In un periodo poco entusiasmante la vittoria sul Genoa ha ridato fiato alla Roma e a Garcia

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ROMA – Rumore di fondo (i fischi dalle tribune) e umore che rimane piatto in casa giallorossa nonostante la vittoria di domenica (2-0) contro il Genoa di Gasperini. Il rumore è pervenuto anche alle orecchie del tecnico Garcia, circondato dalle voci su un suo possibile addio visti i risultati altalenanti nell’ultimo periodo. Iniziano a crescere i debiti nelle tasche del francese: una qualificazione agli ottavi di Champions strappata in extremis grazie alla vittoria sul Bayer dei blaugrana, porta salvata da Szczezny due domeniche fa nella sfida con il Napoli e ieri risultato messo al sicuro nel finale dalla zuccata del primavera Sadiq (alla sua terza presenza in A). La dirigenza non si sbilancia ancora e, con la pausa invernale, sembra prendere quota l’ipotesi di un cambio di panchina, imminente o a fine stagione.

ROMA – GENOA (2-0) – I capitolini hanno messo l’altra metà del cuore nella diciassettesima della massima serie, battendo in un Olimpico non troppo contento un Genoa smarrito nella scia di sconfitte (quattro consecutive) ma che comunque ha creato grattacapi alla retroguardia di casa. Un primo tempo con occasioni alla pari, solita discontinuità e poca mentalità vincente da parte dei giallorossi che chiudono in vantaggio al 42’ grazie al drop di Florenzi su assist di Digne sporcato dalla difesa avversaria. Ripresa che poteva essere chiusa dagli esterni di Garcia, prima con Salah in solitario va di piattone a lato, poi Gervinho manca il tapin vincente e infine chiude il cerchio Dzeko che si vede respingere sulla linea un tiro destinato in rete dopo aver saltato in area piccola anche Perin. Fatto sta che l’attaccante non è nel suo periodo migliore in fase realizzativa (complice il sacrifico che mette in mezzo al campo) e conclude l’anno tingendo di rosso la sua prestazione per proteste contro il direttore di gara. La mossa sadiqvincente Garcia la riserva in Sadiq, schierato nei minuti finali nonostante l’inferiorità numerica e che al 89’ ha regalato con un preciso colpo di testa tra palo e portiere i tre punti lontani dal derby con la Lazio. Ore contate o no, la Roma ha rialzato quantomeno la testa e vuole provare a giocarsi la seconda parte di stagione con un’altra determinazione (l’eliminazione dalla Coppa Italia ad opera di uno storico Spezia è servita a scuotere gli animi). In fondo li in alto sono tutte sullo stesso binario distanziate di uno, due, al massimo tre punti; e la vetta a quattro punti non è di certo cosa impossibile. Basta crederci.

NUMERI E PERIODI – Rispetto alla scorsa stagione la Roma ha peggiorato il suo andamento nelle ultime cinque partite disputate prima della sosta natalizia. Un anno fa era riuscita a chiudere con 11 punti all’attivo spalmati in tre vittorie, due pareggi e zero sconfitte. Positiva anche la fase offensiva con 9 reti fatte e 5 subite. Ad oggi qualcosa è cambiato e suona strano il fatto che l’innesto di un centravanti di calibro come Dzeko non abbia portato (finora) ad rudigeralzare l’asticella del gol. Infatti l’attacco romanista è risultato piuttosto sterile (3 gol segnati) ma la difesa ha dimostrato qualche sicurezza in più sia centralmente (Manolas e Rudiger maggiormente impiegati) che sulle corsie laterali (Digne e Florenzi). Senza dubbio tre pareggi, una sconfitta e la vittoria nell’ultima gara casalinga sono un bottino un po’ povero che ha fatto riflettere momentaneamente la dirigenza. Il gioco mostrato dalla squadra sicuramente manca di un’identità e della qualità di cui la maggior parte dei tifosi si aspettano. Inutile stare a contare gli infortuni e le grandi assenze ma tirare adesso le somme, al di la dei numeri sopracitati, sembra quantomeno prematuro e azzardare un cambio di allenatore in un momento delicato come quello attuale potrebbe rivelarsi controproducente.

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