Inter-Lazio: le pagelle del match

icardi

Le pagelle del match

a

INTER (4-2-3-1)

HANDANOVIC 6 – In una serata ‘no’ trova anche il tempo di parare un rigore. Certo, a voler essere puntigliosi: se sul tiro di Candreva avesse provato a muoversi, se il penalty lo respingeva sull’esterno, se…

MONTOYA 5 – Passo indietro con capriola e avvitamento mortale: impreciso, spaesato contro un Felipe Anderson che andava al piccolo trotto, timido e perfino impacciato. Sembrava quello che Mancini ha tenuto in panca per tre mesi, appunto.

MIRANDA 6+ – Anche in una serata storta, riesce a rendersi protagonista di alcuni disimpegni da fuoriclasse. certo, Matri lo fa penare ma va detto che alla lunga gli prende le misure e le due reti non sono affatto imputabili alla cerniera difensiva formata assieme a Murillo.

MURILLO 6 – L’uomo di gomma patisce anche lui a tratti ma, in fin dei conti, è il migliore del pacchetto arretrato, mettendo ancora una volta in mostra un atletismo e delle doti di recupero francamente incredibili. Non basta però a tenere su la baracca.

ALEX TELLES 6 – Nel primo tempo è l’Inter, ed è tutto dire. Nella ripresa casa vistosamente ma la sua facilità di cross (roba sconosciuta dalle parti della Pinetina). l’educazione del suo sinistro e alcuni inserimenti sono le uniche luci di una serata male interpretata da molto suoi compagni (dal 44′ s.t. PALACIO s.v. – Guadagna scaltramente la punizione che al 51′ tiene in vita le ultime speranze interiste)

FELIPE MELO 3.5 – Un attore da telenovelas brasiliane. Prima si finge calciatore giocando a fare ‘il’ Pirlo, con aperture sbagliate e tanti errori di imprecisione che per poco non provocano no lo 0-2. Poi, nella ripresa perde la brocca: eccede in nervosismo, causa un rigore stupido e poi fa perdere gran parte del recupero prima con un intervento scomposto che abbatte Biglia e poi con la sceneggiata delle scuse e del rammarico che affossa le residue speranze nerazzurre di pareggiare. 

MEDEL 6- – Questa sera i suoi limiti tecnici si sono visti ancora di più, anche se va detto che accanto a Melo pare un fine dicitore. Non male nel complesso ma in questa Inter muscolare spesso gli tocca impostare l’azione e, anche se non è colpa sua, finisce per diventare l’anello debole.

BIABIANY 5+ – Pure lui rimandato come Montoya. Si applica molto in fase difensiva, e spende anche un ‘giallo’ per fermare un contropiede laziale, ma per il resto è nullo, perdendosi nel marasma d’imprecisione che caratterizza il primo tempo (dal 13′ s.t. BROZOVIC 6 – Stavolta non dà la scossa e, anzi, causa una pericolosa punizione dal limite: tuttavia, il suo essere tuttocampista e onnipresente sarebbe anche utile ai suoi se Melo non rovinasse i piani di come-back manciniani) –

JOVETIC 6 – Pure lui spesso impreciso ma è anche quello che calamita tutti i palloni e provo a inventare qualcosa. L’altra faccia della medaglia è che i biancocelesti formano costantemente una gabbia attorno a lui e porta in dote alla squadra quello che può. Esce immeritatamente per ragion di stato (dal 58′ LJAJIC 6- – Va a strappi e sembra poter spezzare il match come già accaduto in precedenza: la ‘fajolada’ e il caos finale gli tarpano definitivamente le ali). 

PERISIC 6- – Ottimo l’assist, meno bene alcune pause che si prende nel corso del match: il croato a tratti pare essere uno dei giocatori più devastanti della Serie A, mentre per larghi tratti sembra giocare con spocchia e incidere meno del dirimpettaio Biabiany. L’impressione è che quando si accenda lui, l’Inter cambi marcia.

ICARDI 6+ – One shot, one kill. Che non è poco, se lo si aggiunge anche all’oscuro lavoro a supporto del centrocampo e a qualche ripiegamento difensivo. Zittisce i critici, tornando a segnare con regolarità, ma per larga parte della gara non vede palla e, per causa altrui, il suo gol non vale nemmeno un punto.

all. MANCINI 5+ – Non sbaglia tanto le scelte iniziali, quanto il fatto di non correggerle: Melo andava fatto tranquillamente uscire all’intervallo, se non prima dopo uno sciagurato appoggio che per poco non vale lo 0-2. ‘Telefonati’ i cambi con cui cerca di riequilibrare il match: un passo falso, dopo molte gare vinte grazie alle sue scelte, ci può stare, ma l’importante è che faccia tesoro della gara anche con scelte drastiche alla ripresa.


LAZIO (4-3-3)

BERISHA 6 – Nessun tipo di lavoro extra, e su Icardi lanciato a rete può fare poco: meno ‘emozionale’ di Marchetti, potrebbe far valere la sua prestanza fisica per soffiargli il posto da titolare.

KONKO 6,5 – Serata autorevole, anche se di fronte aveva un Telles per nulla rinunciatario: il binario che forma assieme a Candreva a destra funziona e, in queste serate, il terzino di Pioli mostra che (infortuni e amnesie permettendo) potrebbe essere un esterno molto duttile. 

MAURICIO 6 – Nella serata in cui doveva andare in difficoltà, si concede solo un battibecco con Felipe Melo e, assieme a tutto il pacchetto arretrato, si perde Icardi. Anche lui, come tanti, è uno dei rivitalizzati dall’Inter.

HOEDT 6 – Idem per il compagno di reparto, anche se lui pare più dotato tecnicamente ma spesso meno sicuro. Visti gli infortuni che falcidiano la difesa di Pioli, alla distanza potrebbe crescere e diventarne un perno.

RADU 6+ – Montoya non lo fa soffrire e Biabiany nemmeno: solo Perisic gli crea qualche grattacapo ma riesce a sfangarla con tanto mestiere e qualche fallo al momento giusto. Compensa in tenuta difensiva laddove il dirimpettaio Konko predilige staccarsi e salire

MILINKOVIC-SAVIC 6- – Non il meno positivo del pacchetto di centrocampo ma, tenuto conto anche dell’età (’95) e della doppia ingenuità che lo manda anzitempo sotto la doccia, la sua presenza si fa sentire sempre e anche per qualche marcantonio nerazzurro è un’impresa sradicarlo dal terreno.

BIGLIA 6,5 – Non sembra una delle serate in cui comanda a bacchetta la linea mediana, eppure la sua presenza è fondamentale e mostra in diretta a Mancini la differenza tra avere lui a dirigere le operazioni (anche l’assist per lo 0-1 a referto) e Felipe Melo.

PAROLO 5,5 – Tenuto a bada negli inserimenti, il suo pezzo forte, patisce un po’ il ritorno interista e non ha nemmeno la fisicità di Milinkovic-Savic per far sentire la sua presenza. Da recuperare.

CANDREVA 7 – Due gol, con la piccola perla balistica del primo e il brivido su penalty che però Handanovic ribatte sui suoi piedi. Se davvero è sul taccuino di Ausilio, la doppietta è un bel biglietto da visita ma pure la dimostrazione che sarò impossibile strapparlo a Lotito. Non gioca manco agli standard dell’anno scorso, eppure risulta decisivo per far tornare il sorriso in casa Lazio (dal 48′ s.t. PATRIC s.v.).

MATRI 6,5 – Non tira praticamente mai in porta eppure è l’attaccante migliore che Pioli possa avere in questo momento a disposizione. Nel primo tempo dà filo da torcere a Miranda e Murillo e costringe anche Biabiany al ‘giallo’. Ne perde in efficacia sotto rete ma, nel disegno tattico della Lazio dell’anno scorso (rivitalizzata dai gol a pioggia dei centrocampisti) il suo lavoro ha un senso e un fine (dal 29′ s.t. DJORDJEVIC s.v. – Partecipa alla Sagra dell’Ic ma non ha tempo nemmeno per mettersi in mostra)

FELIPE ANDERSON 5,5 – Un solo ottimo spunto contro un Montoya spaesato e la sensazione che, se l’anno scorso la doppietta all’Inter fu il trampolino di lancio per un inverno da favola, questa volt la gara ordinata ma priva di guizzi ne certifica il momento di appannamento (dal 38′ s.t. KEITA s.v. – Vedi Djordjevic, con meno minuti ancora a disposizione).

all. PIOLI 7 – Non è la sua Lazio e certo rischia anche di perderla quando l’Inter pareggia e sembra cercare di vincere, per inerzia, una gara in cui i suoi avevano disputato un ottimo primo tempo: nonostante questo, le sue scelte vengono premiate e anche il non andare al muro contro muro con Candreva dopo le polemiche potrebbe aiutarlo a recuperare il n.87 oltre che un elemento fondamentale nel suo 4-3-3.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *