Forever Aquile: Paolo Stringara

In epoca di squadre “leggendarie” (Inter Forever, Juventus Leggende, Milan Leggende, ecc.), ovvero quelle squadre formate da giocatori, ormai ritiratisi, che, durante la loro carriera, hanno vestito almeno per un minuto la maglia di una determinata squadra e che, ora, girano il mondo giocando partite di beneficenza, in questa rubrica proviamo a vedere chi potrebbe far parte della squadra dello Spezia, tra quelli che, in attività o meno, hanno calcato i campi della serie A, perché nella loro carriera hanno vestito, o hanno allenato, all’insaputa dei più, la maglia bianca.

Per la nuova puntata della rubrica ci si torna a sedere in panchina. O meglio, si parlerà di un personaggio reso noto da un’onesta carriera da calciatore che l’ha portato a calcare i campi della Serie A, vestendo anche una maglia prestigiosa come quella dell’Inter, e che, appese le scarpette al chiodo, ha intrapreso quella di allenatore, che l’ha portato sulla panchina dello Spezia, seppur con risultati, non memorabili. La puntata di oggi è dedicata a Paolo Stringara.

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LA CARRIERA DA CALCIATORE, CON LA CILIEGINA NERAZZURRA – Stringara nasce ad Orbetello, in provincia di Grosseto, il 22 settembre 1962, e comincia la carriera calcistica nelle giovanili dell’Inter, dove resta fino al 1980, quando passa al Siena, in C2, dove fa il suo esordio tra i professionisti. Resta per 3 stagioni in bianconero, conquistando anche una promozione in C1, quindi, nel 1983, passa al Rende, in prestito, dove gioca una stagione di C1, culminata con la retrocessione. La stagione successiva torna alla squadra toscana, che, nel frattempo, è retrocessa nuovamente in C2, e contribuisce all’immediato ritorno nella serie superiore, fermandosi, poi, anche per la stagione in C1. Centrocampista ordinato, dai piedi buoni, intelligente tatticamente, con anche buona propensione al gol (10 i gol segnati, fin lì, in maglia bianconera), attira le attenzioni del Bologna che, nel 2006, lo porta in B. In rossoblu si ferma 4 stagioni, raggiungendo anche la Serie A nel 1988 e giocandoci due campionati interi, prima di attirare le attenzioni dell’Inter di Trapattoni, che necessita di giocatori di sostanza da affiancare ai campionissimi per cercare di tornare a lottare per lo Scudetto dopo il 3° posto dell’anno precedente. In nerazzurro gioca 22 partite e segna 1 gol (all’Atalanta), non contribuisce alla conquista dello Scudetto (nuovamente 3° posto dopo un testa a testa con la Samp campione), ma ha la soddisfazione di conquistare la prima Coppa Uefa della storia interista. La stagione successiva va in prestito all’Avellino, in B, ma retrocede a fine campionato. Viene acquistato, all’inizio della stagione 92/93, nuovamente, dal Bologna, in B, ma, a fine torneo conosce una nuova retrocessione. Si riaccasa all’Avellino, in C1, per una stagione, quindi decide di chiudere la carriera nelle serie minori, con una stagione all’Aosta, in C2 (retrocessione a fine campionato), e una all’Iperzola, società dilettantistica di Carpi, in Eccellenza, in cui riveste il ruolo di giocatore allenatore, con cui chiude in bellezza, conquistando il campionato. A fine stagione 95/96, infatti, decide di appendere definitivamente le scarpette al chiodo.

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GLI INIZI DA ALLENATORE – Stringara capisce che il ruolo di allenatore, rivestito nell’ultima stagione, gli piace e, quindi, comincia fin da subito a fare sul serio, sedendosi sulla panchina del Livorno già il campionato successivo al suo ritiro. E parte subito alla grande: promozione in C1, con la vittoria del play off alla prima stagione e 3° posto in stagione regolare, con sconfitta in finale play off, ad opera della Cremonese, nella successiva. Bene le cose anche nelle stagioni 98/99, quando viene scelto dal Modena, che conduce ai play off, dove perde in semifinale col Lumezzane, e nella 99/00, quando raggiunge la semifinale play off contro l’Ascoli nel campionato di C1 con la Viterbese. Passo a vuoto, invece, nel campionato 00/01, in cui giuda L’Aquila in C1, chiudendo al 9° posto. Peggio va nel successivo: subentrato a campionato in corso sulla panchina della Pistoiese, viene esonerato. Resta fermo per un’intera stagione, fino al 2003, quando è lo Spezia a ingaggiarlo.

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LO SCORCIO DI STAGIONE CON LO SPEZIA – Lo Spezia a cui approda Stringara all’inizio della stagione 2003/04 è una squadra di C1 dalle forti ambizioni, ma che da qualche anno non riesce a far girare le cose nel modo giusto, subendo delle beffe anche cocenti: la peggiore è quella del campionato 01/02, con la sconfitta alle semifinali play off ad opera della Triestina, quando la promozione sembrava scontata, visto il divario creato con le inseguitrici a fine stagione, seguita dal 6° posto del torneo successivo, che, per 3 punti, la tiene fuori dai play off. La società, orfana di Mandorlini e con l’alternarsi di ben tre allenatori nel campionato precedente, vuol dare una nuova scrollata all’ambiente, e, per questo decide di affidarsi ad un tecnico che conosce bene la categoria e, per questo, contatta il tecnico di Orbetello. La stagione aquilotta comincia con il turno eliminatorio della Coppa Italia di C, dove lo Spezia giunge secondo in un gruppo a 5 squadre (vittoria 3-1 a Pistoia, sconfitta 2-0, in casa, col Castelnuovo, vittoria in trasferta con l’Aglianese e botto con la Carrarese, travolta con uno storico, e per i tifosi indimenticabile, 7-0). Quindi comincia il campionato, ma fin da subito il passo è incerto: pareggio 0-0 in casa col Lumezzane, 2-2 a Cesena, vittoria in casa 2-0 con la Lucchese, subito seguita dalla doppia sconfitta in trasferta con Arezzo (3-0) e Cittadella (3-1), quindi ancora due pareggi con Pavia e Pro Patria. L’andamento è altalenante, il gioco espresso poco, nonostante le squadre del tecnico siano votate all’attacco, e ad ogni vittoria segue subito una sconfitta. A novembre arrivano anche i sedicesimi di Coppa che vedono l’eliminazione dello Spezia da parte della Sangiovannese (sconfitta 2-0 in trasferta, inutile vittoria per 3-1 al Picco). Il pubblico è scontento, la società spazientita, Stringara non sembra aver in mano il polso della situazione, così, quando il 21 dicembre, alla penultima d’andata, arriva la sconfitta per 3-0 a Reggio Emilia, i bianconeri danno il benservito al tecnico. Stringata lascia gli aquilotti con 5 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte (di cui una al Picco) in 16 giornate, sostituito da Alessandrini, che non porta nessuna rivoluzione e conduce la squadra, nuovamente, al 6° posto finale, ad 1 solo punto dai play off.

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IL RESTO DELLA CARRIERA, CON POCHE SODDISFAZIONI – Lasciato lo Spezia Stringara resta lontano dai campi per più di una stagione, tornando ad essere ingaggiato solo nello 05/06, chiamato dal Torino, dove, però, non dirige neppure una partita visto che, con l’avvento del nuovo Presidente Cairo, viene esonerato addirittura in precampionato. Ha, comunque, la possibilità di accasarsi, nel girone di ritorno, al Perugia, in C1, che lo chiama per sostituire Patania, chiudendo con un 6° posto. Ancora da subentrante la stagione 06/07, in cui sostituisce, alla 21^, Pea sulla panchina della Lucchese, in C1, portandola all’8° posto. Stesso destino il campionato successivo in cui arriva al Taranto, in Prima Divisione, a dicembre, per un 9° posto finale. Subentro anche nella stagione 09/10 quando sostituisce l’esonerato Maurizi sulla panchina della Cavese, in Lega Pro Prima divisione, ottenendo la salvezza. Finalmente nella stagione 10/11 può cominciare un campionato, ingaggiato dal Cosenza, sempre in Prima Divisione, ma, stavolta, tocca a lui essere esonerato a ottobre, sostituito da Somma. Riparte sulla panchina del Foggia, ancora in Prima Divisione, ma, anche se stavolta resiste un po’ di più, raggiungendo anche la semifinale di Coppa Italia di categoria (dove viene eliminato proprio dallo Spezia, subendo un secco 6-0 al Picco dopo la vittoria per 1-0, in casa, all’andata), ad aprile viene nuovamente esonerato. Nella stagione 12/13 viene chiamato, a ottobre, al Barletta per sostituire Novelli, ma già a dicembre viene esonerato per lo scarso rendimento della squadra. Resta nuovamente fermo per un po’, trovando un ingaggio a gennaio 2015 da parte del Grosseto, in Lega Pro, ma a marzo è già esonerato. Attualmente è in attesa di una chiamata.

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