Forever Aquile: Gennaro Scarlato

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Nuovo capitolo della rubrica, anche questa settimana dedicato ad un calciatore, ancora una volta non un giocatore da prima pagine, ma, comunque, conosciuto per la sua militanza in squadre di medio alta classifica nella massima serie. Un giocatore, che, negli anni, ha rivestito diversi ruoli, fino a diventare difensore, posizione per la quale è giunto in maglia bianca in una fase importante della storia aquilotta. La puntata di oggi è, infatti, dedicata a Gennaro Scarlato.

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UN NAPOLETANO AL NAPOLI – Scarlato nasce a Napoli il 3 maggio 1977 e, nella sua città, comincia a muovere i primi passi nel mondo del calcio, partendo dalle giovanili della squadra azzurra, inizialmente nel ruolo di centrocampista esterno, con attitudini offensive. Con la Primavera partenopea conquista una Coppa Italia di categoria, nel 96/97, stagione in cui approda nel giro della prima squadra, con la quale fa il suo esordio, da subito, in massima serie, per volontà dell’allora tecnico Boskov. La prima stagione, in realtà, gioca molto poco, a causa di una frattura alla tibia, che fa sì che il suo debutto avvenga a maggio ’97. Resta al Napoli fino a gennaio ’99 (quindi retrocede in B con i partenopei e inizia la stagione in serie cadetta), allenato anche da Ulivieri che lo utilizza addirittura come attaccante. E proprio in quel ruolo, nel mercato di riparazione, passa al Vicenza, tornando, quindi, in A, con cui chiude la stagione 98/99, da riserva d’attacco, mettendo insieme 11 presenze e nessun gol segnato. Dopo la retrocessione dei veneti, torna alla base, ma, ancora una volta, resta fino a gennaio, prima di essere ceduto al Torino, in comproprietà, sempre in massima serie. Anche qui poche presenze, 5, nessun gol e una retrocessione a fine stagione. Di questi anni sono anche le convocazioni per l’Under 21, con cui disputa 6 incontri. Nell’estate 2000 la svolta della sua carriera: va in prestito al Ravenna, in B, e l’allenatore Rumignani, per la prima volta, lo utilizza come difensore centrale. Disputa 21 partite, mettendo a segno anche un gol, ma non riesce ad evitare la sua quarta retrocessione personale consecutiva. All’inizio della stagione 2000/01 l’Udinese rileva la quota del Napoli e lo riporta in A, dove prosegue la propria carriera di difensore, mettendo insieme 17 presenze. A fine stagione, alle buste, diventa di proprietà completa del Torino, che, però, lo cede immediatamente alla Ternana, con cui disputa due campionati di B. Nella stagione 04/05 non può che rispondere positivamente alla chiamata del Napoli, che sta cercando di risalire dalla C1, dopo il fallimento, giungendo in prestito dai rossoverdi, e divenendone il Capitano. Disputa una stagione da 28 presenze e 2 gol, ma fallisce l’aggancio alla B, perdendo la finale play off contro l’Avellino. Non resta il campionato successivo per dissidi con l’allenatore Reja, quindi torna a Terni, ma viene ceduto subito al Crotone, in B, con cui disputa 27 partite, con 1 gol, ottenendo la salvezza, prima di passare allo Spezia, appena risalito in B.

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NELLA STORIA DELLA SOCIETA’ AQUILOTTA – Scarlato approda allo Spezia all’inizio del campionato0 6/07, che rappresenta un pezzo importante della storia aquilotta, essendo la stagione del ritorno in B delle Aquile dopo 55 anni, tra l’altro in un momento particolare della Serie cadetta, vista la presenza della Juve ai nastri di partenza, dopo le sentenze di Calciopoli, che la pone sotto riflettori come mai in tanti anni di storia. Come già avuto modo di vedere in altre puntate di questa rubrica. la squadra aquilotta è giunta in B vincendo un campionato contro ogni pronostico, vista la presenza del Genoa, quindi, sulle ali dell’entusiasmo, e vista l’esposizione mediatica, ci tiene a fare un buon campionato, cercando di giungere ad una salvezza tranquilla. Per questo la società allestisce una squadra adatta alla categoria, affidata a Soda, con un giusto mix di giovani interessanti, dei migliori giocatori della passata stagione e di veterani della categoria, o di quella superiore. Scartato è uno di questi, a cui sono affidate le chiavi della difesa. Benché non sia un difensore velocissimo, la visione di gioco e il tempismo negli interventi gli consentono di dirigere in modo ottimale gli automatismi e divenire un punto di riferimento della fase arretrata aquilotta. In più, memore dei trascorsi da attaccante, non disdegna neppure la proiezione offensiva, rendendosi pericoloso e segnando anche qualche gol. L’esordio in maglia bianca avviene in agosto, nell’unica partita di Coppa Italia giocata, a Marassi, contro il Genoa, conclusasi con il 3-2 che qualifica i grifoni al turno successivo. In campionato, è titolare fin dalla prima partita, Spezia-Cesena 1-1, e mette insieme, poi altre 34 presenze nelle 42 partite disputate, saltando un periodo per un infortunio al ginocchio. Mette a segno anche 3 gol: alla 9^ realizza la rete del momentaneo 2-1 nel 2-2 casalingo con il Pescara, quella del primo vantaggio nel 2-1 al Crotone alla 15^ ed il gol del 2-3 nella sconfitta casalinga col Rimini per 4-3 alla 18^ di ritorno. Lo Spezia disputa una buona prima metà di stagione, culminata nel’1-1 casalingo con la Juve, in cui i torinesi devono rimontare il gol di Confalone e ci riescono solo con una staffilata di Nedved a pochi minuti dalla fine, assestandosi a metà classifica. Poi, però, il girone di ritorno non è all’altezza dell’andata e gli aquilotti perdono posizioni, fino a giungere alla lotta salvezza. La vittoria all’ultima giornata per 3-2 a Torino, sul campo di una Juve già promossa, permette ai liguri di disputare i play out, dove, con un 2-1 casalingo e uno 0-0 al Bentegodi, si salvano, condannando i veneti alla C. Scarlato disputa entrambe le partite, che saranno le sue ultime in maglia bianca, visto che a fine stagione, dopo 38 presenze nelle varie competizioni e 3 gol segnati, termina la sua avventura sul Golfo.

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LA FINE CARRIERA E GLI INIZI DA ALLENATORE – Lasciato lo Spezia, Scarlato firma con il Frosinone, sempre in B. Disputa 3 stagioni da titolare in serie cadetta, segnando anche 6 gol prima di essere messo fuori rosa a dicembre del 2010. A gennaio, quindi passa al Cosenza in Lega Pro Prima Divisione, con cui disputa, però solo 1 incontro per un infortunio al menisco. Dalla stagione successiva abbandona il calcio professionistico: scende tra i Dilettanti nell’Ischia Isolaverde, per un stagione (11/12, 16 presenze), quindi Città di Marino, in cui svolge il ruolo di allenatore giocatore, “schierandosi” in campo in solo 2 occasioni, fino a marzo 2013, quando passa al Vico Equense, in Eccellenza Campana, con cui disputa 6 partite fino alla fine del campionato. A fine stagione decide di appendere definitivamente le scarpette la chiodo, iscrivendosi al corso allenatori. Nel campionato 13/14 allena il Formia in Eccellenza laziale.

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