Inter, cosa manca? A Gennaio si può rimediare…

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La squadra di Mancini, prima in classifica, suscita ancora alcuni dubbi tra gli addetti ai lavori. Ecco i reparti da rinforzare, durante il mercato di Gennaio, per restare in alto.

Ad un anno dal suo ritorno, Roberto Mancini vede, in quest’inizio di stagione, “il bicchiere mezzo pieno”. Nonostante le prestazioni poco “spumeggianti” nelle prime 12 giornate, la “sua” Inter, fatta eccezione per il crollo casalingo con la Fiorentina, ha mostrato una solidità difensiva invidiabile, con ben 8 partite concluse con la porta inviolata. E dove la difesa ha scricchiolato, ci ha pensato un super Handanovic ad “abbassare la saracinesca”.  Ma per mantenere questo ritmo, probabilmente, non basteranno più, gli 1 a 0. La fase offensiva, o meglio il  gioco corale, deve assolutamente migliorare. Analizzando ogni singolo reparto si può capire, di conseguenza, quali tra questi debbono essere “ritoccati”  nella finestra di mercato invernale.

DIFESA – Il reparto arretrato è quello che, senza dubbio, sta soddisfacendo maggiormente un pò tutti, soprattutto i tifosi. Miranda e Murillo, i due nuovi centrali che si completano perfettamente, hanno dato quella sicurezza che mancava da anni e che, forse, Samir Handanovic cercava per dare il meglio di sè. In mancanza di uno dei due è stato quasi sempre impiegato Medel a discapito dell’emarginato Andrea Ranocchia, che sembra essere con valigie pronte. Rebus, invece, sulle fasce: Santon sembrava ormai essere sicuro del posto di titolare sulla destra ma negli ultimi due match è stato rimpiazzato da D’Ambrosio, con buoni risultati. Fanno scalpore i minuti dati a Montoya: zero. Dire oggetto misterioso, è dire poco (chissà che a Gennaio non torni in Spagna…). A sinistra, l’alternanza Juan Jesus-Alex Telles è stata interrotta, nelle ultime partite, dal ritorno (a sorpresa e con ottime prestazioni) di Yuto Nagatomo. Inoltre, è praticamente ristabilito Dodò. L’abbondanza dietro è un dato di fatto. Prima si vende e poi si compra: Ranocchia il più probabile a lasciare l’Inter, rimpiazzato con Kaya del Galatasaray o dallo svincolato Vlaar. Certo che dopo 12 giornate, aver subito solo 7 gol (di cui 4 in una sola) non è roba da niente.

CENTROCAMPO – Dai giocatori in mediana, salvo l’altalenante Kondogbia, più di così non ci si può aspettare: Felipe Melo “fa legna”, carica la squadra, ma non è un regista sopraffino. Medel corre dietro tutti e per Mancini è imprescindibile; se poi decide anche le partite (chiedere alla Roma per informazioni)…beh, forse sta andando anche oltre le migliori aspettative. Come detto, Kondogbia deve ancora esprimere tutto il suo potenziale e la coppia Brozovic-Guarin si è spesso alternata, con buoni risultati. Ma, per ambire a traguardi di un certo livello qualcosa, lì in mezzo, manca. Ed allora si è fatto il nome, clamoroso, di Andrea Pirlo, mica l’ultimo arrivato. Le poche invenzioni, la troppa lentezza nel giro-palla e le giocate senza criterio, stanno spingendo Mancini e il suo staff a ricercare qualcuno che dia quella qualità che, obiettivamente, manca “nel cuore” del gioco nerazzurro. E chi, allora, meglio del “Maestro“? Chiedete, però, a Torino, sponda bianconera, che ne pensano…

ATTACCO – Se la perfezione esiste, in questo caso, è preferibile essere imperfetti: 12 gol in 12 match, ovvero la media perfetta di 1 gol a partita. Fino ad ora è bastato, ma nel medio-lungo termine non basterà. La metà di questi gol è venuta dalla “coppia dei sogni” Icardi-Jovetic (3 a testa), la cui convivenza è però divenuta difficile. Il baricentro basso della squadra non favorisce una mole di gioco sufficiente per portare in area tanti palloni importanti per il capocannoniere dell’anno scorso; in più, proprio Jo-Jo sembra  non intendersi bene con la punta argentina, preferendo perlopiù giocate personali. Il tanto corteggiato e, alla fine, acquistato Ivan Perisic ha alternato grandi galoppate a giocate dal basso profilo qualitativo ma si è rivelato prezioso in fase di contenimento, aldilà dei due gol realizzati nelle trasferte di Palermo e Genova. L’ultimo arrivato, Adem Ljajic, ha avuto spazio solo nelle ultime partite e sta cominciando a convincere il Mancio. Certo, manca forse, quel pizzico di imprevidibilità in più. L’asso, a sorpresa, può essere il redivivo Biabiany, sempre positivo negli spezzoni giocati. Ma Mancini vuole qualcuno che “spacchi” le partite e crei superiorità…per intenderci gente come Lavezzi o Mertens: nomi “caldi”, ma soprattutto corretti, per regalare un sogno a tutto il popolo interista.

 

 

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