F1, la stagione si chiude senza sorprese; ancora Mercedes, ancora Rosberg

F1-ABU DABI

EPILOGO– la stagione 2015 va in archivio senza sorprese; dodicesima doppietta Mercedes, 17 vittorie, e 19 pole position, su 20 gare. Anche a Marina Bay trionfa Rosberg, al terzo successo consecutivo, inarrestabile dopo la matematica conquista del titolo da parte di Hamilton. Solo questione di motivazioni (venute a mancare) del tricampione, o un’aiutino da parte del team, desideroso di recuperare psicologicamente Nico? Nell’ultimo stint di gara, Lewis ha platealmente chiesto al muretto di non fermarsi per la seconda sosta, già effettuata dal compagno, e di provare a stare in testa pur con gomme usurate; per tutta risposta, non solo gli hanno imposto di rientrare, ma gli hanno montato gomme soft, a soli 13 giri dal termine, anziché le supersoft, che con pista gommata e serbatoi semivuoti non avrebbero avuto problemi di degrado, con le quali poteva giocarsi la vittoria. Messaggio chiaro; posizioni congelate. Cosa c’era da difendere? Che rischi si correvano? Già in Messico Hamilton si era lamentato di una strategia pro-Rosberg, ed è evidente che, una volta conquistati entrambi i titoli, a Stoccarda hanno pensato che la priorità era evitare la depressione di Nico, stracciato per il secondo anno consecutivo dal compagno, finchè contava, nonché difendere il secondo posto nel mondiale dall’assalto di Vettel; non solo con strategie “adattate”, ma forse anche con materiali non proprio identici. Sta di fatto che Nico ha ottenuto 3 delle sue 6 vittorie, parafrasando un gergo cestistico, “a babbo morto”, e fossimo in lui non saremmo certi che ci sia da essere contenti o sentirsi piuttosto presi in giro.

FERRARI- la stagione della rossa si chiude con l’ennesimo podio, il sedicesimo, questa volta per merito di un Raikkonen veloce e consistente, che ha chiuso a 19 secondi da Rosberg, distacco accettabile, anche se mai il finlandese, che ha agevolmente conquistato il quarto posto finale nella classifica piloti, ha dato l’impressione di poter impensierire le frecce d’argento. Dopo l’errore in qualifica, il quarto posto di Vettel è il massimo che il campione tedesco potesse ottenere, (difficile dire se poteva far meglio di Raikkonen partendo davanti) e anche l’ultima gara dimostra che la Ferrari era senza dubbio la seconda forza del campionato. La domanda è; a conti fatti, il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Se si considera che la rossa nel 2014 arrancava a metà schieramento, finendo spesso doppiata, le 3 vittorie, i citati 16 podi, il ritorno, con Vettel a Singapore, di una Ferrari in pole position dopo 3 anni, non lascerebbero dubbi, purchè il 2015 rappresenti un trampolino di lancio per una stagione davvero da protagonista, giocandosi il titolo. La Ferrari ha dimostrato, dopo anni di immobilismo tecnico, di poter sviluppare la vettura durante la stagione, tutti remano nella stessa direzione, con un direttore sportivo come Maurizio Arrivabene che tutti apprezzano e ascoltano, un fuoriclasse come Vettel che sa tirar fuori il massimo dal mezzo a sua disposizione e pensa a guidare anziché a lamentarsi, quindi le prospettive sono incoraggianti; certo che un’altra stagione come questa, considerata giustamente un successo, nel 2016 sarebbe invece un mezzo fallimento.

ALTRI- La prima cosa che salta agli occhi in questo finale di stagione, confermata dal quinto posto di Perez e dal settimo di Hulkenberg nella gara di Abu Dhabi, è l’incremento di prestazioni della Force India, che i maligni attribuiscono ad un “aiutino” da parte della Mercedes, desiderosa di far diventare la scuderia del magnate  Vijay Mallya quel che, fino a quest’anno, la Toro Rosso è stata per la Red Bull, cioè la sorella minore, e che avrebbe fornito in queste ultime gare motori potenziati; tutto questo perché, venendo a mancare tra i clienti la Lotus, che sarà acquistata (pare, ma non è ancora certo) dalla Renault, diventando il team ufficiale della casa francese, lo sforzo della casa di Stoccarda sarà limitato a 3 scuderie; oltre al team ufficiale e alla Force India, resterà la sola Williams. Sembra invece essersi definitivamente risolto il giallo dei motori Red Bull, con l’annuncio dell’avvenuta firma di un contratto, anche se Chris Horner non ha specificato di quale motore si tratti; le voci parlano di una PU Renault non ufficiale, e come lo stesso Horner ha precisato, è facile aspettarsi un anno di transizione, o più realisticamente, una stagione nelle retrovie, anche perché è difficile aspettarsi che la Mc Laren Honda non faccia meglio, considerati i capitali e gli interessi che stanno dietro al colosso giapponese, con un Alonso sempre più frustrato e ieri pure penalizzato probabilmente senza colpa, che per la prima volta nella sua carriera ottiene meno punti in classifica del compagno di squadra. L’anno prossimo cambieranno molte cose, con nuove regole, ancora sconosciute, per i motori, una nuova mescola ultrasoft per gli pneumatici e maggiore discrezionalità nel loro uso da parte dei team, nuove scuderie, come la Haas motorizzata Ferrari; insomma tante novità, e speriamo più incertezza nel risultato finale.

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