A tutta B: il controsorpasso in vetta e i moti d’orgoglio in coda, il croatian power del Crotone, tutte le sfaccettature del gol (dal più bello, al più sentimentale, a quello giovane al fantasma), le lacrime del Drago

CONTROSORPASSO – Qualche settimana fa eravamo a ragionare sulla possibile fuga del Cagliari, che veleggiava con 4 punti di vantaggio sulla seconda in classifica ed aveva la possibilità di incrementare questo distacco. Ora ci troviamo di fronte ad uno scenario ben diverso, in cui, e il doppio turno appena concluso ha contribuito a sancire ciò, il Cagliari è addirittura scivolato al secondo posto. Capolista solitaria è, infatti, di nuovo, il Crotone, per cui la definizione di sorpresa ormai non calza più, essendo diventata un’autentica realtà di questo campionato, che sta ripercorrendo l’esperienza esaltante del Carpi della scorsa stagione. I calabresi guardano tutti dall’alto con 37 punti, 6 dei quali raccolti nelle ultime due partite, in cui ha assestato colpi in capo e in coda alla classifica, battendo il Cesena per 2-0 sabato e poi il Como a domicilio ieri sera. La vittoria con quest’ultimo non era così scontata, soprattutto alla luce dello sgambetto da poco fatto dagli uomini di Festa all’ex capolista, quel Cagliari, di cui si parlava poco sopra, che, fermata sul pareggio dai lariani, appunto, domenica pomeriggio, e con la vittoria di ieri a Lanciano, ora occupa il secondo posto con 36 punti. Al terzo posto il Bari, con 32, che, nel doppio turno, di punti ne ha conquistati solo 3, battendo l’Ascoli sabato, ma facendosi battere dal Modena martedì. Ora i pugliesi devono guardarsi anche dalle insidie portate da Novara, giunto ad un solo punto, a 31, grazie ai 6 punti incamerati con il doppio 4-1 rifilato al Lanciano, sabato al Piola, e al Perugia, martedì, a domicilio. Chi ha perso un po’ di terreno rispetto alla prima parte della stagione è il Cesena, quinto a 27 punti, che nel doppio turno incamera solo 1 punto, grazie al pareggio a reti bianche di martedì col Trapani, dopo la sconfitta di sabato col Crotone. Gli uomini di Drago ora sono stati raggiunti anche dal Brescia, che porta a casa 4 punti, grazie al pareggio di venerdì a Chiavari e alla vittoria di martedì col Pescara. Abruzzesi che, proprio a causa di questa sconfitta, sommata al pareggio subito in rimonta, sabato con lo Spezia, scendono al 7° posto, con i 25 punti che li appaiano al sorprendente Entella, che di punti ne fa 4, aggiungendo al pareggio di venerdì con le rondinelle, la vittoria di rigore di martedì con il Latina. A 24 punti, scivola fuori dalla zona play off il Perugia, che non sfrutta al meglio il doppio turno casalingo, vincendo col Modena, ma facendosi travolgere dal Novara, ed ora è a pari col Trapani, che di punti, invece, ne porta a casa 4 grazie alla vittoria con l’Avellino di sabato e al pareggio di martedì a Cesena.

MOTI D’ORGOGLIO – Una coda di classifica sempre piuttosto uguale a sé stessa, ma che ha visto, nei due turni, comunque, dei moti d’orgoglio che hanno contribuito a rendere più interessante questa fase del campionato. Ultimo è sempre il Como, a 10 punti, ma domenica ha fermato l’ex capolista Cagliari sull’1-1 al Sant’Elia e ieri sera ha quasi ripetuto l’impresa col Crotone, subendo il gol sconfitta a 8′ dal termine. A 14 c’è il Lanciano, quello che esce peggio da questo doppio turno, rimediando due sconfitte, sabato a Novara e ieri col Cagliari, quando ha fatto il primo passo falso in casa della stagione. A 17 punti, terzultimo, c’è l’Ascoli, che si fa maltrattare dal Bari, sabato, ma ribalza in avanti grazie alla vittoria di misura di martedì contro la Ternana, e, per questo, aggancia la Salernitana, al momento quartultima, che esce con due pareggi, uno a Vicenza e uno a Livorno. L’altro posto play out è occupato dal Modena, che perde venerdì col Perugia, ma poi, martedì, batte il Bari, e sale a 18. Appena un punto sopra la coppia Ternana-Avellino: gli umbri vincono a Vercelli, ma perdono ad Ascoli, gli irpini escono sconfitti da Trapani, ma battono in casa, anche loro, la Pro Vercelli.

CROATIAN POWER PER CROTONE – Doppia giornata ricca di gol, che hanno determinato interessanti movimenti nella classifica marcatori. Capocannoniere è sempre Lapadula, che segna il momentaneo 2-0 nel 2-2 interno del Pescara, sabato, contro lo Spezia. Sul secondo scalino sempre la coppia Geijo-Vantaggiato, che, però, si muove dal punto di vista numerico, salendo a 8 gol: l’attaccante amaranto segna l’unico gol del Livorno contro il Latina sabato, lo spagnolo segna il gol del vantaggio del Brescia nel 2-0 di martedì sul Pescara. Nuova coppia a 7 reti: Budimir, che segna il vantaggio del Crotone nel 2-0 al Cesena e il gol vittoria contro il Como, e Piccolo che segna l’unico gol del Lanciano di mercoledì contro il Cagliari. Quindi il gruppone dei marcatori a 6 gol: Mokulu, Trotta, Farias e Raicevic, a secco in entrambe le giornate, si vedono raggiungere da Citro, che, sabato, segna il definitivo 2-1 del Trapani contro l’Avellino, Galabinov (foto di copertina), che segna il terzo dei 4 gol del Novara al Lanciano sabato e il definitivo 4-1 della sua squadra a Perugia martedì, Maniero, che segna il definitivo 3-0 del Bari, sabato, ad Ascoli, e Caputo, che realizza il rigore vittoria dell’Entella, martedì, contro il Latina. Dei “doppi marcatori”, fatta la giusta menzione per Corazza, Faragò e Galabinov, che segnano 3 delle quattro reti in entrambe le goleade del Novara, e D’Angelo dell’Avellino, che segna il gol del momentaneo pareggio a Trapani sabato e il gol vittoria di martedì contro la Pro Vercelli, la vetrina di questa settimana non può che essere dedicata a chi, con i suoi gol, ha permesso alla sua squadra di portare a casa 6 punti indispensabili per balzare nuovamente in testa da sola, ovvero Budimir del Crotone. Ante Budimir è un attaccante croato nato a Zenica il 22 luglio 1991 e cresciuto calcisticamente nelle giovanili di Dinamo Zagabria, LASK Linz e Gorica. L’esordio tra i professionisti lo fa nell’Inter Zapresic, squadra della massima serie croata, nel 2010, nelle cui file resta per 3 stagioni, segnando 19 gol in 66 presenze. Quindi, nella stagione 2013/14 passa al Lokomotiva Zagabria, con cui segna 14 gol in 27 partite. Segna altri 5 gol in 3 presenze nel campionato successivo, in cui, però, viene prelevato dalla squadra tedesca del St. Pauli, militante in seconda divisione. Qui, nel corso della stagione 2014/15, gioca 19 partite nella squadra maggiore, senza segnare gol, e 2 in quella riserve, dove segna 1 solo gol. Ad agosto 2015 arriva in Italia, in prestito al Crotone, richiesto dal tecnico croato Juric che, evidentemente, lo conosce bene per quanto fatto in patria. Per lui Budimir è un titolare inamovibile, che sta rispondendo alla fiducia con prestazioni di altissimo livello, sia dal punto di vista della partecipazione alla manovra offensiva dei rossoblu, che realizzativa, avendo già segnato 7 gol in questa stagione, gli ultimi due, come visto, nelle ultime due giornate: al 58′ della partita di sabato contro il Cesena, svetta di testa sul cross dalla destra di Ricci, aprendo le marcature nella delicata partita d’alta classifica che si chiuderà sul 2-0 segnato da Balasa; ieri sera, all’87’ della partita contro un indomito Como, già reduce dai pareggi con Bari e Cagliari, riceve il pallone scaricato all’indietro da Martella, penetrato in area dal lato corto sinistro dell’area, e, con un preciso rasoterra diagonale di sinistro dal limite dell’area, realizza il gol che piega le resistenze della squadra di Festa, permettendo al Crotone di portare a casa i 3 punti e mantenere la testa della classifica. Se si aggiunge il gol del pareggio nella partita di Coppa Italia della scorsa settimana, che costringe il Milan ai supplementari, è facile intuire il peso specifico dell’attaccante croato in un attacco che sta scrivendo la storia di questo campionato cadetto.

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IL GOL PIU’ BELLO – Gol protagonisti assoluti di queste due giornate di campionato, visto che sono stati solo 4 gli 0-0 in 22 incontri. Celebrato il miglior marcatore del doppio turno, ora tocca al gol più bello e, in questo caso, nonostante la presenza di diversi gol di pregevole fattura, probabilmente a questa caratteristica risponde quello di Tello del Cagliari, con cui il giocatore ha aperto le marcature ieri sera a Lanciano. Andrés Tello è un giovanissimo centrocampista colombiano classe ’96, veloce esterno della linea mediana. Cresciuto, in patria, nell’Envigado, da gennaio 2015 è della Juve, che prima l’ha preso in prestito e poi l’ha riscattato, viste le ottime cose messe in mostra nella Primavera bianconera. Nazionale Under 20 del suo paese, in estate è stato girato al Cagliari per fargli fare le ossa nel campionato cadetto. Fin qui 9 presenze per lui, giocatore in cui Rastelli ha molta fiducia e, ieri, il primo gol, per nulla banale: al 13′, con la partita ancora sullo 0-0, si è fatto trovare in ottima posizione, sul secondo palo, su un cross dalla destra di Farias, su cui ha deciso di coordinarsi nel modo più difficile, ma più spettacolare, con una perfetta rovesciata di destro che si è insaccata all’angolino per l’1-0 che ha aperto la via alla sua squadra, vittoriosa per 3-1 a fine partita.

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I GOL GIOVANI – E visto che quello di Tello sarebbe proprio a metà tra queste due categorie, occupiamoci, subito, anche dei gol giovani, una delle più belle caratteristiche dei campionati cadetti. Oltre a quello del centrocampista colombiano, ben 3 gli altri gol appartenenti a questa categoria segnati in queste due giornate. Sabato è toccato a Palumbo della Ternana. Antonio Palumbo è un centrale di centrocampo nato a Napoli il 6 agosto 1996, prodotto del settore giovanile della stessa Ternana, in rosa della prima squadra dallo scorso campionato, stagione in cui ha messo insieme le sue prime 12 presenze tra i professionisti. Cinque, invece, le presenze fin qui, in questa stagione, in cui, sabato appunto, si è tolto la soddisfazione del primo gol da professionista, mostrando anche una discreta personalità: al 90′ della partita in trasferta con la Pro Vercelli, con le squadre sull’1-1, ha scoccato un tiro teso dai 30 metri che si è alzato andandosi ad insaccare all’angolino alto destro per il definitivo 2-1 che è significato 3 punti importanti per la sua squadra in chiave salvezza. Martedì, invece, è stata la volta di Mazzitelli del Brescia. Luca Mazzitelli è, anche lui, un centrale di centrocampo, nato a Roma il 15 novembre 1995. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della squadra giallorossa, ha già avuto un’esperienza tra i professionisti, la scorsa stagione, nel Sudtirol, in Lega Pro, con cui ha messo insieme 24 presenze e 1 gol. Da quest’estate è agli ordini di Boscaglia, in prestito, e, seppur preso in ottica Lega Pro, categoria in cui avrebbe dovuto militare la squadra lombarda, ha mantenuto la fiducia del tecnico anche dopo il ripescaggio, al punto che ha già giocato 16 delle 17 partite disputate finora, mettendo insieme più minuti che le 24 della passata stagione. Martedì ha ripagato la fiducia con il primo gol in serie cadetta: al 35′ della partita con il Pescara, con il risultato sull’1-0 per il gol di Geijo, si è fatto trovare nella posizione giusta, sul primo palo, su un cross dalla sinistra di Embalo, in modo da deviare in gol con una stoccata di destro dal basso verso l’alto che si è insaccata all’angolino sinistro per il definitivo 2-0, che ha permesso al Brescia di far suo lo scontro diretto. Ieri sera è toccato a Ciurria dello Spezia. Patrick Ciurria è un attaccante destro, nato a Sassuolo il 9 febbraio 1995. Lo Spezia lo ha prelevato dal Castellarano, società di Reggio Emilia, militante nella Eccellenza emiliana, nel 2012 per la sua Primavera. Dalla stagione 13/14 entra nell’ambito della prima squadra, in cui colleziona 5 presenze e, dalla scorsa stagione, ne diviene componente fisso della rosa, vista la grande fiducia dimostrata nei suoi confronti da Bjelica. Ma, quasi subito, si infortuna gravemente, e perde, praticamente, tutta la stagione, mettendo a referto una sola presenza. Ritornato a disposizione in questo campionato, nella travagliata stagione aquilotta non ha trovato molto spazio (8 presenze fin qui per poco più di 300′ minuti di gioco), ma il nuovo allenatore Di Carlo ha voluto dargli fiducia e nella partita di ieri contro il Vicenza l’ha schierato titolare: in pieno recupero del primo tempo, col risultato ancora fermo sullo 0-0, con una palombella a rientrare dall’angolo destro dell’area, con uno di quelli che si chiamavano “tiri alla Del Piero”, ha insaccato imparabilmente il pallone all’angolino opposto, realizzando il gol partita, che ha regalato la gioia della prima vittoria al nuovo allenatore e, soprattutto, ha riportato i 3 punti sul Golfo dopo 10 turni, tornando a far muovere la classifica verso la parte alta.

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Palumbo, Mazzitelli e Ciurria

IL GOL PIU’ CARICO DI SENTIMENTI – Anche un po’ di libro Cuore nelle realizzazioni che hanno caratterizzato questo doppio turno. Ce l’ha regalato, sabato, il campo di Novara. Al 52′ della partita con il Lanciano, Roberto Rodriguez riceve un filtrante centrale in piena area, in contropiede, lo controlla decentrandosi, così da mandare fuori giri il difensore e mettere fuori causa il portiere in uscita, e, con un diagonale rasoterra di destro, insacca il gol del vantaggio del Novara, quello che aprirà le danze per il 4-1 finale. Il giocatore corre verso l’angolo del campo, con le dita e lo sguardo diretti verso il cielo, poi si porta le mani agli occhi mentre quasi tutti i compagni arrivano ad abbracciarlo. Questo perché il gol non ha solo un valore importante per la corsa play off della squadra piemontese, ma perché, soprattutto, ha un peso sentimentale fortissimo per il giocatore. Il 16 novembre, infatti è morta la madre del 25enne svizzero, da quest’anno a Novara, proveniente dal San Gallo, così che il primo gol in Italia del giovane centrocampista non ha potuto avere dedica migliore. Roberto ha anche un fratello, più noto, anche se più giovane di lui, Ricardo, 23enne difensore del Wolfsburg. Il caso ha voluto che anche lui sabato sia andato a segno nel suo campionato, realizzando il rigore del momentaneo pareggio contro il Borussia Dortmund. Anche lui è stato sommerso dai compagni. Modo migliore per esorcizzare il dolore e fare una dedica alla mamma che non c’è più, i due fratelli, non lo potevano trovare.

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I fratelli Rodriguez

IL GOL FANTASMA – L’ultimo gol da ricordare…è un non-gol, visto che appartiene alla categoria dei gol fantasma. Fa un po’ sorridere pensare che da quest’anno in Serie A sia stata introdotta la Gol Line Technology per risolvere immediatamente possibili contestazioni circa gol non visti, ma che, in realtà, non è stata ancora utilizzata, mentre in B, dove si deve ancora ricorrere alla discrezione dei guardalinee (neppure alla presenze dei giudici di linea come in massima serie lo scorso anno), si sia già presentato un certo numero di casi sospetti, chiusi il più delle volte con l’errore arbitrale. Così è stato anche domenica sera nel posticipo tra Cagliari e Como: con i lariani in vantaggio per il gol di Ganz, segnato pochi minuti prima, i padroni di casa si riversano in avanti e, in un’azione concitata in area, prima Fossati impegna Scuffet alla respinta, poi Sau, sulla palla non trattenuta dal portiere, ribadisce verso la porta, con la palla che viene respinta, apparentemente, sulla linea da Ambrosini. O almeno questa è la valutazione dell’arbitro Ros, che valuta il gol non valido, ma viene presto sbugiardato dalle immagini che mostrano un pallone entrato nella sua interezza, in modo anche piuttosto evidente. Il pareggio arriverà, poi, solo al 92′ da parte di Joao Pedro, ma il peso dell’errore, in termini di classifica per i sardi, è piuttosto pesante.

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LE LACRIME DEL DRAGO – E, per rimanere in ambito di tormentoni stagionali, anche in questo doppio turno, si è assistito a due partite del cuore per due tecnici. Sabato è toccato a Drago incontrare il suo passato durante la partita Crotone-Cesena. Per lui si è andati un po’ oltre che il semplice ritorno su una piazza importante in cui si è allenato. questo perché, innanzi tutto, Massimo Drago è nato a Crotone nel 1971, qui ha cominciato a muovere i primi passi nel mondo del calcio, nelle giovanili del Kroton, la denominazione della squadra negli anni ’80, ed è rimasto, da calciatore, con la maglia rossoblu, fino al 1989. Qui ha cominciato ad allenare, quando ha deciso di intraprendere questa carriera, partendo dai Giovanissimi, nel 2005 poi salendo nei ruoli, fino ad assumere la guida tecnica della squadra da gennaio 2012, dopo l’esonero di Menichini. Quattro salvezze con la squadra della sua città, in B, con l’apice nella stagione 13/14 in cui arriva ai play off, venendo eliminato dal Bari nel turno preliminare. Il Crotone, con lui alla guida, diventa una fucina di giovani che brillano e trovano posto nelle squadre più blasonate, basti pensare a Florenzi, Bernardeschi, Dezi, Ciano. E’ lui che, innegabilmente, butta le basi di quel Crotone su cui sta lavorando incredibilmente bene Juric, portandolo agli apici del campionato attuale. Tanta commozione per lui nel ritorno a casa, in uno stadio che era il suo, da avversario. E l’emozione, probabilmente, alla fine ha avuto la meglio, consegnando alle statistiche un 2-0 secco per i padroni di casa che consente loro di agganciare il primo posto e fa scivolare il Cesena al quarto. Ieri sera, invece, è toccato a Mimmo Di Carlo, in Vicenza-Spezia, affrontare il suo passato. Un passato da giocatore, come detto nel pezzo a lui dedicato nella scorsa puntata, visto che Di Carlo con la maglia biancorossa ha giocato per 9 campionati, tra il 1990 e il 1999, partendo dalla C1 e arrivando alla A in quel fantastico Vicenza di Guidolin che fece penare le grandi col suo calcio champagne, vinse una Coppa Italia (96/97) e approdò alla semifinale di Coppa delle Coppe della stagione successiva. Per il tecnico di Cassino, che nel Vicenza ha cominciato anche la carriera da allenatore, nella Primavera, tra il 2001 e il 2003, hanno prevalso, però, gli interessi di classifica rispetto ai richiami del cuore: obbligato a fare risultato per risollevare una situazione disastrosa e ottenere la prima vittoria in campionato sulla panchina aquilotta, non si è fatto guidare dai sentimenti ed ha portato a casa il risultato pieno, grazie al bel gol di Ciurria, che ha risollevato la classifica dei liguri e restituito un po’ di morale.

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