La Fiorentina espugna Marassi: Ilicic e Kalinic firmano il successo viola, Sampdoria inerme

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Stadio Luigi Ferrari – Continua il gran momento della compagine viola che risponde all’Inter, vincente di misura sul Torino, sconfiggendo la Sampdoria a Marassi. Zenga affronta la partita a viso aperto: dietro al tridente Eder-Muriel-Carbonero schiera Soriano, Barreto e Fernando, centrocampo volto più alla costruzione che all’interdizione. La sorpresa è la scelta del giovanissimo Pedro Pereira (classe 1998, di spiccate doti offensive), come laterale mancino di difesa in risposta alla decisione di Sousa di schierare Bernardeschi (e non Blaszczykowski) largo a destra. Togliendo Pasqual al posto di Marcos alonso, Sousa conferma la formazione tipo: Gonzalo Rodriguez, Roncaglia ed Astori in difesa, Vecino-Badelj in mediana, Borja Valero ed Ilicic in supporto a Kalinic unica punta.

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Ore 20.45, calcio d’inizio – L’inizio sembra dar ragione all’Uomo Ragno: da due ripartenze sulla sinistra rimangono ammoniti, per fallo tattico, Vecino e Badelj. Dallo stesso out scaturisce l’episodio che definirà la trama della partita: Bernardeschi raccoglie un lancio, sombrero su Zukanovic che “para”: è rigore. Viviano intuisce ma Ilicic insacca, la Viola è avanti dopo solo dieci minuti. Poco dopo Kalinic divora egoisticamente il raddoppio ignorando Ilicic a tu per tu con Viviano, il suo rasoterra finisce di poco a lato. Prosegue il dominio della Fiorentina per il resto della prima frazione, ma le conclusioni dalla distanza di Ilicic e Vecino finiscono in tribuna. Si va negli spogliatoi con le (giuste) proteste di Zenga, che reclama la mancata seconda ammonizione di Vecino per fallo di mano.

 

La ritirata di Zenga – Si parte con la bocciatura di Pereira (troppo evanescente in fase difensiva, al suo posto Mesbah) e si prosegue sulla falsa riga del primo tempo: Fiorentina allo sbaraglio e blucerchiati ai ripari. Il raddoppio è nell’aria e solo due grandi parate di Viviano tengono a galla la Sampdoria nel primo quarto d’ora. Ilicic e Kalinic, manco giocassero insieme da anni, dialogano che è un piacere: il croato finalizza un rasoterra al bacio dello sloveno in area di rigore, è 2 a 0. Sousa decide di abbassare i ritmi inserendo Marcos Alonso (per uno stremato Pasqual) e Mario Suarez (per l’ammonito Badelj). In fase difensiva è un 3-6-1, Borja Valero e Ilicic contribuiscono al blocco di centrocampo, Bernardeschi svolge egregiamente la fase difensiva senza disdegnare conclusioni dalla distanza, Kalinic è impressionante in pressione sui registi doriani. L’unica occasione per ribaltare il match la regala Facundo Roncaglia sui piedi di Eder, che conferma la giornata nera cadendo nei tranelli di Tatarusanu che compie un unico, seppur grande, intervento degno di nota. Zenga tenta inutilmente la mossa Cassano, ma è troppo tardi. Russo fischia la fine, finisce 2 a 0.

bernardeschi-2015

Viola da scudetto? –  La realtà creata da Montella e perfezionata da Sousa si pone a fianco di quella napoletana per estetica ed efficacia. Solità difensiva, propulsione offensiva e rapido gioco palla a terra sono soltanto le qualità più evidenti. Kalinic è senza dubbio l’innesto più azzeccato e utile nel complesso viola, il pressing estenuante e il cinismo del nazionale croato sono fondamentale nelle due fasi di gioco. A ciò si aggiungono Vecino e Bernardeschi, pronti al salto di qualità, ed il ritorno a livelli importanti di Borja Valero ed Ilicic. Sui blucerchiati poco da dire, inutile ripetere i limiti psicologici già noti dopo il preliminare di Europa League. Il rendimento di Zenga è a malapena da metà classifica, il mercato importante condotto da Osti rischia solo di illudere Genova, speranzosa di un ritorno ai fasti di Gullit, Vialli e Mancini, ormai un ricordo sfocato.

Il Tabellino:

Sampdoria (4-3-3): Viviano 6.5, De Silvestri 5, Silvestre 5.5, Zukanovic 5, Pereira 4.5(dal ’45 Mesbah 5) , Barreto 5, Fernando 5.5, Soriano 5.5 (dall’80 Cassano s.v.), Carbonero 5.5, Muriel 6, Eder 5. All. Zenga 5.

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu 6.5, Roncaglia 5.5, G.Rodriguez 6.5, Astori 6, Bernardeschi 6.5, Badelj 6 (dal ’73 Mario Suarez 6), Vecino 7, Pasqual 5.5(dal ’66 Marcos Alonso 5.5), Ilicic 7.5 (dall’81 Mati Fernandez s.v.), Borja Valero 6.5, Kalinic 7. All. Sousa 7.

Migliore in campo Sportmain: Ilicic. Fa impazzire la retroguardia viola, la libertà di svariare concessagli da Sousa ha quasi fatto sparire la discontinuità che ha caratterizzato le stagioni precedenti in viola e rosanero. Arretra il baricentro per impostare, prova (forse fin troppo) conclusioni dalla distanza, tempi d’inserimento e di assistenza da giocatore rodato. Freddo e preciso nei calci piazzati, fondamentale.

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