MotoGp, questo non era quello che volevamo…

Lo ammetto, mi ci sono voluti alcuni giorni prima di riuscire a mettere insieme dei pensieri che non fossero troppo di parte. Perché quando succedono determinate cose l’imparzialità viene meno, esce la tifosa non solo del singolo ma dello sport. Perché uno se è sportivo lo è sempre, non a volte. E se non lo è non lo è mai, non in un episodio.

Ecco allora oggi viene da pensare che ci siano dei piloti di MotoGp che non siano veri sportivi. Commento da tifosa? Forse, ma lo ritengo più un commento da amante di uno sport che ha sempre regalato grandi emozioni, non solo a me, a tutti. Uno sport che ha sempre tenuto gli appassionati incollati a sedie e divani saltando di quando in quando ad un sorpasso, una scivolata, un incidente o una vittoria esaltante. Ma il finale di questa stagione non ha regalato tutto questo. Ha più il sapore della farsa. Inutile raccontare nel dettaglio quanto successo, voi che leggete lo sapete già e le mie parole sarebbero di troppo.

Con questo non voglio dire che scorrettezze non ce ne siano state anche in passato, ma in gara, quando un ginocchio allargato o una chiusura di traiettoria decisiva “rovinavano” quel Gp, non un’intera stagione. Rossi ha sbagliato nei confronti di Marquez, ma lui non è stato da meno. E allora perché sanzionare uno solo dei due? Perché sanzionarlo nell’unico modo che lo avrebbe messo assolutamente fuori dai giochi per il Mondiale a meno di un “miracolo”? Sì perché magari qualche punto di penalizzazione sarebbe stato meno difficile da affrontare. Sapere di poter comunque giocare alla pari per vedere alla fine chi è il migliore sarebbe stato più giusto. E questo non vuol dire che non avrebbe vinto Lorenzo. Alla fine le sue otto vittorie stagionali hanno pesato, giustamente, nel computo dei punti in classifica. E invece no, i duellanti non sono potuti partire alla pari e, come se non bastasse l’antefatto, a Valencia è andato in scena uno di quei biscotti che neanche nel calcio si vedevano più, da un po’.

Ovvio che si scatenasse il web, ovvio che i piloti in questione, Lorenzo e Marquez, perché a Pedrosa va riconosciuto d essere stato l’unico a provare a dare un pizzico di brivido all’ultima gara, cercassero di arrampicarsi sugli specchi, ma quello che davvero è rimato di questa stagione è tanto amaro in bocca per quel che poteva essere e non è stato, e questa è la visione della tifosa, o meglio di quel che doveva essere e non è stato. Non si discute l’ottima stagione di Lorenzo, ma si discute come si è arrivati alla fine. Ribadisco, il partire alla pari non voleva dire consegnare la vittoria a Rossi, che avrebbe chiuso la carriera, ma consegnarla al migliore, in assoluto.

Ora rimangono i dubbi, la incertezze, l’amarezza di aver visto inquinato uno sport fatto solo di cuore e passione, e la rabbia. La rabbia di chi si è sentito ingannato come tifoso o appassionato e la rabbia di un Valentino Rossi che ovviamente, da sportivo, ha deciso di salire in sella anche nella prossima stagione per provare a prendere quello che “forse” gli è stato tolto quest’anno.

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