Chi di ingenuità ferisce…: il Frosinone, stavolta, paga quella di Diakitè e il Chievo di un super Meggiorini esce col 2-0 dal Matusa

VERONA – Umori diversi al Matusa. I padroni di casa sono reduci dalla bella vittoria (seppur con thrilling finale), per 3-2, della scorsa giornata sul Verona, che li ha portati fuori dalla zona retrocessione, ma ora hanno bisogno, contro l’altra squadra della città scaligera, di un risultato positivo, visto l’exploit bolognese all’ora di pranzo. Gli ospiti col medesimo risultato, la scorsa settimana, hanno lasciato la posta piena all’Udinese, per di più a domicilio, così che, dopo l’ottima partenza di stagione, quando guardavano tutti dall’alto, ora è arrivata la parte destra della classifica, con la zona calda (e i diretti avversari) a soli 2 punti

TANTO MOVIMENTO POCA SOSTANZA – Squadra che vince non si cambia, o lo si fa poco. Con questa mentalità Stellone cambia solo 2 pedine rispetto al Verona, Pavlovic al posto di Crivello e Bertoncini a sostituire lo squalificato Blanchard. Maran, che deve fare a meno di Cesar squalificato, e che perde anche Castro in extremis, preferisce Cacciatore a Frey dietro e dà ancora fiducia al giovane Inglese davanti, a far coppia con Paloschi, entrambi in gol la scorsa settimana. Poi comincia la partita e i tatticismi di due squadre che hanno bisogno di vincere si vedono fin dal primo minuto, con tanto movimento, tanto pressing, molta fisicità con qualche cartellino sventolato, buone azioni dipanate sulle fasce, ma, alla fine, praticamente nessuna conclusione davvero pericolosa. Per i portieri solo ordinaria amministrazione e maglie completamente pulite. Insomma un primo tempo guardabile, ma al fatto che l’arbitro fischi la fine al 44′ e 58″ nessuno pare dispiaciuto.

PROVE DI ROTTURA DELL’EQUILIBRIO – Nessun cambio nelle due formazioni al rientro in campo. Quello che cambia è il trend dell’incontro, non per quello che riguarda l’atteggiamento delle due squadre, quanto per le occasioni che fioccano, in particolare per i padroni di casa, molto più propositivi: al 2′ ci prova Soddimo di destro, sugli sviluppi di un angolo, che chiama Bizzarri all’intervento decisivo, al 9′ è Paganini a scaricare un destro potente sulla parte bassa della traversa. Passato l’attimo di smarrimento, il Chievo si riorganizza e si ributta in avanti (in quest’ottica anche il cambio che vede l’ingresso di Meggiorini per Inglese), mettendo a referto anche la sua prima occasione pericolosa: al 16′ Radovanovic ci prova con un diagonale di destro dal limite che si spegne a pochi centimetri dal palo. Finita la sfuriata dei laziali e il ritorno dei clivensi, si ritorna ai ritmi che hanno caratterizzato il primo tempo, anche se al 34′ Dionisi ha l’occasione d’oro del vantaggio, con un tiro centrale dal limite che mette, però, in difficoltà Bizzarri, che respinge corto un pallone, su cui, fortuna per lui, non ci sono avversari pronti alla ribattuta, così che Dainelli può allontanare.

CHI DI INGENUITA’ COLPISCE… – La scorsa settimana gli uomini di Stellone avevano potuto godere del “favore” fatto dal portiere Rafael del Verona, che si era fatto espellere nei primi minuti, regalando anche il rigore dell’1-0, avviando la vittoria dei padroni di casa. Stavolta tocca ad un difensore del Frosinone compiere una sciocchezza: a 2′ dalla fine Diakitè, nel tentativo di proteggere un pallone che sta uscendo sul fondo, si fa mettere in difficoltà da uno scatenato Meggiorni e, per fermarlo, lo strattona e lo travolge fino a metterlo a terra in area. Rigore sacrosanto trasformato da Paloschi per il vantaggio degli ospiti.

FINALE PIROTECNICO – Da qui comincia un’altra partita: se fino ad ora c’erano state lunghe fasi di studio intervallate da sfuriate che avevano portato ad occasioni sporadiche, nel finale accade di tutto e di più.  Comincia Pepe, subentrato a Birsa al 23′, che, sugli sviluppi di un fallo a centrocampo, per cui ha rimediato l’ammonizione, prosegue nelle proteste e porta a casa il rosso. Ma i suoi compagni non soffrono l’inferiorità numerica, visto che, sfruttando la concitazione degli avversari alla caccia del pareggio ad uno svantaggio piovuto all’improvviso dall’alto, è ancora Meggiorini, autentico mattatore di questo finale di partita, che, ricevuto palla dal contropiede impostato dal compagno Paloschi, insacca il 2-0 che chiude l’incontro. In realtà ad 1′ dalla fine del recupero Longo ha sui piedi la palla per accorciare le distanze, ma il suo diagonale, forse un po’ centrale, impegna ma non inganna Bizzarri. Così lo 0-2 arriva in porto.

TORNA LA ZONA PERICOLOSA – Così una partita tatticissima e dalle poche emozioni, che poteva tranquillamente terminare in parità, si chiude decisa da episodi (e da un cambio azzeccato…) che volgono il risultato a favore degli ospiti, nella più classica delle beffe. In questo modo gli uomini di Stellone tornano in piena zona retrocessione, terzultimi, seppur ad un solo punto da quel Palermo che la prossima settimana andranno ad affrontare a domicilio. Il Chievo torna a casa con 3 punti d’oro che li riavvicinano alla “classifica sinistra” e, soprattutto, rispingono la zona pericolosa a 5 punti.

FROSINONE-CHIEVO 0-2

FROSINONE (4-4-2): Leali; Rosi; Bertoncini (90′ Longo); Diakitè; Pavlovic; Paganini; Gori (75′ Gucher); Sammarco; Soddimo (66′ Carlini); D. Ciofani; Dionisi. A. disp.: Zappino; Frara; M.Ciofani; Crivello; Tonev; Castillo; Verde; Ajeti; Gomis. All.: Stellone

CHIEVO (4-3-1-2): Bizzarri; Cacciatore; Dainelli; Gamberoni; Gobbi; Hetemaj; Radovanovic (80′ Pinzi); Rigoni; Birsa (68′ Pepe); Inglese (58′ Meggiorini); Paloschi. A disp.: Bressan; Seculin; Frey; Sardo; Pellissier. All.: Maran

ARBITRO: Rocchi. Guardalinee: Schenone e Alassio.

MARCATORI: 89′ rig. Paloschi (C), 93′ Meggiorini (C)

NOTE: Ammonizioni: Gori, Diakitè e Dionisi del Frosinone, Dainelli, Cacciatore, Rigoni e Paloschi del Chievo. Espulso: Pepe per doppia ammonizione, per proteste. Recupero: 0′ pt

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