Napoli, l’era Sarri mette d’accordo tutti

NAPOLI – L’era Sarri non inizia nel migliore dei modi, salvo poi riprendersi e una serie di vittorie fino a candidarsi come rivale dell’Inter alla lotta per lo scudetto. Dopo i disastri del bienno Benitez, l’era Sarri mette davvero tutti d’accordo. O quasi.

UN INIZIO DIFFICILE – Sassuolo, Sampdoria e la ex Empoli di Sarri, tre partite ed a Napoli l’era sarriana doveva già finire: Napoli è troppo per un tecnico al di là degli anni per passare dai campi di C ad allenare una grande ed ereditare una squadra malconcia dopo il bienno di Benitez. I dubbi, il silenzio della società, uno stadio sempre più vuoto ed una carenza di risultati palese, stavano già condannando Sarri ed il suo staff a lasciare Napoli tra fischi e malumori. Ma il tecnico toscano li aveva avvertiti ad agosto: le mie squadre soffrono la preparazione all’antica ed un inizio molle era più che previsto. Ed infine quel modulo che mal si sposava con le caratteristiche dei tanti velocisti presenti in rosa. Questo l’inizio di Sarri, con tanti rospi da ingoiare e tante critiche da sopportare.

NAPOLI INCANTA – Poi la svolta, si passa al 4-3-3 si accontenta tutti e la squadra inizia a macinare gioco e risultati. Soprattutto gioco. Sacchi lo venera alla stampa: ‘ricorda il mio Milan’ lo stadio inizia a essere più gremito, arrivano dieci goal in due partite tra Europa League con il Brugge e campionato con la Lazio e, si sa, tra l’essere linciato e venerato a Napoli passa poco più di un giorno. Dalle mille difficoltà ai sogni d’alta classifica, Il Napoli ora c’è, il Napoli di Sarri-Higuain di Hamsik-Insigne ritrovati, dei sorrisi e degli abbracci ad un padre-allenatore piuttosto che ad un tecnico blasonato in camicia e cravatta. Sembra un sogno, ma la realtà è sempre più vera. Non chiamatelo miracolo!

CHIUSURA PERFETTA – Ma le difficoltà non sono mai mancate, anche se i partenopei hanno in pratica vinto tutti gli scontri con le grandi del campionato, anche se hanno inciampato con la muraglia romana schieratasi al San Paolo nella penultima di quest’anno. Gli avversari avevano ormai capito le dinamiche del gioco azzurro, Insigne sbagliava troppo, Hamsik a secco di goal ed un Allan sfiancato dalle troppe partite; gli azzurri s’aggrappano al solo Higuain e qualche passo falso l’hanno compiuto, come la sconfitta contro il Bologna di Donadoni. Ma niente allarmismi, è già tutto dimenticato: i tifosi aspettano da anni di espugnare Bergamo ed Higuain regala loro un bel dono di Natale siglando una doppietta che stende Reya ed i suoi neroazzurri. Chiusura perfetta!

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