Roma – Lazio (2-0): In un derby di protesta la Lazio è nervosa, la Roma vince senza subire reti e ritrova Gervinho

asr2-0

STADIO OLIMPICO DI ROMA – In una piacevole dodicesima giornata di A sul prato dell’Olimpico si gioca la stracittadina, o meglio quello che c’è di piacevole è frutto del clima insolito così come una coreografia che manca da entrambe le tifoserie per le restrizioni volute dal Prefetto di Roma, con l’intento di scongiurare il ripetersi di episodi di violenza non molto lontani. Fatto sta che la protesta dei tifosi prosegue, con un pubblico numericamente ristretto sugli spalti. Di insolito ci sono anche le assenze di Totti e De Rossi, Florenzi siede invece in panchina, l’unico romano in campo è Candreva per la Lazio. Ma i motivi per giocare il derby sono altri e la Roma lo sa soprattutto dopo la gara di mezzogiorno vinta per l’ottava volta di misura (0-1) dall’Inter in casa del Toro. La Lazio è lontana cinque punti e vuole riscattarsi dopo la sconfitta subita una settimana fa contro il Milan. Entrambe le romane tornano trionfanti dalle sfide sui palcoscenici europei. Nulla da aggiungere, dirige Tagliavento.

PRIMO TEMPO DECIDE DZEKO – Vainqueur a centrocampo al fianco di Nainggolan (oggi capitano viste le assenze storiche), Pjanic è squalificato, Salah fa il funambolo-fantasista alle spalle di Dzeko. Pioli mette Biglia in cabina di regia e in attacco propone gli sprinter Candreva e Anderson con Djordjevic fulcro. La gara parte confusa soprattutto nei primi 5’, poche giocate palla a terra e prive di schemi. Gervinho ha un altro passo a testimonianza di una forma ritrovata, Dzeko al 9’ supera di astuzia Gentiletti che lo stende e concede il rigore: l’attaccante se ne incarica e trasforma centralmente l’1-0. Replica Candreva una manciata di minuti dopo con un tiro di drop al 11’ che non inquadra lo specchio. Sale in cattedrea Salah che spazia da una fascia all’altra e crea scompiglio tra le maglie biancocelesti, Lulic e Candreva sono contenuti sulle fasce. Al 26’ la traversa dice di no ad Anderson, il suo tiro potente dai 30 metri aveva messo fuori causa Szczesny. Squadre che non si sbilanciano e con giocate sporadiche cercano l’incisività. Lazio nervosa per via di un Gervinho in palla che parte spesso in velocità e semina gli avversari, costringendo al giallo Biglia dopo uno slalom per vie centrali. Al 33’ gli undici di Pioli si proiettano sulla sinistra, Rudiger anticipa Djordjevic mettendo in angolo il cross di Lulic (primo grattacapo per la Roma). Laziali discontinui, gioco poco fluido mentre la Roma quando scala marcia si rende pericolosa con tutto il suo reparto offensivo; al 38’ Gervinho si inserisce sulla destra prima di servire Dzeko tamponato da Basta al momento di colpire la sfera. Falque corre e si sacrifica, Gervinho è un leone indomabile che ispira la manovra giallorossa come al 40’ quando Nainggolan da fuori fa partire un diagonale che si stampa sul legno alla destra di Marchetti. Con il pari tra pali e traverse si va negli spogliatoi.

LAZIO NERVOSA, CHIUDE GERVINHO DI PRECISIONE – la gara riparte in sordina, niente di entusiasmante viene offerto le squadre a parte il nervosismo che regna sovrano nelle fila laziali. Al 57’ Salah riceve un pestone antisportivo di Lulic ed è costretto ad uscire in barella. Buona la gara di Vainqueur a centrocampo, caparbio a sradicare il pallone dai piedi degli avversari e senza sbagliare troppo nella scelta del tempo d’intervento. Al 61’ riconquista la sfera proprio Vainqueur che fa ripartire il contropiede con Gervinho in accelerazione laterale, Dzeko a rimorchio e sbilanciato può solo concludere alto. Klose sostituisce un inconcludente Djordjevic al 62’ ma Gervinho è sul pezzo e corona la sua prestazione un minuto dopo, agile ad andare in percussione centrale, superare Basta e mettere la palla tra palo e portiere.gervi Tensione alle stelle per la Lazio che non ci sta ma reagisce solo con provocazioni, Radu e Vainqueur vengono ammoniti (il romeno verrà sostituito per Keita Balde al 67’). Se il collettivo è carente via allora all’individualità, Anderson al 71’ accelera e fa spendere il giallo a Digne, Candreva batte la punizione ma non va oltre il corner. Un Anderson che prova a scardinare la difesa viene stroncato da un onnipresente Manolas. Garcia non rischia e manda dentro Keita per Vainqueur al 73’. La Roma è squadra e lo dimostra l’azione corale del 79’, partita da destra e conclusasi a sinistra con Falque che non riesce a girarsi in area e Keita poi sbaglia un facile colpo del KO. L’altro Keita (Balde) approfitta della stanchezza di Torosidis e lo punta in un paio di occasioni, al 87’ si accentra e tira senza grosse difficoltà per Szczesny, al 90’ sempre l’esterno biancoceleste scatta sul fondo crossando a mezza altezza per Klose che in spaccata manca l‘appuntamento con il gol. Cinque minuti di recupero concessi dall’arbitro, la Roma controlla grazie ad una prestazione sopra le righe di Falque e Nainggolan solita diga davanti la difesa. Garcia, al di là dei della vittoria ottenuta in questo derby alternativo, è soddisfatto di esser tornato ad un punto dalla vetta e soprattutto di non aver subito reti, aspetto su cui dovrà lavorare la Lazio in questa imminente sosta per gli impegni con le nazionali.

ROMA – LAZIO 2-0 (1-0)

Roma (4-2-3-1): Szczesny; Torosidis, Rudiger, Manolas, Digne; Nainggolan, Vainqueur (73’ Keita); Gervinho (80’ Iturbe), Salah (58’ Florenzi), Falque; Dzeko. All. Garcia

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Radu (67’ Keita B.); Biglia, Parolo, Lulic; Candreva (80’ Matri), Djordjevic (62’ Klose), Anderson. All. Pioli

Marcatori: 10’ Dzeko (R), 63’ Gervinho (R)

Ammoniti: 9’ Gentiletti (L), 29’ Biglia (L), 65’ Radu (L), 68’ Vainqueur (R), 70’ Digne (R), 94’ Anderson (L)

Arbitro: Tagliavento

MIGLIORE IN CAMPO SPORTMAIN: Gervinho 7.5 – Rigenerato. Una sola parola per descrivere un giocatore altalenante sotto il profilo fisico nell’ultimo periodo. Corre ovunque, non si risparmia venendo a chiudere a ridosso della linea difensiva, ispiratore negli ultimi venti metri ha costretto quasi sempre al fallo l’avversario. Il gol è totalmente guadagnato e meritato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *