Forever Aquile: Ighli Vannucchi, dalle reti dei campi a quelle da pesca

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In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

La puntata di oggi è dedicata, ancora, ad un giocatore, un atleta piuttosto conosciuto per l’onesta carriera sviluppatasi tra i campi di A e B, in particolare con la maglia dell’Empoli. Un campione che, nell’ultima fase della sua carriera, ha deciso di scendere nelle serie minori per far valere la sua esperienza e metterla al servizio di realtà ambiziose e che, proprio in questa veste, è giunto allo Spezia, centrando l’obiettivo prefissato. La puntata odierna è dedicata a Ighli Vannucchi.

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UNA CARRIERA TRA A E B, DIVENTANDO BANDIERA DELL’EMPOLI – Vannucchi nasce a Prato il 5 agosto 1977. Inizia la carriera calcistica nelle giovanili di squadre del suo territorio, l’AC Maliseti prima e il Margine Coperta poi, fino al 1993, quando è la Lucchese a selezionarlo per il suo settore giovanile. Centrocampista di fantasia, il classico trequartista con piedi buoni, grande visione di gioco e notevole intelligenza tattica, Vannucchi raggiunge la prima squadra rossonera nella stagione 95/96, ma solo in quella successiva fa il suo esordio in B, in cui colleziona 14 presenze e 1 gol. In quella dopo, la 97/98 è già un perno della squadra, giocando 35 partite, segnando 2 gol e contribuendo alla salvezza dei toscani. E, infatti, lo nota la Salernitana, che lo porta a giocare in massima serie, dove esordisce nel 1998, mettendo insieme 35 presenze e 3 gol, che non servono, comunque a salvare i campani dalla retrocessione. Resta a Salerno per un’altra stagione e mezza, con la prima particolarmente positiva, in cui le marcature in campionato salgono a 7, che sommate a quelle di Coppa Italia, portano il suo bottino stagionale a 10 gol. Nella stagione 2000/01 resta in granata fino al mercato di gennaio (15 presenze 3 gol), quando passa al Venezia, sempre in serie cadetta, dove chiude il campionato con al tre 14 presenze e 1 gol, contribuendo, comunque, alla promozione dei lagunari in massima serie. Nella stagione in A con gli arancioneroverdi non gioca con continuità, partendo spesso dalla panchina e mettendo assieme solo 19 presenze, senza segnare neppure un gol. A fine stagione i veneti retrocedono e lui viene mandato in prestito all’Empoli in A. Gioca, così, la sua prima stagione con i toscani, agli ordini di mister Baldini, conquistando la salvezza con un bottino di 29 presenze e 3 gol. Quando Baldini viene ingaggiato dal Palermo, porta con sé Vannucchi, che viene acquistato dalla società rosanero. Ma in Sicilia trova pochissimo spazio, così che, a gennaio, dopo appena 8 presenze, torna ad Empoli in prestito e chiude la stagione con altre 20 presenze e 3 gol, che non servono per salvare la squadra dalla retrocessione. A fine stagione torna al Palermo, ma, dato che non rientra nei piani di Guidolin, ad agosto passa nuovamente all’Empoli, stavolta in comproprietà tra le due squadre. Qui trova il suo ambiente ideale: prende per mano la squadra e, con 9 gol in 36 partite (suo record personale di marcature in una sola stagione) riporta i toscani in Serie A, che, a fine stagione, lo riscattano. Seguono, così, altre 5 stagioni con la maglia azzurra, le prime tre in massima serie, le ultime 2 in B con anche un play off raggiunto, ma perso, in semifinale, contro il Brescia. Alla fine della stagione 09/10, con un totale di 281 presenze e 36 gol tra le varie competizioni, si svincola e lascia definitivamente il club toscano. Qui si chiude la carriera tra le due serie principali del centrocampista. A 33 anni, evidentemente, anche lui pensa che la sua carriera tra i professionisti non possa avere un seguito, così accetta la proposta del Guamo, squadra di terza serie amatoriale lucchese, con cui gioca anche 1 partita di campionato. Ma, evidentemente, si sbaglia, perché già a ottobre arriva la chiamata dello Spezia, che è appena approdato in Lega Pro Prima Divisione.

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OTTIMO L’ESORDIO IN MAGLIA BIANCA, FINO ALL’INFORTUNIO – Lo Spezia a cui arriva Vannucchi nella stagione 10/11 è una squadra appena promossa in Lega Pro Prima Divisione. E’ una società che sta, pian piano, risalendo dal pantano dei Dilettanti, dopo il fallimento da cui l’ha ripescata Volpi, il quale ha impostato un progetto pluriennale tale da riportata, nel minor tempo possibile, là da dove era caduta qualche anno prima, ovvero la Serie B. Seppur tra alti e bassi, il percorso dello Spezia sta procedendo spedito, e, nella stagione 2010/11 è già in Lega Pro Prima Divisione. La dirigenza è consapevole della difficoltà del torneo e della possibilità di un tempo fisiologico di adattamento alla categoria, ma, allo stesso tempo, ha grandi ambizioni, allestisce una squadra adatta alla categoria, costituita da un mix di giovani interessanti, giocatori esperti per la Lega Pro e qualche veterano proveniente anche da serie superiori, e, quindi, qualche ambizione comincia a presentarla fin da subito. E la dimostrazione arriva già alla 5^ giornata, quando, in corrispondenza della sconfitta col Sudtirol, a Bolzano, per 2-0, arriva l’esonero del tecnico D’Adderio, quello della promozione, per la scarsità di risultati fin lì prodotta, ovvero 2 pareggi, due sconfitte e una sola vittoria (seppur con quel Gubbio che poi, a fine stagione, salirà in B direttamente). Viene chiamato a sostituirlo Pane, che, per rinforzare il centrocampo e dargli la giusta dose di fantasia ed esperienza, chiede di ingaggiare proprio Vannucchi, suo compagno quando entrambi erano calciatori, che non ha un contratto da professionista e può essere ingaggiato anche a ottobre. Chi pensa che Vannucchi sia un giocatore sul viale del tramonto che viene a svernare allo Spezia, presto si deve ricredere, perché il centrocampista prende letteralmente la squadra per mano e si dimostra una pedina fondamentale, anche soltanto per le sue giocate geniali. Diviene presto un idolo della curva, che può giocare anche col suo nome, Ighli, così simile a Eagle, l’aquila simbolo dello Spezia. Fa il suo esordio alla 10^ giornata, in Spezia-Verona e non può far meglio che bagnarlo col gol vittoria, segnato su rigore. Già la settimana successiva, nel 4-1 interno col Ravenna realizza la prima doppietta e alla 13^ mette a segno uno dei 3 rifilati al Monza al Picco. Poi la sua vena realizzativa si prosciuga (sbaglia anche un rigore contro il Sorrento alla penultima d’andata), anche perché paga il fatto di non aver fatto una vera e propria preparazione estiva e il suo rendimento subisce un leggero calo, ma resta, comunque, fondamentale, in termini di assist e costruzione della manovra offensiva. Gioca in tutto 13 partite, poi, alla 4^ di ritorno, contro il Gubbio in trasferta, alla mezz’ora, si infortuna e per lui la stagione finisce lì. Tra alti e bassi, tra cui, anche, il ritorno di D’Adderio alla 26^ sulla panchina, lo Spezia chiude il campionato al 6° posto, con 47 punti frutto di 12 vittorie, 12 pareggi e 10 sconfitte e 1 punto di penalizzazione, a 3 dal Verona, che occupa l’ultimo posto buono per i play off (anche se poi, a fine stagione, l’Alessandria, giunta 4^ ed eliminata in semifinale dalla Salernitana, verrà retrocessa per illecito sportivo).

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ANCHE LUI DIVENTA UN UOMO DEL TRIPLETE – La stagione successiva è, ovviamente, confermatissimo. Stavolta le ambizioni dello Spezia sono molto alte, la voglia della società di salire è molta e la squadra allestita è assolutamente competitiva. Gli aquilotti partono col favore del pronostico, ma, dato che anche stavolta la partenza è a rilento, alla 5^ giornata, dopo la sconfitta di Cremona per 3-2, con 1 vittoria, 1 pareggio e 3 sconfitte, ancora una volta è il tecnico a farne le spese, e Alessandrini, che ha cominciato la stagione, viene esonerato per far posto a Serena. Come già avuto modo di vedere nel pezzo dedicato all’allenatore, la stagione, benché proceda tra alti e bassi, con poco gioco e poco divertimento, tante contestazioni e rischi di esonero, si conclude nel modo più esaltante e inaspettato. Vannucchi, numericamente, gioca più partite della stagione precedente, mettendo a referto 27 presenze, ma non viene utilizzato con molta continuità e, spesso, viene schierato nei minuti finali. Ma non fa mancare, comunque, il suo apporto di esperienza, gioca a buoni livelli e contribuisce anche con due gol importanti: segna il gol del definitivo 2-1 per gli aquilotti nella trasferta di Andria, alla prima giornata di ritorno, e segna, con una precisa botta dalla distanza, il definitivo 3-0 all’ultima giornata, contro il Latina, che vale la promozione diretta in Serie B. Infatti, come detto, in un rocambolesco finale, lo Spezia riesce a scavalcare il Trapani, che sembrava già destinato alla promozione diretta, e, con 62 punti, frutto di 17 vittorie, 11 pareggi e 6 sconfitte, vince il torneo, salendo direttamente, senza il passaggio dai play off. Grazie a questa affermazione, partecipa anche alla Supercoppa Lega Pro, contro la vincitrice dell’altro girone, la Ternana, di cui Vannucchi gioca solo il ritorno, disputando, comunque, una grande prestazione nel 2-1 finale per le aquile, che, sommato allo 0-0 dell’andata, consente allo Spezia di incamerare anche questo trofeo. Ad aggiungere gloria alla stagione anche il terzo trofeo stagionale conquistato, ovvero la Coppa Italia Lega Pro, che vede le aquile superare l’Entella al primo turno (3-1 a Chiavari), il Cuneo al secondo (4-2 al Picco, Vannucchi segna il gol del primo vantaggio spezziamo al 6′), vincere il gironcino del terzo turno con Spal e Carpi (2 vittorie, entrambe per 2-1), battere il Foggia in semifinale (1-0 per i rossoneri in trasferta, 6-0 al Picco) e imporsi in finale con il Pisa (sconfitta per 1-0 al Picco, che sembrava aver compromesso la finale, ma vittoria per 2-1 a Pisa), che è allenata, tra l’altro dall’ex tecnico Pane. In questo modo lo Spezia conquista uno storico Triplete. Vannucchi in quest’ultimo torneo aggiunge altre 5 presenze al suo palmares personale, così che a fine stagione può contare un totale di 46 presenze e 7 gol con la maglia bianca nelle varie competizioni. A questo punto, però le strade si dividono, perché lo Spezia fa la sua rivoluzione d’agosto e, per la nuova serie B, presenta una rosa tutta nuova, dove solo due giocatori dell’anno precedente trovano un posto. Vannucchi non è uno di questi (cosa che non sorprende, non essendo neppure uno dei fedelissimi del confermato mister Serena), e di questo, come ribadito in una recente intervista, il giocatore un po’ se ne rammarica, anche per le modalità della separazione, avvenuta senza un incontro in sede. Vannucchi, comunque, se ne va da vincente, lasciando un ottimo ricordo nel popolo aquilotto.

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Vannucchi e Capitan Bianchi sollevano la Coppa Italia Lega Pro, uno dei tre trofei stagionali

GLI ULTIMI ANNI DI CARRIERA E L’AMORE PER LA PESCA – Lasciato lo Spezia, ha tutte le intenzioni di dimostrare che non è finito e che, magari, in B ci può tornare anche con un’altra squadra. Non cambia regione e accetta la corte dell’Entella, squadra che milita, anch’essa in Lega Pro Prima Divisione. E l’impresa la sfiora praticamente subito, qualificandosi con i chiavaresi per i play off, dove, però arriva l’eliminazione in semifinale, da parte del Lecce. A fine stagione, chiusa con 33 presenze e 4 gol, di cui uno nei play off, non rinnova il contratto e resta svincolato. Per il campionato 13/14 lo ingaggia l’Esperia Viareggio, sempre in Prima Divisione. Gioca ancora a buoni livelli, segna 5 gol in 26 presenze, diventando un beniamino del pubblico, ma, nonostante questo, a 5 giornate dalla fine, inspiegabilmente, rescinde il contratto e lascia la squadra bianconera. Gioca ancora una stagione, in Eccellenza, nel Real Forte dei Marmi Querceta, con cui disputa altre 26 partite, segnando i suoi ultimi 4 gol, poi, ancora una volta, a 3 giornate dalla fine, con la squadra avviata ai play off, saluta tutti e se ne va, ma stavolta lo fa definitivamente, appendendo le scarpette al chiodo. In una recente intervista ha ammesso di non riconoscersi più nel calcio di oggi, di non appassionarsene più e, infatti, col mondo del pallone, lui, ha dato un taglio netto. Appassionatissimo, da sempre, di pesca (amava definirsi “un pescatore con l’hobby del calcio”), ha coltivato questa passione al punto di creare un sito di successo nell’ambiente e da condurre una trasmissione (Buona Pesca) trasmessa dal canale tematico di Sky.

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