Napoli, la sosta utile per ripartire al meglio

NAPOLI – La sosta ha permesso al Napoli di riposare, seppur alcuni big siano partiti per gli impegni delle nazionali, ed affrontare la sfida con il Verona con le pile ricaricate al massimo.

I RISULTATI – Il pareggio contro il Genoa e la vittoria per uno a zero contro l’Udinese hanno mostrato limiti del tutto invisibili fino a questo momento. La squadra gira e vince, segna e fa ancora meglio. Fino a questo momento non eravamo abituati ad un Napoli povero in zona goal, visto le cartucce a disposizione e con Higuain punta di diamante di un trio perfetto. Nonostante la superba prestazione contro il Genoa, è mancato all’appello soltanto il goal. Meno con l’Udinese, partita tosta per definizione quelle contro le squadre firmate Colantuono, ma la fortuna è avere un argentino che ha risolto, praticamente, una partita da solo. E’ anche così che si vince lo scu… per scaramanzia, non lo scriviamo, altrimenti Sarri ci querela per davvero!

FIATO CORTO… – Oltre all’ago nel pagliaio che abbiamo trovato – i pochi goal in due gare – visto che la Nazionale ha fermato il campionato e non possiamo occuparci dei fatti tragici di cronaca, non ci resta che ‘lamentarci’ – anche se non è il termine più appropriato – di un Napoli con il fiato corto. La prestazione con l’Udinese è arrivata nel momento opportuno, cioè prima della sosta, per far rifiatare parte della formazione, visto che i big sono stati convocati nelle proprie nazionali, chi per amichevoli e chi per le qualificazioni. Sostanzialmente la prova con l’Udinese è stata ‘meno’ perfetta del solito, seppur mai sottotono per la squadra azzurra. Negli ultimi dieci minuti ci ha pensato Reina a togliere le castagne dal fuoco, con due interventi di alta classe, ed evitare così il secondo pareggio consecutivo e si sa, a Napoli passa poco dal pronunciare la parola scudetto a crisi aperta.

… COME LA PANCHINA – La realtà è che nessuno si aspettava un campionato di così alto livello com’è stato finora. E forse nemmeno la società. Gli indizi sono chiari: un mercato di non altissimo livello – anche se il campo ha ovviamente smentito – una squadra non completa ed, infine, l’unico anno contrattuale fatto firmare a Sarri, senza pensare poi al budget limitato per permettere allo stesso tecnico di formare il suo staff. Questi indizi ora lasciano il tempo che trovano, visto che il problema principale è regalare a Sarri un paio di uomini a gennaio per completare il capolavoro e puntare lì in alto dove si vince qualcosa. No, non parleremo di nomi, ma un difensore serve come il pane e un centrocampista che faccia rifiatare Allan ed Hamsik pure. Il presidente ha capito che questo è l’anno buono?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *