A tutta B: l’allungo del Crotone e la caduta della coda, il bigliettaio dello Spezia, il profumo di Cedric a Terni, il ritorno di Castaldo e l’inno della B che risuona sulla Coppa Italia

ALLUNGO CROTONE – Le altalene di questa serie B non finiscono mai e si articolano in modi particolari. Qualche settimana fa eravamo a chiederci se il Cagliari avrebbe preso il volo solitario grazie ai 4 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, mentre ora siamo nella situazione diametralmente opposta, con i sardi secondi e il Crotone che allunga sulla seconda piazza. Tutto questo perché in questa giornata le due battistrada hanno fatto i conti con quello che sanno fare meglio/peggio: il Crotone, impegnato nel turno casalingo, dove è quasi infallibile, con 8 vittorie e 1 pareggio in 9 incontri, fa il suo dovere e batte il Modena, balzando a 40 punti; il Cagliari, che fuori non è così travolgente come al Sant’Elia (dove il computo è sovrapponibile a quello dei calabresi), avendo un perfetto equilibrio di 3 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, va ad impattare a Livorno e sale a 37, perdendo altri 2 punti rispetto agli uomini di Juric. Ora i sardi devono stare attenti anche alle spalle, dove continua la sua marcia di avvicinamento il Bari che, vittorioso in casa nello scontro d’alta classifica con il Perugia, sale a 35. Appena un punto dietro continua a procedere spedito il Novara, che a botte di 4-1 sferra il suo attacco alle posizioni più alte: stavolta, dopo Lanciano e Perugia, tocca al Trapani subire il poker in posticipo. Sempre sostenuto anche il ritmo del Brescia, che batte il Vicenza a domicilio e sale a 30 punti. Turno favorevole anche per il Pescara, che batte l’Entella nello scontro diretto e sale a 28, scavalcando anche il Cesena, che prosegue la sua caduta, perdendo a Vercelli e restando ferma a 27 punti. Ultimo posto della zona play off è ancora dell’Entella, a 25, nonostante la sconfitta, ma per questo deve ringraziare le due dirette inseguitrici, il Perugia e il Trapani, che perdono entrambi e restano a 24, fallendo il sorpasso. Chi trae vantaggio dalla situazione è, invece, lo Spezia, a cui la cura Di Carlo sembra aver cominciato a fare effetto, e che, con la vittoria interna sul Latina, 7° punto in 3 partite, aggancia la suddetta coppia a quota 24, tornando a vedere i play off.

LA CADUTA DELLA CODA – Turno decisamente da dimenticare per la coda della classifica, dove quasi tutte le squadre sono uscite sconfitte. Ultimo è sempre il Como a 10 punti, travolto dalla Ternana in trasferta, mentre penultimo, a 14 punti, resta il Lanciano, sconfitto, in anticipo, ad Avellino. Al terzultimo posto resta fermo l’Ascoli, che perde lo scontro diretto con la Salernitana, la quale è l’unica che trae un vantaggio da questo turno, portando a casa 3 punti fondamentali che le permettono di raggiungere 20 punti, scavalcando il Modena a 18, sconfitto dal Crotone, e, pur occupando, ancora, virtualmente, un posto play out, agganciare il Latina e il Vicenza, sconfitti, rispettivamente, da Spezia, al Picco, e Brescia, a domicilio, due squadre che, soprattutto i veneti, fino a qualche settimana fa erano a prendere le misure alla zona play off.

NENE’ OBLITERA IL BIGLIETTO PLAY OFF DELLO SPEZIA – Molto interessanti i movimenti della classifica cannonieri di questa settimana, in cui quasi tutti i principali bomber d’alta classifica hanno mosso la propria graduatoria personale. Capocannoniere è sempre Lapadula, che sale, però, a 10 gol, grazie alla rete del 2-0 che chiude la partita del Pescara con l’Entella. Sul secondo gradino sale, da solo, Vantaggiato, che realizza l’importantissimo gol del pareggio del Livorno con il Cagliari. Il terzo gradino è occupato da un terzetto: Budimir, che non si ferma più e segna anche il gol vittoria del Crotone con il Modena, Piccolo, che continua a segnare, in questo caso il gol del momentaneo 1-0 del Lanciano ad Ascoli, pur non riuscendo a portare punti alla sua squadra, e Geijo, che lascia a Caracciolo il compito di segnare le due reti vittoria col Vicenza. A 7 gol un altro terzetto: Raicevic, che segna l’unico gol dei biancorossi contro le rondinelle, Farias, che porta in vantaggio il Cagliari a Livorno, ed Evacuo, che segna addirittura una tripletta nel poker del Novara al Trapani. Fatte le debite menzioni d’onore d’obbligo per il bomber dei piemontesi che segna l’unico tris di giornata, ma a cui è già stata dedicata la vetrina di una delle precedenti puntate (ma che si merita, comunque, la foto di copertina), e per Caracciolo, autore della doppietta vittoria della sua squadra, ma che attendiamo alla soglia dei 100 gol con le rondinelle, la vetrina di questa settimana spetta ad un altro bomber di razza, sceso in B per rilanciarsi, autore, anche lui di una doppietta fondamentale per la sua squadra, che ne sta agevolando la risalita dopo il periodo buio, ovvero Nenè dello Spezia. Anderson Miguel da Silva, detto Nenè, è un attaccante brasiliano nato a Sorocaba, nello stato di San Paolo, il 28 luglio 1983. Il giovane Nenè comincia a muovere piuttosto tardi i passi nel mondo del calcio: dopo aver fatto il controllore sugli autobus, da adolescente, solo a 18 anni inizia a tirar calci al pallone nei campionati minori brasiliani, con Sao Bento, Guacuano, Riachuelo, Boca Junior Sergipe, America-SP e Confianca. La massima serie brasiliana la raggiunge solo nel 2006, quando viene ingaggiato dal Santa Cruz, con cui, in 22 partite segna 9 gol. Nel campionato 07/08 passa al Cruzeiro che, però, dopo 6 gol in 9 partite, a gennaio lo cede all’Ipatinga, dove chiude la stagione con altri 4 gol in 6 partite. Nonostante la stagione un po’ travagliata, viene notato dagli emissari portoghesi, a cui piace questo attaccante potente fisicamente, ambidestro, dotato di buona tecnica individuale, veloce, molto preciso sui calci piazzati e forte nel gioco aereo. Arriva, così, al Nacional Madera e conferma fin da subito che chi lo ha scelto c’ha visto bene, dato che in 24 partite segna 20 gol, laureandosi capocannoniere del campionato lusitano. Il Cagliari è il più rapido ad assicurarsene le prestazioni per la stagione 09/10. In rossoblu, Nenè, resta per 5 stagioni, con un rendimento decisamente positivo, seppur condizionato anche da un brutto infortunio nella stagione 11/12, fatto di gol importanti (come quello nel 2-0 alla Juve), doppiette, triplette, ma, soprattutto, un gran lavoro per tutta la fase offensiva cagliaritana, chiudendo con 23 gol in 124 incontri. Alla fine della stagione 13/14 si svincola e viene ingaggiato dal Verona, dove, però, trova pochissimo spazio, così che, dopo 8 partite, senza gol, a gennaio accetta la proposta dello Spezia di scendere per la prima volta in B per abbracciarne il progetto e le ambizioni. Nonostante non sia al massimo della forma atletica, Nenè entra negli schemi della squadra aquilotta e riesce a dare il suo apporto, in termini di partecipazione alla manovra, e di gol, che a fine stagione saranno 4, contribuendo anche alla qualificazione ai play off della squadra ligure. A fine stagione torna in Veneto, ma accetta di buon grado di tornare allo Spezia, che, in estate, lo acquista definitivamente, confermando la grande fiducia che la società ripone in lui, con la prospettiva, anche, di una preparazione adeguata. Due gol per lui fino a sabato nel non facile inizio di stagione della squadra aquilotta, poi nella partita con il Latina la doppietta decisiva: al 27′ si fa trovare pronto sul rasoterra dalla destra di Ciurria, che finalizza una bella azione in velocità partita da Calaiò, deviando il pallone in rete per il momentaneo 1-0; al 50′, sul risultato di 1-1, dopo il pareggio di Dumitru a fine primo tempo, è ancora il più lesto a farsi trovare in ottima posizione, sul secondo palo, per deviare in rete il cross rasoterra di Situm dalla sinistra per il 2-1 definitivo, che porta 3 punti fondamentali per la risalita dello Spezia, ora nuovamente ad un passo dai play off. La ricostruzione di Di Carlo riparte anche dagli spunti dell’attaccante brasiliano.

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A TERNI C’E’ PROFUMO DI CEDRIC – La Ternana si sta scoprendo nuova fucina di giovani talenti, che le stanno dando una mano fondamentale nella risalita della classifica. Due giornate fa, come visto anche nell’ultima puntata di questa rubrica, era stato il giovane Palumbo a firmare il gol vittoria delle fere nella trasferta di Vercelli. Stavolta, invece, è toccato al giovane Cedric Gondo mettere lo zampino nel 4-0 che la Ternana ha rifilato sabato al Como. Gondo è un attaccante ivoriano, prima punta, nato a Divo il 25 novembre 1996 e portato in Italia dalla squadra giovanile patavina dell’Albignasego Juniores. Da lì lo preleva la Fiorentina per il suo settore giovanile nel 2010 e nel 2012 entra anche nell’ambito della prima squadra, pur senza mai scendere in campo. Durante la sessione estiva dell’ultimo mercato passa in prestito alla Ternana, dove gode di una buona considerazione, sia da parte di Toscano che del suo sostituto Breda, tanto da aver messo insieme 11 apparizioni, fin qui, per un totale di 540′. Sabato il primo gol tra i professionisti, appena 9′ dopo essere entrato in campo al posto di Ceravolo: al 70′, con la squadra già in vantaggio per 2-0, affianca Falletti in un contropiede, riceve palla dentro l’area e scaglia un diagonale di destro che si insacca per il 3-0 che taglia le speranze del Como.

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IL RITORNO DI CASTALDO – Della carriera particolare di Castaldo c’è già stata occasione di parlare in questa rubrica. E’ un giocatore classe ’82, dalle grandi doti tecniche e balistiche che ha, però, il suo limite, se tale lo vogliamo definire, nel non riuscire a staccarsi dalla sua terra. Nato a Giugliano in Campania, nonostante potesse spiccare il volo anche verso realtà diverse, ha saputo dare il suo meglio, o forse è meglio dire che ha voluto dare il suo meglio, solo per squadre sul territorio campano: Puteolana (una stagione e mezza, 39 presenze, 3 gol), Juve Stabia (4 stagioni, 116 presenze, 37 gol), Benevento (3 stagioni, 82 presenze, 23 gol), Nocerina (2 stagioni, 73 presenze, 20 gol) e, adesso, Avellino, dove è giunto alla 4^ stagione. Dall’unico tentativo fatto fuori dal suo territorio, all’Ancona, tra il 2001 e il 2002, è fuggito a gambe levate, ritornando immediatamente a casa e non muovendosi più di lì. E questo, forse, ne ha limitato la carriera. Proprio ad una delle sue esperienze in terra campana, risalgono, però, i guai che hanno avuto ripercussioni anche su questa stagione: durante l’esperienza alla Nocerina, come emerso dopo l’arresto del Presidente Citarella da parte della Guardia di Finanza, avrebbe percepito soldi in nero e questo ha fatto scattare un primo deferimento da parte della Giustizia Sportivo, nella scorsa stagione, che è divenuto una squalifica di 4 mesi a luglio di quest’anno. Così l’attaccante irpino ha dovuto restare lontano dai campi di calcio fino a dicembre, facendo il suo esordio stagionale solo alla 16^, in Trapani-Avellino (2-1). Uno spezzone nella successiva, 35′ nella vittoria interna con la Pro Vercelli, e di nuovo titolare nella partita col Lanciano, in cui ha sancito la sua importanza per questo Avellino: all’87’ della partita interna con i rossoneri, con il risultato sul 2-2, raddrizzato da Arini e Tavano che pareggiano il doppio vantaggio degli ospiti, riceve palla al limite dell’area, all’altezza del secondo palo, sugli sviluppi di un angolo dalla destra e, al volo, senza pensarci, scaglia un tiro che si va ad insaccare sullo stesso palo, nell’angolino basso, irraggiungibile per Casadei, per il rocambolesco 3-2 finale, che non può trovare firma migliore. Lacrime agli occhi per il bomber dell’Avellino, che, ora, può tornare ad essere l’arma in più a disposizione di Tesser.

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IN COPPA ITALIA SUONA L’INNO DELLA B – Come succede da qualche anno, squadre di B protagoniste nei primi turni “seri” (quelli in cui entrano in gioco le squadre di A, per intenderci) della Coppa Italia. Ben 6 le squadre della serie cadetta tra le 16 del quarto turno: il Cesena, che perde a Torino con i granata per 4-1, il Crotone, che porta il Milan ai supplementari, dove perde per 3-1, il Vicenza, che si arrende ai padroni di casa del Carpi per 2-1, il Cagliari che, invece, batte il Sassuolo a domicilio, qualificandosi per gli ottavi e poi la sfida “fratricida” tra Spezia e Salernitana, che vede imporsi i liguri per 2-0. Agli ottavi, così, arrivano in due: il Cagliari e lo Spezia. I sardi se la sono vista ieri sera con l’Inter, venendo eliminati con un secco 3-0. Gli aquilotti, oggi pomeriggio, hanno scritto una pagina della loro storia, battendo, meritatamente, la Roma all’Olimpico ai rigori, dopo lo 0-0 portato a fine supplementari. Così una squadra di B approda ai quarti. E, tenendo conto che ad aspettarla c’è il sorprendente Alessandria, squadra di Lega Pro, le sorprese di questa edizione della Coppa Italia non son ancora finite…

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