Uno scudetto per 5. Come arrivano al nuovo anno le pretendenti al titolo

L’Inter cade sul più bello e si scopre nervosa; Napoli e Fiorentina riprendono la marcia e si avvicinano; la Juve la più in forma e temuta dalle altre; la Roma ancora “convalescente”

Da molti anni in italia non si assisteva ad un campionato così avvincente, equilibrato ed incerto. Tra la fine degli anni 90 e gli inizi del 2000 nacquero le “7 sorelle” (Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Fiorentina, Parma), tutte con patron pronti ad investire capitali “a fiumi” per accaparrarsi i migliori talenti in circolazione. Quest’anno, al netto di 17 giornate, sembra esser tornato l’equilibrio d’inizio millennio, anche se le “sorelle” si sono ridotte a 5: l’Inter, capolista da un paio di giornate; Napoli (new entry) e Fiorentina, subito dietro ad un punto di distacco; la Juventus, tornata prepotentemente nelle zone “nobili” della classifica; la Roma, quella che sta peggio ma che si trova ancora a soli 4 punti dalla vetta. E chissà non recuperi terreno anche il Milan di Mihajlovic che, nonostante sia staccato di 7 punti dal terzo posto, proverà a mantenere il passo dell’ultimo periodo (7 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta). Analizziamo nel dettaglio la situazione, anche per quanto riguarda il mercato di Gennaio pronto a partire, delle “fabulous five”.

INTER – Sembrava tutto perfetto, o quasi. Anche il gioco nelle ultime partite è migliorato e i gol aumentati (4 a Udine e 3 in Tim Cup al Cagliari). E per  non parlare dello spirito di squadra mostrato sia dentro che fuori dal campo: l’ormai celeberrimo #EpicBrozo è diventato “virale” e l’atmosfera, ad ogni  evento, ha fatto trasparire un’idea di un gruppo formato-famiglia. Un’aria nuova e leggera, forse fin troppo leggera…Così nell’ultimo week-end pre-natalizio  il “castello di carte” è crollato. Il match con la Lazio ha mostrato un’Inter svagata, distratta e nervosa, lontana parente di quella concentrata e  cinica fin quì vista. Una sconfitta che Mancini non ha digerito e che i mugugni di Jovetic e Ljajic, più la giornataccia di Felipe Melo hanno accentuato non  poco. Sicuramente non è il miglior modo per finire il 2015 e presentarsi al 2016, nonostante la vetta solitaria. Forse Mister Mancio ripenserà alle ultime  dichiarazioni sul mercato (“Non occorre prendere altri giocatori”) e qualche richiesta magari la farà a E.T.: a centrocampo un’organizzatore di gioco (Pirlo e Biglia in pole) non guasterebbe, così come un elemento in più in avanti (Candreva è un obiettivo). Certo, prima di pensare al mercato  bisognerebbe riprendere le redini del gruppo e parlare chiaro a tutti i componenti: con determinati comportamenti non si va da nessuna parte. Il match dell’Epifania, ad Empoli, rappresenterà il test della verità, da non fallire.

NAPOLI – Maurizio Sarri può contare sul giocatore più forte e decisivo del campionato: Gonzalo Higuain, e questo è già garanzia di successo. Nelle ultime 20 partite tra campionato e coppa il Napoli ha vinto ben 17 partite, tra cui gli scontri diretti con Fiorentina, Juventus e Inter (ma tutti in casa). Gli “stop” di Bologna e in casa con la Roma hanno gettato (seppur parziali) ombre sulla mentalità vincente e sulla solidità dei partenopei, poichè non appena raggiunto il primo posto, questo è stato subito abbandonato, dopo appena una giornata. Ma, a volte, può darsi sia meglio inseguire piuttosto che essere inseguiti, senza perdere troppo terreno s’intende. La marcia ripresa a Bergamo è stata fondamentale sia per la classifica che per la testa dei giocatori  e la finestra di mercato potrebbe riservare innesti (anche “ad effetto”, in pieno “DeLa Style”) decisivi per competere fino in fondo. Klaassen dell’Ajax, Andrè Gomes del Valencia e Henriksen del Totthenam sono nomi che fanno già sognare i tifosi napoletani.

FIORENTINA – La partita col Chievo è stata un toccasana per tutto l’ambiente viola, soprattutto dopo le brucianti sconfitte a Torino con la Juve e col Carpi, che è costata una clamorosa eliminazione dalla competizione. Aver addirittura ridotto il gap con la vetta può dare ancora più fiducia ad una squadra a cui serve, per stessa ammissione di patron e allenatore, qualche ritocco per competere anche nel 2016. La priorità è la difesa, in quanto vede alternarsi solo 4 giocatori (Tomovic e Roncaglia sempre in ballottaggio e gli inamovibili Gonzalo Rodriguez e Astori): indispensabile aggiungere elementi importanti (almeno uno), con Lisandro Lopez del Benfica in pole. Negli altri reparti sembra tutto filare liscio, con il trascinatore Kalinic in avanti e il finalmente decisivo Ilicic. L’unica “spina” è rappresentata da Pepito Rossi, che con la sua media di 13′ a partita in campionato richiede più spazio e potrebbe fare le valigie (Ferrero lo chiama alla Samp).

JUVENTUS – I Campioni d’Italia in carica sono sicuramente la squadra più in forma delle cinque. Lo spartiacque di stagione è stato il derby col Toro: da lì in poi solo vittorie, ben sette consecutive, con 6 punti “rosicchiati” all’Inter e ben 11 alla Roma, sorpassata in classifica. Sembra finalmente girare tutto alla perfezione, con la difesa a 3 tornata ad essere la soluzione preferita e la coppia tutta nuova Dybala-Mandzukic che fa molto male alle difese avversarie. Da quando si è sbloccato il croato, la Juve praticamente vola. Certo, Max Allegri spera di non dover ripetere scenate come quella di Carpi, perchè i cali di concentrazione si pagano con chiunque in Serie A ed i bianconeri hanno perso fin troppi punti fino ad ora. Ma, ora che il distacco è stato quasi interamente colmato i bianconeri, sono, molto probabilmente, i favoriti per la volata finale. E il “Pocho” Lavezzi potrebbe essere l’arma in più per il girone di ritorno…

ROMA – La squadra giallorossa è, certamente, la più in crisi tra queste. Abbandonata dai tifosi e con un tecnico sempre in bilico, ha ripreso a respirare solo con il poco convincente 2-0 sul Genoa (il miglior avversario che potesse trovare al momento). Nell’ultimo mese, con le assenze di Salah e Gervinho, l’attacco romanista non ha visto praticamente mai la porta: Dzeko ha deluso tutti, sè stesso in primis, come denota l’espulsione per proteste nell’ultimo match, segno di un nervosismo palese; Iturbe già volato in Inghilterra, è il flop più grande delle ultime stagioni in Italia; Iago Falque era partito bene, per poi spegnersi pian piano. Chissà che con il recupero di Totti, la presenza di un altro leader in campo riesca a smuovere gli animi e scacciare via le paure nei giocatori giallorossi. Sembra ormai certo l’addio a Garcia a fine stagione (e chissà non prima…), con Spalletti e Lippi come possibili sostituti. Di certo l’ambiente, sempre difficile a Roma, non aiuta affatto. Ma, a dire il vero, ci sono pochi alibi per una squadra che sembra essere sempre sul punto di trionfare ma che a fine anno vede sempre festeggiare gli altri. Per quanto riguarda il mercato un difensore e, vista la partenza di Iturbe, un attaccante saranno i profili più ricercati dai dirigenti romanisti.

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