A tutta B: le prove di fuga del Cagliari, i colpi di coda e quelli di Geijco, la partita di Boscaglia e la riapertura della Cacia al gol

CAGLIARI, PROVE DI FUGA – Primo vero scossone ad un campionato fin qui equilibratissimo e giocato sul filo di sorpassi e controsorpassi. Infatti il Cagliari, anche senza un Marquez qualsiasi a proteggerlo, prova a prendere il largo, violando il Picco di uno Spezia sempre più allo sbando (ma che ha avuto anche diverse recriminazioni per una direzione di gioco non limpidissima, soprattutto in corso di primo tempo), portandosi a 29 punti, ma, soprattutto, allungando a 4 punti il distacco sulla seconda, il solito Crotone, che, a pochi minuti dalla fine, si vede raggiunto, in trasferta, dal Lanciano. I calabresi, a seguito di questo pareggio, salgono a 25 punti e si vedono anche agganciati dal sempre più sorprendente Bari, che, violando, in posticipo, il fin qui inespugnabile campo del Cesena, completa la rimonta e aggancia il secondo posto, spingendo al quarto proprio i romagnoli che restano fermi a quota 23. Sesto resta stabile il Livorno, dopo il pareggio casalingo, in anticipo, col Vicenza, che lo fa salire a 21, anche se il malumore in casa amaranto è palpabile e Panucci comincia a sentire scricchiolare la panchina. I labronici si vedono, tra l’altro raggiungere dal Pescara che sfrutta al meglio il turno in trasferta con l’ultima in classifica, portando a casa 3 punti da Como. Al settimo posto, a 20 punti, risale il Brescia, che batte in modo netto il Trapani e si scrolla di dosso le compagne di viaggio della scorsa settimana, balzando nuovamente in piena zona play off. L’ultimo posto buono per la zona spareggi, a 19, è occupato dal Novara, che resta aggrappato nonostante la sconfitta di Salerno, anche grazie al fatto che il Vicenza non va oltre il pareggio a Livorno e sale a 18 e ancor peggio riesce a fare lo Spezia, che con la sconfitta casalinga resta ferma a 17, raggiunta anche dall’Entella che sbanca Terni.

COLPI DI CODA – Importanti segni di reazione di alcune squadre coinvolte nella parte bassa della classifica. Ultimo resta il Como, dopo la sconfitta interna col Pescara, che lo tiene fermo a 8 punti. I lariani vedono riallontanarsi le zone tranquille, visto che, al penultimo posto, il Lanciano guadagna un altro punto dopo il pareggio col Crotone, ma, soprattutto, la zona play out dista ora 5 punti, rappresentata dai 13 a cui si appaiano l’Ascoli, che regala la prima soddisfazione a Mangia, con la vittoria interna sul Perugia, e la Ternana, che resta ferma dopo la sconfitta interna con l’Entella. L’altro posto spareggi, a 14, se lo contendono la Pro Vercelli, che esce sconfitta dal campo del Modena, e la Salernitana, che, invece, fa un bel balzo in avanti, abbandonando la zona calda, grazie alla vittoria sul Novara. Bel colpo di coda anche del Modena, che si lascia alle spalle la zona play out, salendo a15, grazie alla vittoria nello scontro diretto con la Pro Vercelli, che gli consente di agganciare anche il Perugia.

COLPI DI GEIJO – Novità di rilievo in testa ad una classica marcatori, che comincia a delinearsi meglio, dopo i grupponi delle settimane scorse. Innanzi tutto c’è un nuovo capocannoniere solitario: con la doppietta con cui ha steso da solo il Como, Lapadula del Pescara sale a quota 8 e guarda tutti dall’alto. Dietro di lui salgono a 7 gol in due: Vantaggiato, che segna il definitivo pareggio del Livorno contro il Vicenza, e Geijo che fissa sul 3-0 il risultato del Brescia con il Trapani. Sul terzo gradino, a 6 reti,  un’altra coppia formata da Farias, che resta a secco questa settimana e si vede raggiungere da Trotta, che segna il definitivo 3-1 dell’Avellino col Latina. Infine, gruppetto un po’ più consistente resta a 5 gol: Gabionetta, ancora fermo in questo turno, vede arrivare Mokulu, che segna una doppietta contro il Latina, aprendo le marcature della partita e poi riportando in vantaggio i lupi dopo il pareggio di Dumitru, Raicevic, che segna il momentaneo 1-1 del Vicenza a Livorno, e Ricci, che porta in vantaggio il Crotone a Lanciano prima del pareggio di Piccolo.  Dopo la menzione d’onore per Melchiorri del Cagliari (foto di copertina), che segna due gol e mezzo nell’anticipo del Picco, segnando le prime due reti e causando l’autogol del definitivo 0-3, vetrina di questa settimana spetta di diritto al bomber del Brescia, che, a suon di gol, un po’ a sorpresa, veleggia da diverse settimane nei piani alti della classifica marcatori. Alexandre Geijo è un attaccante spagnolo classe ’82, nato, però, in Svizzera, a Ginevra, dove comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio. Dalle giovanili in piccole compagini della città elvetica, nel 2000 arriva il grande salto nella massima serie, col Neuchatel Xamax, con cui gioca 11 incontri in una stagione, segnando anche il suo primo gol da professionista, prima di trasferirsi nel paese dei suoi genitori, la Spagna, dove viene ingaggiato dal Malaga. Qui resta fino al 2005 alternandosi tra la seconda (122 presenze, 51 gol) e la prima squadra (15 presenze, nessun gol), quindi passa allo Xerex, in seconda divisione. Nella Liga ci torna nel 2007 nelle file del Levante, con cui, in 31 partite segna 5 gol, non riuscendo a salvare la squadra dalla retrocessione. Resta anche in Segunda Division mettendo a segno 1 gol in 21 partite, prima di infortunarsi gravemente e perdere buona parte della stagione. All’inizio della stagione 09/10 passa al Racing Santander, dove resta fino a gennaio (19 presenze, 1 gol), quando viene ingaggiato dall’Udinese. Nella squadra bianconera trova poco spazio, mettendo assieme appena 4 presenze fino alla fine della stagione, per cui nelle successive annate va in prestito: Granada (2 stagioni, 26 gol in 58 partite e una promozione in Liga alla prima), Watford (12/13, in Football League, 2 gol in 18 presenze) e Maiorca (13/14, in Segunda, 1 gol in 24 incontri). Nella stagione 14/15 torna alla base in Friuli, giocando tutto il campionato in bianconero, pur trovando sempre poco spazio (13 presenze), ma togliendosi la soddisfazione del primo gol in A. Durante il mercato estivo viene acquistato a titolo definitivo dal Brescia, che decide di scommettere su di lui per il campionato di B che dovrà affrontare dopo il ripescaggio. Benché i numeri, soprattutto per il campionato italiano, non sembrino a suo favore, Boscaglia crede in lui e lo schiera con regolarità. Lo spagnolo ha, fin da subito, ripagato la fiducia a suon di gol, segnando il suo primo alla 3^ giornata e proseguendo con regolarità, anche con una doppietta, seppur su rigore. Domenica l’ultimo della serie: al 38′ della partita con il Trapani, con il risultato già fissato sul 2-0 dai gol di Kupisz e Morosini, va più in alto di tutti sul primo palo sugli sviluppi di un angolo dalla destra, realizzando di testa il gol del definitivo 3-0.

