanti, grazie alla doppietta con cui ha chiuso i conti per l’Avellino a Terni. A 4 reti restano fermi Pasquato, Ragusa, Sau, Giacomelli e Giannetti. Giusto dedicare la vetrina di oggi ad uno dei giocatori andati in doppia marcatura, peraltro entrambi in partite molto significative per la propria squadra. Visto, però, che a Lapadula è già stato dedicato un paragrafo di questa rubrica, l’onore delle cronache, in questo numero, spetta, senza dubbio, a Marcello Trotta dell’Avellino. Trotta è un attaccante nato a Santa Maria Capua Vetere, il 29 settembre 1992. E’ un giocatore giovanissimo che, però, può già vantare un’esperienza internazionale di tutto rispetto. Iniziata, infatti, la carriera calcistica nelle giovanili del Real Portico e dell’ASD Recate, nel 2004 viene prelevato dal Napoli per il suo settore giovanile. Nel 2008, però, arriva la proposta irrinunciabile: gli osservatori del Manchester City lo notano e gli offrono l’opportunità di trasferirsi in Inghilterra, nel settore giovanile di una delle squadre più forti del Regno Unito. Da lì passa al settore giovanile del Fulham, che, nel 2011, lo manda a farsi le ossa nelle serie inferiori, facendogli cambiar maglia per 3 volte nella stessa stagione: comincia nel Wycombe, in Football League 1, dove realizza, con una regolarità esaltante, 8 gol in 8 presenze, a febbraio 2012 passa al Watford, in Championship, dove gioca una sola partita, prima di tornare alla base, sempre a febbraio, al Fulham, esordendo in Premier, dove gioca 2 partite. Nelle due stagioni successive passa, ancora in prestito, al Brentford, sempre il League 1, dove, la raggiunta stabilità, gli permette di guadagnarsi un posto da titolare, ripagato a suon di gol, 6 la prima, 12 la seconda. All’inizio della stagione 14/15 è al Barnsley, nella stessa serie, dove, fino a gennaio, gioca 5 partite segnando un gol, A questo punto, però, nel corso del mercato di riparazione, il giocatore, che, nel frattempo, ha già giocato in tutte le rappresentative Nazionali giovanili, entrando anche nell’orbita della U21 di Di Biagio, può tornare in Italia, fortemente voluto dall’Avellino che ne acquista il cartellino. Con la maglia biancoverde chiude la stagione con 16 presenze in stagione regolare, durante la quale, anche con i suoi 5 gol, contribuisce all’aggancio ai play off, dei quali gioca tutte e 3 le partite disputate, segnando anche 2 gol nel corso della semifinale di ritorno, a Bologna, che, però, non sono sufficienti a consentire alla sua squadra di approdare alla finale. Confermassimo quest’anno, è un titolare inamovibile degli irpini, avendo giocato sia le 2 partite di Coppa Italia disputate dall’Avellino, segnando in entrambi i casi, che tutte le 11 partite di campionato fin qui andate in scena. Fino a sabato erano 3 le reti realizzate. Partito in panchina nel match contro la Ternana, al 68′, sul risultato di 1-0 per la sua squadra, entra e ci mette appena 2′ a segnare il primo gol: riceve palla al limite dell’area piccola e con un pallonetto scavalca il portiere in uscita per il 2-0. A partita ormai ampiamente conclusa, al 5′ di recupero, su una ripartenza della sua squadra, riceve una palla filtrante al limite dell’area e, anticipando l’uscita del portiere, insacca di sinistro il definitivo 3-0. Grazie a questo risultato, l’Avellino ha potuto proseguire l’opera di risalita che, nel giro delle ultime 3 giornate, l’ha portato dal penultimo posto alle posizioni a ridosso della zona play off.

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OH OH, PICCOLO KESSIE – Anche questa settimana non si sfugge alla legge del gol giovane. E, anche questa volta, si tratta di un gol importante, che fissa il risultato sul 2-0 per la sua squadra, chiudendo i giochi, consentendole di conservare l’imbattibilità casalinga e, soprattutto, di agganciare la testa della classifica, approfittando del passo falso del Crotone. Si fa riferimento, ovviamente, a Franck Kessié del Cesena. Kessié è nato il 19 dicembre 1996 a Ouragahio, in Costa d’Avorio ed ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del calcio, come difensore centrale, nella squadra ivoriana della Stella Club d’Adjamé, con cui ha giocato nella massima serie del suo paese, di cui è anche un nazionale. Da lì l’ha prelevato l’Atalanta per il suo settore giovanile, a gennaio del 2015, aggregandolo anche alla rosa della prima squadra, pur senza mai farlo esordire in massima serie. Da giugno è in prestito al Cesena, dove, guadagnandosi la fiducia di Drago, fin qui ha giocato 7 partite, anche se è stato impegnato più che come difensore, come uomo di fascia, sfruttando la sua velocità e precisione negli inserimenti e nei passaggi per i compagni. Sabato il primo gol in Italia: al 75′ della partita casalinga contro il Lanciano, con il risultato già fissato sull’1-0 dal gol di Perico, è stato il più rapido ad avventarsi su un pallone vagante al limite dell’area, scagliando immediatamente un diagonale di destro che, toccando il palo, si è andato ad insaccare per il 2-0 finale.

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ECATOMBE TECNICA – Se, fin qui, il numero degli allenatori sostituiti era esiguo e si poteva gioire per l’inversione di un trend piuttosto triste del campionato cadetto di questi ultimi anni, nell’ultima giornata si è assistito ad una vera e propria ecatombe di allenatori, visto che le panchine saltate sono state addirittura tre. Una delle tre era praticamente annunciata, talmente annunciata che circolava voce nel prepartita che l’esonero sarebbe avvenuto indipendentemente dal risultato dell’incontro. Ci si riferisce a Carlo Sabatini del Como, che era alla guida della squadra lariana da gennaio dell’anno scorso. Aver dato una svolta tecnica al campionato del Como, portandolo al quarto posto finale e, quindi, alla vittoria dei play off, con il conseguente ritorno in serie cadetta, aveva creato un forte legame tra lui e i tifosi, al punto che, nonostante i non esaltanti risultati della squadra lombarda, che avevano portato allo stazionamento all’ultimo posto in classifica, c’era ancora una fronda importante della tifoseria che ne chiedeva la conferma. Questo, però, non ha mai intenerito la dirigenza, che, dopo aver tenuto il tecnico per diverse settimane sulla graticola, alla fine ha preso la decisione per il suo allontanamento, pare, come detto, ancor prima della disputa dell’ultimo incontro, il cui risultato, comunque, un pareggio interno col Modena, non ha certo aiutato il tecnico. Al suo posto arriva Festa. Un po’ meno atteso quello del sul collega, Petrone dell’Ascoli (alla squadra bianconera dalla scorsa stagione, confermato anche per la stagione in B, raggiunta attraverso il ripescaggio dopo l’esclusione di Teramo e Catania), non  tanto per i risultati espressi, che, come detto, nel giro di qualche settimana hanno portato la squadra dalle posizioni a ridosso della zona play off a quelle in zona retrocessione, ma quanto per il fatto che, di fronte anche ad una piazza che chiedeva la sua testa a più riprese, la società ha sempre difeso a spada tratta il tecnico, rinnovando la propria fiducia e scongiurandone l’esonero. Probabilmente messa di fronte all’ultimo risultato, la sconfitta interna con la Pro Vercelli e il conseguente terzultimo posto, non ha potuto fare a meno che cedere alle pressioni ed esonerarlo. Al suo posto, dopo diversi giorni in cui veniva dato per certo l’arrivo di Lopez, arriva, notizia di oggi, Devis Mangia. L’ultimo esonero è, sicuramente, il meno atteso, ovvero quello di Iuliano del Latina. Arrivato a stagione in corso nello scorso campionato, aveva risollevato un Latina che latitava nelle ultime posizioni della classifica, portandolo, alla prima esperienza su una panchina professionistica, alla salvezza a fine stagione. Buona la partenza questa stagione, con il Latina stabile nelle posizioni di metà classifica, seppur con risultati altalenanti. Fatale, evidentemente, il solo punto conquistato nelle ultime 3 partite, nel pareggio di Como, seguito da due sconfitte, quella interna con la Ternana e quella di sabato a Brescia. Al suo posto Somma.

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L’ex tecnico lariano Sabatini

LA GIORNATA DEI GOLLONZI – Giornata ricca di gol belli e di pregevole fattura, come la punizione di Di Gennaro che, piegando le mani di Vigorito, ha fissato il risultato di Cagliari sul 2-0. Accanto a questi, però, non può sfuggire l’accoppiata di gol, peraltro decisivi, che, se esistesse ancora la trasmissione Mai Dire Gol della Gialappa’s Band, sarebbero entrati di diritto nella classifica dei gollonzi della settimana e, forse, del campionato, anche perché, trattandosi di due errori difensivi, definirli “infortuni” pare quasi un complimento, soprattutto per il peso che hanno avuto sul risultato finale. Il primo è un caso di recidività, visto che l’autore è già alla seconda “prodezza” stagionale di questo genere: al 93′ della partita del San Nicola tra Bari e Novara, con gli ospiti in vantaggio per 1-0 grazie al gol di Faragò segnato nel primo tempo, con l’incontro che si sta avviando alla conclusione e gli ospiti che, ergendo un fortino, stanno resistendo al forcing dei galletti, che consentirebbe loro di portare a casa un’importante vittoria, avvicinandoli ulteriormente alla zona play off, dopo che, qualche settimana fa, latitavano nelle ultime posizioni della classifica, De Luca del Bari scende sulla destra e, in quella che, probabilmente, è l’ultima azione del match, giunto al limite dell’area, scaglia un diagonale che attraversa tutta l’area senza che nessun compagno possa arrivare alla deviazione, ma, prima che la palla possa accomodarsi tranquillamente sul fondo del campo, arriva Faraoni del Novara che, probabilmente convinto che possa esserci qualche avversario dietro di lui, prova a sparare il pallone oltre la linea di fondo, ma, questo, invece che partire in diagonale, rotola dritto davanti a lui, insaccandosi per il più sciocco degli autogol, che regala l’insperato pareggio ai padroni di casa. Il secondo è, sicuramente, il più assurdo e inspiegabile (tanto che anche Crespo ha detto che in settimana chiederà al suo giocatore cosa volesse fare davvero…): a 10′ dalla fine della partita di Como tra i lariani e il Modena, con gli ospiti in vantaggio grazie al bel gol al 5′ della ripresa di Rubin, Ebagua vince un duello di testa a centrocampo e indirizza il pallone verso Ganz, che, al limite dell’area, con il difensore che lo contrasta, non riesce a far di meglio che toccare un morbido pallone che, in modo del tutto innocuo, rimbalza a metà area e si dirige verso il portiere Provedel, in comoda uscita, il quale, però, inspiegabilmente, pone il proprio corpo in una posizione (forse alla ricerca di uno stop di petto, completamente sbagliato…) che fa sì che il pallone gli passi a lato e, cogliendolo, a quel punto, in controtempo, si vada lentamente a spegnere in fondo al sacco, consentendo al giovane figlio del noto “El segna semper lu” degli anni nerazzurri, di segnare il suo primo gol in B e agli avversari di conquistare un punto che ne muove, seppur di poco, la asfittica classifica.

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A Provveder non resta che recuperare il pallone dal fondo del sacco

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