Forever Aquile: Nicola Mingazzini

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Nuovo capitolo dedicato ad un giocatore. Anche stavolta tocca ad un calciatore un po’ di nicchia, che, comunque, può vantare un’onesta carriera che l’ha portato a calcare anche i campi della massima serie con le maglie di Atalanta e Bologna. Un giocatore che allo Spezia è arrivato giovanissimo, ed è rimasto per qualche stagione esprimendo la personalità che l’ha portato a divenire una bandiera della squadra, prima di spiccare il salto per il grande calcio. La puntata di oggi è dedicata a Nicola Mingazzini.

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GLI INIZI E L’APPRODO PRECOCISSIMO NELLO SPEZIA DEI RECORD – Mingazzini nasce a Faenza il 13 agosto 1980 e muove i primi passi nel mondo del calcio nelle giovanili del Ravenna. Nel 1998 raggiunge la prima squadra, che milita in B, in cui colleziona 2 presenze. Quindi all’inizio della stagione 99/00 passa allo Spezia. Non può scegliere momento migliore per approdare in bianconero: come già avuto modo di vedere in altre puntate di questa rubrica,l’ultimo campionato del millennio è un’autentica cavalcata degli aquilotti verso la C1. E’ la squadra di Mandorlini, una squadra costruita fin dall’estate per dominare il campionato, con un mix di veterani del pallone, di esperti della categoria e di giovani promettenti. Mingazzini è uno di questi ultimi. Il tecnico, che fino al ’98 ha collaborato con il Ravenna e, quindi, ha conosciuto il giocatore quando militava nelle giovanili, non ha dubbi a fare il suo nome. E la scelta non è un azzardo, perché, nonostante la giovane età, Mingazzini ha una grandissima personalità, che ne fa un giocatore di carattere, grande combattente di centrocampo, di quelli che in silenzio fanno legna sulla mediana e indirizzano una partita, proprio come piace ad un pubblico caldo come quello spezzino, che, ben presto, fa di Mingazzini uno dei propri beniamini. Esordisce alla seconda di campionato, in Montichiari-Spezia (0-2), subentrando al 70′ a Zamboni. Poi non rivede il campo fino alla 10^, a Viareggio, quando, ancora una volta, subentra a 9′ dalla fine, ma la successiva è già titolare, in casa, contro l’Imperia (2-1). Da lì, praticamente, non esce più, giocando 19 delle restanti 23 partite alla fine del campionato. E’ quindi uno dei protagonisti della promozione diretta in C1, con il primo posto conquistato senza sconfitte, con 15 punti di distacco dalla seconda in classifica. Visto l’approdo tardivo tra i titolari, non gioca, invece, neppure una partita in Coppa Italia. La conferma per l’anno successivo è scontata.

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LE SUCCESSIVE 3 STAGIONI IN BIANCONERO TRA ALTI E BASSI – Come già visto, la squadra che ha fatto così bene viene confermata in blocco, con qualche aggiunta per renderla più adatta alla categoria. La prima stagione di approdo alla C1 è considerata di studio: non ci sono grosse ambizioni, ma la squadra è buona e tutto potrebbe succedere. Mingazzini parte tra i titolari inamovibili, uno dei luogotenenti di Mandorlini che ha una fiducia incondizionata in lui, che lui ripaga con prestazioni di sudore e abnegazione, sempre su buoni livelli. L’esordio stagionale è in agosto, nella fase a gironi della Coppa Italia di C, nella roboante vittoria per 5-2 sulla Carrarese. In questa competizione, il giovane centrocampista giocherà 2 sole altre partite, nella fase a gironi, in casa, col Fiorenzuola (1-0) e l’andata dei quarti col Prato, che termina con la vittoria per 2-1, ma non serve per la qualificazione, perché al ritorno i toscani si impongono per 1-0 raggiungendo la semifinale. In campionato, invece, è ai nastri di partenza subito alla prima, lo 0-0 in trasferta a Lumezzane, e poi giocherà altre 27 delle restanti 33 partite, più l’andata del play off contro il Como, raggiunto grazie al 5° posto in stagione regolare, persa per 1-0 in casa. Salta invece il ritorno, in cui lo 0-0 qualifica i lariani alla finale. La stagione successiva le ambizioni sono, invece, altissime, anche perché alcuni innesti mirati rendono la squadra una delle migliori della categoria, che, infatti, lotterà fino alla fine per la promozione diretta col Livorno. In panchina c’è sempre Mandorlini e il suo scudiero Mingazzini è sempre in campo tra i titolari. In questo campionato gioca un po’ meno: 20 le presenze in stagione regolare, su 34, a partire dalla prima, la vittoria casalinga per 2-0 sul Monza. Gioca molto più in Coppa Italia di C, in cui delle 12 partite giocate dagli aquilotti fino alla semifinale, ne gioca ben 8 (salta la partita con la Reggiana nella fase a gironi, l’andata degli ottavi col Treviso ed entrambe le partite di semifinale con l’Albinoleffe, che determinano l’eliminazione dei bianconeri dal torneo). E’ presente anche in entrambe le partite giocate nella semifinale di play off giocata contro la Triestina, quella che doveva essere una passerella per la finale, visto il distacco a fine stagione (17 punti), e che invece si trasforma nella fine dei sogni aquilotti: Mingazzini è titolare nell’andata di Trieste persa 2-0 e subentra a 2′ dalla fine nel ritorno, vinto inutilmente per 1-0. Il giocattolo è rotto e l’entusiasmo scema nella stessa società, come si vede nella stagione successiva, in cui si parte senza Mandorlini in panchina. Mingazzini resta, comunque, uno dei titolari inamovibili. Soprattutto in Coppa Italia, dove gioca 8 delle 9 partite disputate nelle due diverse competizioni: gioca 2 delle 3 partite della fase a giorni della Coppa Italia principale, saltando solo l’Albinoleffe, che vede l’eliminazione immediata, mentre gioca tutte e 6 quelle del torneo di Serie C, fino agli ottavi, quando lo Spezia viene eliminato dalla Pro Patria (1-1 fuori, sconfitta 1-0 al Picco). La stagione, di cui si è avuto modo di parare in diverse occasioni (Buso, Dall’Igna, Lorieri, Pandev, Cuoghi), è piuttosto deludente: tanti alti e bassi, 3 allenatori stagionali e una zona play off persa per un soffio, giungendo sesti a 3 punti dall’ultimo posto buono, quello del Padova. Mingazzini, comunque, come detto, è ancora un titolare inamovibile, che esordisce alla prima, la sconfitta a Treviso per 2-0, e gioca 28 delle 34 partite stagionali, togliendosi, però, per la prima volta in carriera, anche la soddisfazione del gol: alla 26^ giornata, nel match interno col Prato, al 78′ segna il definitivo 2-1. A fine stagione arriva anche il termine dell’esperienza in bianconero, con un po’ di rammarico da parte dei tifosi che ne avevano fatto una propria bandiera per l’impegno e l’attaccamento alla maglia. Arriva, però, la chiamata di Mandorlini per la serie B e non si può dire di no. Così, alla fine della stagione 02/03, dopo 120 presenze e 1 gol nelle varie competizioni, Mingazzini lascia il Golfo.

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Una formazione dello Spezia 02/03: Mingazzini e al centro degli accosciati

UNA CARRIERA TRA A E B – Come detto, Mandorlini, che nel frattempo è diventato allenatore dell’Atalanta, lo rivuole con sé e Mingazzini non può rinunciare al salto in serie cadetta, in una squadra che mira alla serie A. E che ci riesce, infatti, subito al primo colpo, con lui in campo titolare inamovibile. La stagione successiva, la 04/05, quindi, arriva anche l’esordio in massima serie, dove gioca 27 partite, ma non riesce ad evitare la nuova retrocessione dei nerazzurri. Nella stagione 05/06 mette insieme altre 17 presenze in B con gli orobici, prima di passare, nel mercato di gennaio, al Bologna, sempre in serie cadetta, con cui chiude la stagione con altre 16 presenze e i suoi primi 2 gol in B. Giunto in prestito con diritto di riscatto della comproprietà, il Bologna decide di tenerselo stretto, così che nel giro di due stagioni lo fa suo completamente. In rossoblu, infatti, resta, sempre tra i titolari, fino alla stagione 09/10, conquistando anche un’altra promozione in A nel 07/08, stavolta corredata di salvezza nel campionato successivo, e segnando altri 6 gol (2 a stagione), tra cui anche i suoi primi in massima serie. A novembre del 2010 ritorna in B, nelle file dell’Albinoleffe, con cui gioca 15 partite e segna 1 gol, prima di infortunarsi gravemente. Tornerà solo a gennaio 2012. Nella fase di recupero dall’infortunio si allena con lo Spezia e più volte si parla di un suo ritorno in maglia bianconera. Poi, però, invece, non se ne fa nulla e, appunto, a gennaio 2012 trova un accordo con la Nocerina, sempre in B, con cui chiude la stagione con 15 presenze. A seguito della retrocessione dei rossoneri, resta svincolato. Per la stagione 12/13 firma un contratto con il Pisa, in Lega Pro Prima Divisione, con cui disputa due campionati da titolare. A ottobre 2014 “scavalca la barricata” e si trasferisce alla Lucchese, il Lega Pro, con cui disputa tutto lo scorso campionato, mettendo insieme 23 presenze e 1 gol. Attualmente è ancora parte della rosa dei toscani.

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