Image and video hosting by TinyPic

LA PARTITA DI BOSCAGLIA – Brescia-Trapani non è stata solo la partita di Geijo, ma anche, e soprattutto, quella di Roberto Boscaglia. Abbiamo già avuto modo di vedere nel corso di questo primo quarto di campionato diverse sfide che hanno contrapposto dei tecnici al proprio passato, il più delle volte un passato importante, che ha lasciato un segno, così che la partita non è stata più una semplice sfida, ma un ritrovarsi con vecchi amici, per due ore da sentimenti forti. Questo è accaduto domenica a Roberto Boscaglia che si è trovato a dover affrontare il Trapani, una squadra che ha rappresentato tantissimo nel recente passato del tecnico. Boscaglia, che non ha una carriera lunghissima alle spalle, cominciata, nel 2004 con l’Akragas, infatti è giunto a Trapani nel 2009 quando la squadra militava ancora in Serie D e l’ha plasmata e fatta sua, conducendola, nel giro di 4 stagioni, fino alla Serie B. Qui l’ha portata ad essere una delle squadre in lotta per la promozione fino a poche giornate dalla fine, il primo anno, mentre il secondo le cose non sono andate come preventivato e, a seguito di una serie di risultati al di sotto delle aspettative, è arrivato il doloroso esonero. Che non ha incrinato, comunque, i rapporti con una città che il tecnico, originario di Gela, ormai sente sua. Partita difficile dal punto di vista sentimentale, anche se, per stessa ammissione dell’allenatore, sarà sicuramente più forte il momento del ritorno a Trapani in uno stadio che lui stesso ha contribuito a plasmare, partecipando all’allestimento di spogliatoi, aree tecniche e centro sportivo. Un tuffo al cuore che, comunque, non gli ha impedito di essere professionalmente spietato, guidando i suoi uomini al secco 3-0 che ha consentito alle rondinelle di far propria la partita, piombando nuovamente in piena zona play off. Un risultato, che, tra l’altro testimonia la bontà di un’altra esperienza del tecnico, quella bresciana, che, partita quando ancora le rondinelle avrebbero dovuto disputare il campionato di Lega Pro, sta andando oltre ogni più rosea aspettativa dopo il ripescaggio, con la squadra, in sordina, attestata nelle posizioni più alte della classifica, creando un legame forte anche con la città lombarda, fatto di chiarezza nei programmi, lavoro serio e risultati.

Image and video hosting by TinyPic

RIAPERTA LA CACIA AL GOL – Domenica è stata importante anche per il ritorno al gol di un bomber di razza, con una rete carica di significati. L’autore ha bisogno di poche presentazioni, un veterano del calcio italiano, classe ’83, che dal 2000 “imperversa” sui campi di A e B (uniche eccezioni la metà stagione 02/03 giocata in C1 con la Spal, ma solo per 3 partite, e ancora una mezza annata, la 04/05 sempre in C1 con la Pistoiese). Un cecchino da 127 gol in carriera, di cui 9 in Coppa Italia, 1 in Coppa Uefa, ai tempi della Fiorentina, 8 in C con la Pistoiese e 109 nei due principali campionati. In massima serie ne ha segnati un’inezia, appena 2 quando giocava a Lecce, ma è anche vero che in A ci ha bazzicato molto poco, perché, a parte il campionato in giallorosso, c’ha militato 6 mesi con la Fiorentina (2008), giocando appena 3 partite, e una stagione col Verona (13/14), in cui è sceso in campo solo 13 volte. Cacia è, però, soprattutto un animale da B, dove si è espresso al meglio, negli anni, segnando i restanti 107 gol con le maglie di Piacenza (53 nelle varie esperienze con gli emiliani), Reggina, Padova, Verona e Bologna. Proprio coi felsinei in A c’è tornato alla fine della scorsa stagione, contribuendo alla promozione con 12 gol, di cui uno nei play off. Ma, evidentemente, lo scarso feeling con la serie maggiore e, ancor più, lo scarso feeling con Delio Rossi, lo hanno convinto a scendere nuovamente in serie cadetta, accettando le offerte di un Ascoli appena ripescato, ma, comunque ambizioso, che ha individuato in questo cecchino della B, il bomber adatto a portarlo in alto. In realtà le cose non sono andate esattamente come sperato: i marchigiani sono partiti bene, ma poi hanno perso la bussola ed hanno cominciato a inanellare risultati pessimi che li hanno portati in piena zona retrocessione, motivando anche un cambio tecnico; Cacia stesso non ha trovato un ritmo giusto, anche a causa di diversi infortuni che gli hanno fatto perdere continuità, sommati ad una vena realizzativa piuttosto arida. Un solo gol, infatti, segnato dall’attaccante fino a domenica, nel 4-0 a Como alla 6^ giornata. Poi domenica la seconda marcatura densa di significati: al 32′ del secondo tempo riceve un lancio di Bellomo da centrocampo, lo stoppa di destro mandando fuori tempo il difensore e di sinistro alza un pallonetto che scavalca il portiere del Perugia, tornando al gol dopo 7 giornate, che per uno come lui sono un’eternità, riportando al gol la squadra bianconera dopo 450′, restituendo la vittoria ad una squadra che perdeva da 4 giornate consecutive e regalando il primo successo a Mangia da quando è il nuovo allenatore dell’Ascoli. La risalita in classifica non può prescindere da uno come lui.

Image and video hosting by TinyPic

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *